30/10/2006
FORSE È COLPA del Destino cinico e baro. Forse. Ma nel karma dell’Inter c’è la sofferenza, per dirla con quelli che masticano di cultura. In buona sostanza i nerazzurri non si godono mai nulla.
Dopo un Derby come quello dell’altra sera capace di accarezzare la storia e di fare esplodere mille emozioni, pensi a tappi di champagne che volano, a baci & abbracci, complimenti e soddisfazioni. E invece no, cosa fanno quelli dell’Inter? Come racconta qui a fianco la sempre bene informata Laura Alari, alcuni giocatori e l’allenatore si affrontano, si insultano, si spintonano, arrivano quasi alle mani, tirano in ballo vecchi rancori.

Insomma vanno alle mamme, come dicono i toscani, con la più classica delle bolge alla faccia di tutte le regole del gruppo e dello sport. Alla fine Mancini minaccia le dimissioni che forse non darà mai, ma questo diventa persino un dettaglio. Il tutto alla vigilia della partita di domani contro lo Spartak Mosca decisiva per la permanenza nella Champions League.
Un bell’ambientino, niente da dire. La speranza (per l’Inter) è che questa enorme quantità di adrenalina faccia sentire i suoi effetti anche in campo. Del resto, e qui Moratti può consolarsi, anche nello spogliatoio della grande Inter di Helenio Herrera c’era una situazione simile a questa e forse il segreto del successo era proprio quello. Ancora forse, naturalmente.

Comunque altri tempi, oggi è estremamente complicato gestire un gruppo di amici in campo e nemici fuori, soprattutto quando i giocatori sono una trentina e tutti vogliono giocare. Se Moratti vuole cominciare a vincere senza Guido Rossi deve imporre delle regole serie e ferree come mai fatto in passato. I giocatori non sono figli da accarezzare o eroi da venerare, ma dei professionisti pagati a peso d’oro e come tali devono comportarsi.
Sistemato il caso Adriano, il cinismo e la durezza vanno allargati a tutti. Moratti faccia il padrone e non il babbo.







Festeggiamenti (???)


29/10/2006


IO TIFO PALERMO!!!


27/10/2006
..propongo a tutti gli "aficionados" questa bellissima coreografia neroazzurra in un recente Derby... davvero notevole quello che riescono a esprimere i tifosotti...



Lo stile inconfodibile dell'essere neroassurdo...


25/10/2006
Scusa, ma non potevo esimermi...

inter
Sei simpatico e competente... ma ci sono sia "le oscure forze del Male" che le Croci Celtiche...

Saluti a tutti coloro e commentano e ancora grazie per la correttezza che usate nei dibattiti.

Vi leggo sempre =)


22/10/2006


Invincibile....

Grazie Udinese





21/10/2006
Torna in Brasile Adri... stacca la spina... c'è tanta malinconia nella tua vita!!!




"almeno per un po' va fuori dai co*****i sto peso morto...."


20/10/2006

Che fosse un iodolo, lo sapevamo già. Per rinfrescarvi la memoria guardate: QUI

Oggi, grazie più che mai Mister:

La mancata panchina dell'Inter. E' il più grande rammarico professionale di Galeone? «Eh, direi proprio di sì (sospiro, ndr). Ci sono andato davvero vicino. Era praticamente fatta. Almeno, era ciò che pensavo dopo aver incontrato Moratti. Fu lui a volermi parlare. Era la stagione '96-'97, io ero reduce da due promozioni in A consecutive con Udinese e Perugia. Chiamò a casa Benito Lorenzi (ex campione nerazzurro e pupillo della famiglia Moratti, ndr) e lasciò detto a mia moglie che avrei dovuto contattare il presidente. Massimo Moratti mi invitò a Milano per un caffè e la sua prima frase mi stupì molto: "In che rapporti è con Moggi?". Risposi: "Mi dice sempre che sono il più bravo...". Il discorso cadde lì, parlammo di giocatori, poi mi congedò: "Guardi, io vorrei chiudere l'affare subito, ma devo prima consultarmi con i miei collaboratori". Non ho più sentito nessuno, nonostante io sappia per certo che ripensò a me anche più avanti».

Su quella panchina ora siede Mancini: domenica la vecchia guardia sfiderà la nuova. «Beh, Mancini sarà anche giovane, ma ha già allenato fior di squadroni...».

Sta dicendo che 41 anni sono troppo pochi per una piazza così importante? «Voglio dire che non mi è piaciuto il modo con cui Mancini ha potuto iniziare ad allenare (una deroga federale concessa da Petrucci, che fece arrabbiare molti tecnici, ndr). Si disse che era un "grande": ma in base a cosa? E guardate che squadre! Fiorentina, Lazio, Inter. Si è ritrovato a guidare club di primo piano solo in quanto predestinato, e basta. Bisogna invece riconoscere che da giocatore è stato sottovalutato, avrebbe meritato più riconoscimenti: era un grandissimo, alla pari con Baggio. Ecco: sottovalutato in campo e sopravvalutato in panchina. A Firenze aveva una signora squadra, eppure sappiamo tutti com'è finita; alla Lazio invece ha fatto molto bene».

E all'Inter? «Beh, mi sembra di ricordare che nella prima stagione di Mancini le partite ben giocate si siano contate sulle dita di una mano. L'Inter di quest'anno come organico è tre volte superiore a tutte le altre, ma non ha un'identità ben precisa, la squadra non si muove assieme. Ti può mettere sotto quando vuole, ma non sai da che parte inizia e dove finisce. In questa Inter non vedo grande equilibrio, né nel gioco, né nei comportamenti. Potrebbe giocare Adriano? Ma lui non mi è mai piaciuto tanto, i fuoriclasse sono un'altra cosa».

Galeone, lei avrebbe detto che con gli «scarti» dell'Inter lei vincerebbe lo scudetto? «(ride, ndr) Stavo scherzando, ma se andiamo a guardare i giocatori persi lungo gli anni, troviamo fior di nomi. Ci si potrebbe fare una signora squadra, e ne avanzerebbero ancora molti...».


 



17/10/2006
Lo scudetto assegnato a tavolino all'Inter continua a far discutere. Nei giorni scorsi alcuni parlamentari hanno chiesto la revoca, ieri ne ha parlato anche il Commissario della Figc Luca Pancalli: «Lo scudetto poteva non essere assegnato - ha detto a Radio Anch'io lo Sport - ma ora non può essere revocato motu proprio dalla Federazione ma solo dalla giustizia sportiva».

Oggi intanto il vicepresidente nerazzurro Rinaldo Ghelfi sarà interrogato dall'Ufficio Indagini di Borrelli per il caso Vieri: davanti agli 007 federali ribadirà che il pedinamento di Vieri rientrava nei limiti della legalità.


16/10/2006
L'irruento Ibrahimovic, protagonista nella gara con il Catania per uno sputo ai danni di Sottil, pare non essere troppo apprezzato nemmeno dai suoi compagni di squadra. "E' un bambino dell'asilo - ha commentato Sottil - a fine partita mi sono avvicinato a Cruz per dirgli che Ibra è un giocatore scorretto. E pensate un po', anche lui ha dovuto darmi ragione". Mentre dello sputo incriminato "non me ne sono reso conto".

Lo sfogo dell'idolo continua qui



16/10/2006


...ma con il neroazzurro addosso vedrete che anche lui sarà considerato un "onesto"...

...come il suo "onesto sputo"...

Io non sono interista