
ormai un calcio che ti diverte la domenica e che ti fa fare qualche bella risata sia che tu abbia vinto o perso con gli amici al lunedì è ormai fantascienza..........meglio trascorrere ogni giorno sfottendo, accusando, controaccusando, chiamandosi merde, mandandosi a fare in culo.....che figata.........
Questo commento, e non solo questo, mi ha fatto pensare. Alle soglie dell'anno dalla creazione di questo blog, mi ha fatto riflettere a che pro io abbia perpetrato questa opera.
Perchè davvero ormai il calcio e tutti ciò che gli ruota attorno non è più divertimento. Mi sono reso conto che i miei toni, così come quelli degli interisti che commentano, e di tutti, sono sempre più esasperati. Sono sempre più rancorosi. La soglia tra il sano sfottò e il livore è quasi stata superata. E questo non va bene.
Non va bene se pensiamo a Filippo Raciti. Non va bene se pensiamo a tutte le persone che per questo sport ci hanno lasciate. Non va bene se pensiamo a chi ama davvero questo sport, dal profondo del cuore; e per questo sport vive, sogna, spera. Piange.
Questo blog cambia linea editoriale. E con questo forse perderò la maggior parte dei lettori silenziosi, quelli che si divertivano a leggere le mie idiozie e le paranoie contro l'inter. Però io non mi sto divertendo più. Per niente.
Ovviamente lo sfottò ai neroblu resta, come giusto, come sempre, come la storia insegna. Nei limiti del giusto, del rispetto. Però non nei toni e nei termini in cui a torto l'ho portato avanti negli ultimi tempi.
Ho raggiunto con questo blog una discreta notorietà, ma a questo punto il gioco non vale la candela. Da oggi qui si parla di Milan, si prende in giro l'inter, in toni diversi, si parla di calcio. Perchè se qualcosa può cambiare in questo giocattolo rotto che è il pallone, se qualcosa può veramente migliorare, allora sento di essere io il primo a doverci provare.
I lettori storici (Giusy, SNIS, Butterfly, Caemia, Hateley, e tutti gli altri) e quelli nuovi e talentuosi (ad esempio GEO) sono sempre i benvenuti. Però proviamoci tutti a rendere il gioco più "gioco" e meno guerra.
Non ne vale la pena.
Con immutato affetto.