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E' dura essere perseguitati quando si è un po' ingenui da essere messi in mezzo nel caso GEA, nel fallimento di Cragnotti, e ora in questa vicenda, vero Mancio?
MILANO - L'attuale tecnico dell'Inter Roberto Mancini è stato querelato da tre ultras della Fiorentina per calunnia. La denuncia formale sarà depositata domani giovedì 28 dicembre alla Procura di Firenze. I fatti a cui si riferisce la denuncia risalgono al gennaio 2002 quando Mancini annunciò le dimissioni da tecnico della Fiorentina dopo che un gruppo di tifosi lo aveva circondato e minacciato.
La Fiorentina non navigava allora in buone acque: oltre ai negativi risultati sul campo, la gestione Cecchi-Gori era agli ultimi sgoccioli e il malessere in città si palpava con mano. Il 10 gennaio 2002 il tecnico che tornava da Roma dopo un incontro con l'allora presidente della Fiorentina, fu circondato da cinque tifosi e minacciato. «Il timore di creare turbative a mia moglie e ai mie tre figli - scrisse Mancini - mi ha spinto a credere che il mio lavoro a Firenze non possa proseguire....dopo l'incontro a Roma al mio rientro nella notte a Firenze sono stato aggredito verbalmente sotto casa da cinque tifosi. Nonostante lo scambio di idee, hanno minacciato di inasprire la gravità delle aggressioni».
Questo il comunicato ufficiale di quei giorni concitati che portò alla denuncia formale nel marzo successivo di cinque ultrà viola attualmente ancora sotto processo (l'udienza è fissata per il prossimo aprile) a cui è stato imputato l'articolo 610, violenza privata. Fu questo l'ultimo e decisivo episodio di contestazione e intimidazione nei confronti dell'allenatore viola. Durante la partita Fiorentina-Juventus alcuni tifosi avevano brandito uno striscione con su scritto «Fratello Mancini sei stato nominato». Ci furono poi altri cori e contestazioni, tanto da costringere Mancini a ricorrere alla scorta.
Ora tre dei cinque ultras denunciati - difesi dagli avvocati De Santis e Campolmi - hanno respinto la palla al mittente querelando il tecnico. «Non ci risulta che Mancini si sia mai dimesso formalmente - fa sapere l'avvocato Massimo Campolmi - ci risulta anzi che si sia inserito negli atti del fallimento della Fiorentina richiedendo il suo compenso come allenatore anche per il periodo successivo alle sue dimissioni. La denuncia per calunnia - prosegue l'avvocato - deriva dalla constatazione che Mancini ha dichiarato falsamente di essersi dimesso dopo aver accusato i cinque ragazzi di averlo costretto a questa decisione».
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