16/05/2008


Ognuno dei due, a suo modo, ci ha regalato emozioni magiche.
Marcos Cafu, e lo scudetto al primo anno di Milan. Un grandissimo colpo di mercato a zero euro, rendimento costante tanto quanto il suo sorriso sulle labbra. In sordina è entrato nei nostri cuori, ed è stato protagonista di serate memorabili, nel bene e nel male.

Sergio, il Concorde, resterà nella memoria di ogni milanista per sempre per quella magica sera in cui quelle sei pere furono frutto della sua più bella prestazione in rossonero. L'incubo dei cugini, ma anche dei nostri allenatori.

Entrambi esponenti di un Milan Samba che per un paio d'anni ci ha fatti veramente divertire. Ma l'età, gli acciacchi ed il fatto che nulla è eterno, rendono inevitabile un giorno come questo.

Quello che è importante, è che domenica San Siro li saluti con un degno tributo. Sono due persone splendide che hanno scritto la nostra storia recente, e meritano riconoscenza infinita.

Ciao Marcos, ciao Sergio. In bocca al lupo davvero.

Oggi tutti i milanisti sono un po' tristi.


15/05/2008
E' evidente e lampante come non ci sia assolutamente nulla di penalmente e sportivamente rilevante. Però in fondo è bello ricordare quello smoking bianco e sorridere, pensando che alla fine di fronte a schifezze del genere, un Meani assume tutto un altro gusto.

Milano - Un mare di telefonate, un mare di intercettazioni. Da una parte del filo ci sono due criminali di alto livello, al centro di una inchiesta della Procura Antimafia di Milano per traffico di cocaina. E dall’altra parte ci sono quelli dell’Inter. Giocatori, staff tecnico, dirigenti della squadra nerazzurra. Che con i due malavitosi intrattengono rapporti d’amicizia e di affari di ogni genere. Nulla di penalmente rilevante: lo dicono a chiare lettere gli stessi carabinieri del Reparto Operativo Speciale nella lettera con cui stralciano le chiacchierate con i calciatori dal fascicolo principale. Ma intanto le telefonate sono state trascritte, una per una. Il quadro che ne esce è, indubbiamente, irrilevante sul piano penale. Ma, altrettanto indubbiamente, costringe a chiedersi il perché di tanta familiarità con due balordi, a interrogarsi sulla facilità con cui personaggi simili avevano accesso alla Pinetina, quartier generale del club di Massimo Moratti, e ai suoi uomini più in vista. Interrogativi che piombano sull’Inter nel momento più delicato della sua stagione, a quattro giorni dall’ultima spiaggia che la attende a Parma.


14/05/2008
Didier Drogba esce allo scoperto: il suo sogno e' vestire la maglia del Milan. Un trasferimento, quello dell'attaccante ivoriano del Chelsea, sfiorato gia' nell'agosto 2006, come racconta lo stesso giocatore in un estratto della sua autobiografia pubblicato dal tabloid "The Sun". Drogba, due estati fa, volò a Milano per incontrare il vicepresidente rossonero, Adriano Galliani, e il capitano Maldini. "Tutti i giocatori sognano di firmare per il Milan - le parole di Drogba - Ho spiegato a Paolo Maldini che il Milan e' un club di cui mi piacerebbe far parte. Galliani mi ha chiesto: 'quando ti piacerebbe giocare qui?'. E io: 'quando volete, tocca a voi. Preparate i soldi e andate dal Chelsea'". E il giorno dopo Galliani chiamò i Blues per presentare l'offerta. Drogba racconta anche di come ha ingannato Mourinho, all'epoca dei fatti manager del Chelsea. Al tecnico lusitano disse che andava dal dentista a Parigi, poi cancellò l'appuntamento e incontrò i dirigenti rossoneri. Una bugia che Mourinho ha scoperto. "Jose' ha preso il telefono e mi ha detto: 'visto che non siamo piu' dei ragazzi, parliamo. Io ti ho creduto, ho fatto tutto per te e tu che fai? Mi dici che stai andando dal tuo dentista a Parigi e invece sei a Milano per parlare del tuo trasferimento. Mi ha mentito, non hai mantenuto la parola - lo sfogo di Mourinho riferito da Drogba - Sei stato cresciuto male o cosa?'". Da qui la punizione del tecnico lusitano, che lo ha fatto allenare con le riserve, prima della riconciliazione e la separazione tra le lacrime dello scorso settembre, quando Mourinho ha lasciato il Chelsea.
AGI

