30/04/2007


..e questo è tutto?

Edit: in basso a destra trovate un piccolo banner di Net Parade. Se vi fa piacere, e se volete sostenere il blog, votate numerosi e lasciate qualche commentino. Grazie a tutti voi!

Edit 2
: perdonate l'incredibile omissione. Nel nuovo banner ho scordato forse il nonplusultra: Beppe Severgnini.


28/04/2007
Inserisco questo video. Ascoltatelo bene. E ascoltate i nomi pronunciato da Grillo:

Marco Tronchetti Provera

Tavaroli

Carlo Buora

Tutti facenti parte del CDA Inter.

Le parole di Grillo (riprese da sentenze di Tribunale) ci fanno capire del potere delle intercettazioni Telecom.

A titolo informativo, ricordo che l'inter non è stata coinvolta nello scandalo Calciopoli per assenza di intercettazioni rilevanti.



28/04/2007

Un applauso ai simpaticissimi amici di questo blog: i Rosaporcello, autori di video e musica dell'opera che vedete sopra.

Visitate il loro sito web numerosi: www.rosaporcello.it


27/04/2007
"Sono molto contento per lo scudetto dell'Inter". A esprimere la propria soddisfazione per l'anticipata vittoria al campionato 2006-2007 della squadra nerazzurra, è un tifoso speciale, l'ex commissario della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Guido Rossi.

Quanto alle accuse che gli sono state rivolte da più parti circa l'incapacità di avere saputo costruire un ampio consenso tra i vertici europei da parte dell'Italia: "E' meglio che tacciano - ha sottolineato - perchè io sono persino riuscito a fare vincere i Campionati del mondo alla nostra Nazionale, e quando me ne sono andato il consenso era completo".

Capito?? Altro che Cannavaro, Lippi o Grosso! E' stato lui che ci ha fatto vincere! Ingrati!

E poi, illatori, come osate dire che lui centri qualcosa con l'assegnazione dello scudetto all'inter! Guardate la foto, e leggete le sue frasi! Ci vedete forse qualche conflitto d'interessi?? TZE'...


26/04/2007


24/04/2007
Il fratello scarso è una figura ricorrente nella Storia d’Italia. I parenti lo affidano di solito al fratello più sveglio che gli fa da padre per tutta la vita. Massimo Moratti è il fratello scarso dei fratelli scarsi. E’ riuscito ad offuscare persino Paolo Berlusconi. Gli si perdona qualunque cosa, anche le intercettazioni a Bobone Vieri. La famiglia per evitare danni lo ha nominato presidente dell’Inter. Gli ha concesso un vitalizio di qualche decina di milioni di euro all’anno per i giocatori. Lui è contento così. Ogni tanto il fratello maggiore Gianmarco gli chiede di mettere una firma sui collocamenti. La gente si fida di lui, del suo aspetto da Bugs Bunny buono. E così è stato anche per il debutto di Saras in Borsa. I Moratti hanno incassato 1,7 miliardi di euro, ne avevano bisogno per rinforzare la squadra. Il titolo fu quotato a 6 euro in un momento di crollo del settore energetico. Chi lo comprò perse il 12% in un solo giorno. Jp Morgan e Morgan Stanley, le banche responsabili del collocamento, guadagnarono 12 milioni di euro a testa grazie alle oscillazioni. Riassunto: qualcuno decide che il prezzo di 6 euro è giusto, i risparmiatori ci credono, comprano, perdono. I Moratti e le banche ci guadagnano e la procura indaga. La Consob dov’era? Cardia illuminaci. Lo scudetto di ieri non lo ha vinto l’Inter. Infatti il marchio non gli appartiene più da tempo. Lo ha venduto, dopo una rettifica a questo blog, alla Inter Brand srl per 159 milioni di euro. La Procura sta indagando per l’ipotesi di “buchi in bilancio per cui non ci sono indagati”(Corriere della Sera). Sono sicuro che è un’ipotesi che si dimostrerà priva di qualsiasi fondamento. Massimo vince, ma senza rubare.
BeppeGrillo.it


22/04/2007
..al Celtic Glasgow! 41° titolo!



