27/09/2007
Aldo Agroppi, un personaggio che fondamentalmente non mi ha mai ispirato altro che antipatia, viene totalmente rivalutato dal sottoscritto grazie a questa strepitosa lettera che oggi campeggia sul Corriere dello Sport:

"Caro Roberto, da calciatore eri grande e ti ho amato alla follia. Oggi un po' meno, ovviamente. Hai detto che sono invidioso, fallito, che la mia vita è fatta di scarsi contenuti.

Beh, fallito perchè non ho vinto due scudetti di cartone? Invidioso perchè non ho il tuo conto in banca? Mah, guarda, si può essere ricchi pur essendo meno ricchi. E poi una vita con scarsi contenuti? Ti posso assicurare che ho una famiglia bellissima, la mia quotidianità è fatta di sentimenti e di cose concrete. Certo non ho una barca da 35 metri, ho solo un gommoncino, ma d'altra parte sulla mia strada non ho mai trovato un presidente come Moratti.

E per quanto riguarda il fallimento da allenatore? Ho fatto quel poco o quel tanto che mi è stato concesso solo con le mie forze. Tu invece sei stato un allenatore abusivo alla Fiorentina e alla Lazio grazie ai papaveri romani che ti hanno protetto e non ti sei sentito schiavo nemmeno per un attimo?

Comunque guarda, ti auguro tutti i successi di questo mondo, ma soprattutto ti auguro di raddoppiare l'ingaggio visto che ci tieni tanto, anche perchè dieci miliardi delle vecchie lire all'anno per te in effetti sono molto pochi, ne meriti molti di più. A proposito, quando a fine mese vai a riscuotere un miliardo delle vecchie lire per trenta giorni di lavoro, non ti senti un po' in difficoltà? Non arrossisci neppure un po'?

Ti voglio dare un buon consiglio: eventualmente meglio fallito che raccomandato".

Dopo il fazzoletto consigliatogli da Spalletti, Mancini colleziona nuovi attestati di stima. E visto che questo blog non stima Mancini, nemmeno per il ciuffo, sottoscriviamo parola per parola.



26/09/2007
Che poi ad un certo punto uno si annoia a dire sempre le stesse cose.

Cioè, che Mancini si pianga addosso è ormai un fatto noto e risaputo (il sondaggio della Calza sulla tendenza degli interisti a lacrimare è fresco fresco). Ma avere ogni volta conferme e dover commentare ogni volta l'ennesima lacrimata del ciuffo è veramente ridicolo.

Quest'uomo è scaduto nel patetico ormai da parecchi mesi, ed evidentemente ha voglia di scavare dove quasi non si può più alla ricerca di nuovi, umilianti, stadi di degradazione umana.

Ieri, nella conferenza stampa di vigilia, sembrava un fiume in piena, ma nel senso liquido del termine.

Parte con una digressione sulla situazione del mondo, elevandosi ad essere superiore che non invidia mai nulla, salvo consigliare i fazzoletti ai colleghi. Ma si sa quello è un gesto di classe.
Mi sembra che il mondo sia pieno di invidia, rancori e cattiveria. Le persone che vanno in Tv, per esempio, credo non abbiano di meglio da fare. Andare a parlare male degli altri è ormai un’abitudine in Italia: è brutto e di cattivo gusto.
Poi sforna un po' di classe. Poichè trova di cattivo gusto il rancore e la cattiveria, parla così:
Ci sono ex calciatori che capiscono e sanno quello che dicono. Altri che diventano professori in tv perchè non hanno altro da fare nella vita. Vuol dire che hanno una vita povera. Finito di giocare, hanno provato a fare altro ed hanno combinato solo danni
Questi non sono rancore e cattiveria, no?

Infine una massima:
Non mi sembra che siamo messi così male. Se ascolto pare che siamo in fondo alla classifica. Con l’Inter è sempre così. Si esagera.
Se poi qualcuno gli ricorda che si sono autodichiarati squadrone più potente d'Italia, schiacciasassi invicibile, "auto rittocatrice" di record, mi fa un piacere.

Ma la topica è l'ultima frase:
Ha iniziato a vincere lo scudetto e dà fastidio
Pietà. Abbattetelo.


25/09/2007
Ho aspettato un bel po' prima di scrivere sul rinvio a giudizio che oggi è stato richiesto per Galliani, Ghelfi e Gambaro.

Ho aspettato sopratutto perchè mi sarebbe piaciuto saperne di più, in maniera più corretta, e sopratutto mi sarebbe piaciuto chiarire qualche punto. Curiosità che però non ha ancora ricevuto risposta.

Anzitutto la posizione di Moratti. Come può essere stralciata la posizione del firmatario del bilancio 2003 (quello, appunto, sotto inchiesta)? Come può non essere considerata la sua posizione al pari degli altri due dirigenti dell'inter coinvolti?

Perchè per un reato commesso da due parti, le due parti hanno trattamenti così diversi?