Giocatore potente, bello da vedere, bomber di razza, uno che i gol non li fa per caso ma li fa pesanti. Unico elemento negativo una carta d'identità non esattamente idonea per costruire nel lungo termine, ma qualcuno farebbe lo schizzinoso?

Se davvero hai questo sogno, caro Didier, basta dire che la Coppa Uefa per te non è un problema, e sono certo che il Milan del futuro ripartirebbe da te. Da subito.


13/05/2008


Caro Rui,

l'ultima partita da calciatore professionista porta con sè emozioni forti e contrastanti. La gioia di poter giocare davanti a tifosi che ti amano, di avere tra loro i tuoi familiari e tanti amici si contrappone al naturale velo di tristezza che accompagna il pensiero di una grande carriera che sta per finire.

Sappiamo che non lascerai il mondo del calcio e che il mondo del calcio potrà ancora contare su un grandissimo uomo, un campione che abbiamo avuto l'onore di conoscere e avere a Milanello per cinque meravigliosi anni. Qui sei diventato uno di noi, uno della grande Famiglia Rossonera: perchè tu, caro Rui, sei come il Milan, leale e appassionato, generoso e caparbio, imprevedibile e innamorato di questo meraviglioso sport. Sei tornato in Portogallo per una scelta di vita, ma non ci siamo mai allontanati da te e non lo siamo nemmeno in questa speciale serata. Perchè per noi non sei solamente un nome e un numero sulla maglia: sei anche e soprattutto il Rui che ha lasciato il Milan, Milano e l'Italia regalandoci indelebili ricordi.

Caro Rui, è impossibile dimenticarti. Per questo oggi il nostro pensiero va a te, protagonista unico della tua ultima rappresentazione sul palcoscenico del calcio giocato.

Un forte abbraccio, Adriano Galliani


Mi unisco a questa commovente lettera aggiungendo che mi sento fiero ed orgoglioso, che un giocatore di tale classe, sportiva e umana, abbia indossato la nostra maglia.

Oggi il calcio giocato perde un grande attore della sua grandiosa recita, ma spero con il cuore che un giorno le strade di Rui Costa e del Milan possano di nuovo incrociarsi.

Applausi, per Manuel Rui Costa.


13/05/2008
Potrei stare qui a scrivere un post lungo così sul perchè il Milan a Napoli ha sbagliato tutto, tatticamente e  mentalmente. Potrei scrivere un post lungo così sul perchè è impossibile che cinque giocatori giochino 65 partite con delle riserve a centrocampo utilizzate mai, spesso perchè logore o indisponibili. Potrei scrivere un post lungo così sul perchè un talento come Pato sia finito in panchina. Potrei scrivere un post lungo così sul perchè Gattuso sta deludendo tutto e tutti e sul perchè sia un ipocrita. Potrei scrivere un post lungo così sul paradosso che vede Favalli titolare, con evidente imbarazzo anche da parte dello stesso giocatore a gestire la cosa.

Potrei scrivere decine di post lunghi così, ma non so a cosa servirebbero. L'amarezza è così tanta che un intero lunedì non è riuscito a smaltire le scorie di una calda domenica d'inferno. La delusione è così grande che tutte le parole del mondo non servirebbero a descriverla.

Ci sarà tempo per parlare, riflettere ed analizzare. Per ora facciamo sbollire la rabbia, e vinciamo domenica, poi si vedrà.