20/04/2007
"la caduta al suolo del calciatore interista non è stata preceduta da alcun significativo contatto con il corpo del portiere avversario, soltanto lievemente toccato negli attimi conclusivi dell'azione, per cui deve escludersi inequivocabilmente che l'Adriano abbia subito una condotta fallosa e, di conseguenza, deve ritenersi non motivata la concessione del calcio di rigore. E questo giudice ritiene che l'errore in cui è incorso il direttore di gara sia stato determinato dal consapevole comportamento dell'Adriano che, come le immagini documentano, aveva "preordinato" la simulazione trascinando innaturalmente sul manto erboso il piede sinistro, alla ricerca di un contatto con il corpo del portiere, in concreto non ottenuto".
Ovviamente, non sia mai che il Muratton si lasci scappare l'occasione per offendere il giudice sportivo, piangere quel po' che serve e per far notare a tutti che le decisioni a lui contrarie sono tutte sbagliate. Non solo: addirittura c'è il colpo di classe di rimettere dentro l'affare calciopoli. "Si dimentichino del passato", vuol dire che oggi comanda lui, e quindi in campana:
"La decisione del giudice sportivo è una vera buffonata, ma che cosa vogliono dimostrare con queste decisioni. Che dimentichino il passato per favore. A Reggio Calabria non ci hanno dato un rigore netto, forse bisogna squalificare il giocatore della Reggina che aveva fatto fallo su Cambiasso. E' una forzatura, certo, ma l'esempio serve a far capire quanto siano assurde certe decisioni".
Credo si commenti da se. Come sempre.

Intanto metta mano al portafoglio.  Perchè Bobone ha bisogno di spicci e l'amico Mutu anche:

Le grane arrivano a coppie al punto che la delusione provata da Moratti per il rinvio dello scudetto passa in secondo piano nella giornata di ieri che il presidente ha vissuto con rabbia: colpa della squalifica di Adriano e delle richieste di Christian Vieri, l’attacco dell’Inter che non vinceva. Vieri infatti ha chiesto al club nerazzurro un risarcimento di 9 milioni di euro per lo spionaggio di cui fu vittima negli anni vissuti da interista e altri 12 milioni li reclama dalla Telecom Italia che tramite l’ex capo della security, Giuliano Tavaroli, avrebbe affidato l’operazione all’investigatore privato Emanuele Cipriani.

E’ una storia esplosa l’anno scorso e inserita nel quadro più vasto delle indagini sulle intercettazioni illegali commissionate nei confronti di molti personaggi della vita pubblica italiana. I ventun milioni, secondo l’avvocato Danilo Buongiorno, ripagherebbero Vieri dei danni morali, esistenziali, di immagine, patrimoniali e biologici patiti nella vicenda. Anche danni biologici? «Scoprire di essere stato spiato e violato nella propria privacy da chi riceveva da lui il massimo impegno professionale - spiega il noto legale milanese - ha creato uno stato profondo di depressione in un giocatore di fama mondiale nel momento in cui cerca di dimostrare ancora il proprio valore. Inoltre il mio assistito ha rinviato l’operazione cui si doveva sottoporre e ha ritardato il recupero. Qualcuno dovrà pagare per questo».

L’Inter e la Telecom respingono le pretese. Moratti ha ammesso più volte il pedinamento («era il suo primo anno all’Inter, non c’era niente di male nel conoscere la sua condotta», è la tesi del club) ma non le intercettazioni. L’azienda di Tronchetti Provera che di recente ha ricevuto una richiesta di risarcimento di 759 milioni dalla Vodafone, sostiene che i fatti risalgono a un periodo in cui il controllo era di Colaninno e in ogni caso sarebbe già scattata la prescrizione dei cinque anni. «Siamo molto tranquilli - replica l’avvocato Buongiorno -, pensiamo che la prescrizione segua il reato penale, per cui in questo caso è molto più lunga, e sappiamo che i fatti in discussione risalgono a un periodo più recente del 2000. Le responsabilità ci sono, abbiamo le prove». Il nodo pensiamo che possa essere nella definizione del quantum: 21 milioni sono molti anche per uno dei calciatori a quel tempo tra i più pagati d’Europa.

Prepariamoci a un processo senza esclusione di colpi: le scuse che Moratti gli porse in tv a «Le Iene» non lo hanno placato Vieri. «Ho dato tanto all’Inter, non meritavo tutto questo», ripete il giocatore in attesa che le udienze comincino nell’ottobre prossimo. La sua azione potrebbe essere imitata da un altro «spiato», Adrian Mutu: il romeno e il suo avvocato, Paolo Rodella, decideranno la prossima settimana cosa fare.


18/04/2007
E' qui la festa???






Ma gli olè della Roma, quanto erano belli?


15/04/2007
Premessa: contro la Juve e contro i suoi tifosi non ho nulla, anzi hanno la mia massima solidarietà. MA, poichè qui si parla di una condanna inflitta al Milan per illeciti, evidentemente erano illeciti per perdere:

"Quarantadue telefonate per truccare Juventus-Milan. Il documento definitivo, quello che, secondo i pm, inchioda tutti è lungo una paginetta. Ma è devastante: è un tabulato sul quale sono riportati, analizzati e graficamente visualizzati i dati delle quarantadue chiamate che nelle ventiquattro ore precedenti al fischio di inizio della partita corsero sulle linee telefoniche svizzere in uso a Moggi, al suo collega e complice Fabiani, e all'arbitro Bertini (colui che poi ha arbitrato). Quarantadue telefonate che, secondo i pm Beatrice e Narducci, determinarono "un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione (...) esito perseguito dal Bertini che si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra di Moggi". Bertini parla al telefono con Moggi per 13 volte in 24 ore. "I tabulati - scherzano gli inquirenti su questa cosa - hanno il limite di non parlare, perché elencano solamente il numero di contatti tra due telefoni e non raccontano cosa viene detto. Però a volte ce ne sono alcuni che, incrociati con altri dati, parlano più di un pentito". E questo tabulato è uno di quelli: perché a leggerlo bene si scopre che Bertini passa l'intera giornata del 18 dicembre al telefono con la cricca di Moggi. Per sei volte è lui a chiamare, per sette è il suo interlocutore. Ma evidentemente non basta. Perché, sempre su una utenza svizzera, Bertini raggiunge anche Fabiani che, secondo i pm di Napoli è, insieme a Moggi, "l'istigatore" dell'associazione a delinquere. Bertini e Fabiani si sentono la bellezza di 18 volte (nove chiamate a testa) in una manciata di ore. Ma non è tutto perché anche Moggi e Fabiani si sentono quel giorno: 11 volte, subito prima o subito dopo le chiamate di Bertini a Fabiani.

Come si è arrivati a isolare queste 42 telefonate (nell'inchiesta ce ne sono più o meno altrettante per ciascuna partita contestata, 15 in tutto) è cosa che appartiene alla sfera delle alchimie investigative. Tutto comincia con il ritrovamento delle prime schede che Moggi faceva acquistare in Svizzera. Gli investigatori hanno chiesto all'operatore telefonico di avere un prospetto di tutte le chiamate in entrata e in uscita effettuate da e su quelle utenze. I famosi tabulati. Così il giro delle schede moggiane si è allargato fino ad arrivare a cinquanta (solo una ventina delle quali particolarmente attive). Il secondo passo è stato quello di abbinare ciascuna di queste venti utenze a una persona. E ciò è stato possibile solamente combinando la posizione del telefonino registrata dalle celle con la posizione delle singole persone. L'abbinamento, per essere certo, doveva essere ripetuto più volte. Attribuita l'identità alla scheda, i carabinieri del nucleo operativo di Roma hanno proceduto a vedere in quali circostanze i soggetti entravano in contatto tra di loro, in corrispondenza di quali partite, quante volte e per quanto tempo. Attraverso questa procedura si è potuto dividere i contatti in "non utili" e "qualificati". La rete creata dai "qualificati" costituisce l'impianto che gli avvocati si troveranno ad affrontare al processo."

Dire che non c'è niente, mi sembra davvero troppo. E sia chiaro che non voglio che ci siano ripercussioni sulla Juve, ma semplicemente che ci sia giustizia per chi era danneggiato ed è stato invece punito.