10/05/2008
Flussodicoscienza (in una forma strepitosa ultimamente!) ci regala l'ennesima perla che merita una citazione grande così:
Le strade di Milano saranno tappezzate di quei colori là. Non un bello spettacolo. Ma di scudetti se ne festeggia uno ogni anno: presto la giornata di domani sarà dimenticata.

Quella che non sarà dimenticata - e di cui proprio domani cade il settimo anniversario - è quella di quel venerdì sera in cui cambiammo il prefisso di Milano. In venti minuti o poco più Gianni Comandini divenne indimenticabile. E poi Giunti, Shevchenko, Shevchenko e Serginho.

Senza nemmeno bisogno dell'almanacco, ricordo Seba Rossi in porta, Helveg e Maldini terzini, Roque Junior e Costacurta centrali, Gattuso-Giunti-Kaladze-Serginho a centrocampo e Sheva-Comandini davanti. Con gli ingressi di Leonardo, Josè Mari e Guglielminpietro. In panchina, il primo capitano campione d'Europa e quello che lo fu nel 94.

E svegli a Napoli, per favore!


09/05/2008


Napoli, di Maggio, è una città meravigliosa. Ricordate?


07/05/2008
Preso da un ottimo forum e da un'idea di un ottimo utente:

Importante appunto prima di iniziare, non vi chiedo di esprimere un giudizio ma un pronostico in merito alle “questioni rossonere”.
Il tutto con un semplice sì o no.
Volendo potete anche aggiungere dei pareri.

1-Ronaldinho giocherà nel Milan la prossima stagione?

2-Shevchenko giocherà nel Milan la prossima stagione?

3-Zambrotta giocherà nel Milan la prossima stagione?

4-Sarà rinnovato il contratto di Serginho?

5-Sarà rinnovato il contratto di Cafu?

6-Sarà rinnovato il contratto di Ronaldo?

7-Gattuso lascerà il Milan?

8-Arriverà un centravanti di peso?

9-Flamini farà la fine di Vogel?

10-Abbiati sarà il prossimo portiere del Milan?

11-Frey sarà il prossimo portiere del Milan?

12-Brocchi lascerà il Milan?

13-Uno tra Coppola e Storaci resterà in rosa l’anno prossimo?

14-Ricardo Oliveira sarà in ritiro con il Milan?

15-Maldini lascerà il calcio?

16-Marzoratti e/o Darmian giocheranno con la prima squadra la prossima stagione?

17-Gourcuff giocherà ancora nel Milan la prossima stagione?

18-Oltre a Zambrotta, arriverà almeno un altro terzino?

19-Dida rescinderà il suo contratto con il Milan?

20-La prossima stagione il Milan punterà veramente a vincere il campionato?

21-Ci sarà un colpo a sorpresa? (non necessariamente di primo piano)


05/05/2008
MILANO - L'A.C. Milan comunica di aver stipulato un contratto che legherà il calciatore francese Mathieu Flamini alla società rossonera dal 1' luglio 2008 al 30 giugno 2012.
acmilan.com

Di seguito, ecco l'analisi, al solito lucida e perfetta, dell'ottimo flussodicoscienza:
Gioca in un ruolo dove serviva un rinforzo. E' giovane. Ha fatto una grande stagione. Può giocare sia nel ruolo di Gattuso che in quello di Ambrosini, con i quali si alternerà, e può pure mettersi davanti alla difesa.

Personalmente non metterei la mano sul fuoco sul suo valore, perchè mi è parso bravo ma non bravissimo. Ma a parametro zero e nella nostra situazione, era un'occasione da non farsi sfuggire. Bravissima la società.


05/05/2008


Il derby di ieri è stata un'emozione palpitante e bellissima. Euforia, gioia e spettacolo rossonero.
E nonostante mi piaccia pensare che una nostra vittoria sia più bella di qualsiasi sconfitta avversaria, oggi è pur sempre 5 Maggio.