Come mai si mischia tutto in un unico calderone, mentre le posizioni di Milan ed inter sono palesemente molto diverse? Come mai quasi nessuno sottolinea che nel caso dell'inter "secondo i calcoli della gdf e della Procura, senza il doping amministrativo dei bilanci nerazzurri, l’Inter non sarebbe riuscita a rientrare nei parametri previsti e perciò non avrebbe potuto iscriversi al campionato di calcio della stagione 2004-05, conclusa al terzo posto" e poi con l'assegnazione a tavolino dello scudetto? E come mai nessuno sottolinea che invece il Milan sarebbe stato in regola anche senza il presunto doping amministrativo?

E' chiaro che il "rinvio a giudizio" non rappresenta dei tre gradi di giudizio della legge italiana. Perchè spesso si fa confusione e si scrivono cavolate.

Meglio non cadere nello stesso errore, ed aspettare. Certo è che un po' di risposte (come anche nei mesi passati) restano arretrate.


22/09/2007
Dunque, sono arrivato ad un punto in cui la scelta diventa obbligata: continuare a scrivere solo di anti-interismo, o soffermarmi anche su qualche aspetto del Mondo-Milan?

Credo che la seconda strada sia più giusta, perchè pur non perdendo di vista il primo obiettivo, questo è un blog rossonero, e qualche parola sugli eventi milanisti è d'obbligo, visto anche il gruppo di commentatori fissi per la maggiore milanisti. E' scontato che pareri da fazioni diverse sono ben graditi.

L'argomento del momento è senza dubbio la nostra curva. In rete se n'è parlato molto, forse troppo. Ma la mia devo dirla assolutamente.

Come ovvio, non sto dalla parte dei curvaioli. Non mi è stato bene il silenzio nelle finali di Atene e Montecarlo, perchè quelli sono eventi che trascendono lo sport ed ogni tipo di protesta. Ma sopratutto non mi sta bene l'atteggiamento di cornice a questa protesta silenziosa.

Anzitutto il camuffare palesemente una contestazione alla società per ritrovare antichi privilegi ormai perduti, in una protesta contro il Decreto Amato, così da coinvolgere i ragazzini, o chi da tali privilegi era escluso. Più delle notizie e delle voci, parlano le testimonianze, vere, di chi era in curva ad Atene e Montecarlo, cui con la forza è stato intimato di non cantare.

Ed oggi (o meglio ieri), l'interruzione della protesta. Non mi sarei stupito se fosse partita qualche indagine, vista l'assurda situazione che si era creata anche mediaticamente, ed il tempismo per interrompere il tutto è stato quasi perfetto. Quasi preoccupante.

Una contestazione che è stata o sarà di per sè assurda, anzitutto perchè non si vedrà mai un decreto così importante, abrogato per le proteste di una curva. E poi perchè riguarderebbe (il condizionale è d'obbligo), l'impossibilità per i tifosi di portare allo stadio tamburi, megafoni e striscioni. Senza pensare però che in Inghilterra ormai da anni non puoi muoverti per non essere cacciato, non puoi portare praticamente nulla se non la tua sciarpa, niente tamburi, nè megafoni. Eppure sono le curve più belle del mondo. Roba da impallidire.

Ecco, il tanto inflazionato "modello inglese". E' la strada che evidentemente i curvaioli hanno paura di intraprendere, perchè finirebbe il divertimento. Perchè la domenica non ci sarebbe più nessuna "zona franca", in cui poter andare a fare tutto quel che si vuole, quando si vuole, come si vuole.

La curva del Liverpool.

La curva del Celtic.


21/09/2007
Oggi per le strade, negli uffici, nelle scuole, un po' ovunque diciamo, c'era una calma quasi paradisiaca.

Niente piagnistei, niente frustanti amenità sparate a caso, nessuna cavolata calcistica di rilievo.

Nei vari Bar dello Sport di tutta Italia non si litigava. Nei siti sportivi c'era obiettività e chiarezza. Addirittura sulla Gazzetta niente da segnalare.

MilanoRossonera per 24 ore è stato un luogo di pace assoluta.

Lo sappiamo che questa è la calma prima della tempesta e che i pianti, le cavolate e le assurde recriminazioni torneranno presto, però questa latitanza prolunga il godimento in maniera micidiale, vero?

Grazie a Kiblyname per l'immagine.


20/09/2007


La faccia bella del calcio italiano in Europa, la potete trovare a Roma, o meglio ancora nella parte giusta di Milano, quella Campione in Carica, per intenderci.

Questione di mentalità.

Che poi, non doveva essere la difesa il reparto in crisi? A me sembra che le flebo stasera servissero più dal centrocampo in su.

Sulla partita poco da dire: sarebbe potuta finire 4 a 0, nessuno avrebbe avuto da recriminare.

Un po' come per la Roma e il Milan. Al contrario, però.


Ps: mi sento di aggiungere una cosa, in particolare sulle parole di Mancini a fine gara:

Non abbiamo fatto una buona partita, complessivamente credo che loro abbiano meritato la vittoria. Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, anche se forse loro hanno fatto un po' meglio. Poi nel secondo hanno avuto più spazi in contropiede e ci hanno messo in difficoltà anche sui calci piazzati. Direi che hanno meritato la vittoria.
Vuoi vedere che Spalletti ha colpito nel segno?


19/09/2007
Ad un grande campione, ma sopratutto ad un grande uomo.



Sono orgoglioso di questa serata. Riuscire a non vincere una partita ed essere felice spiega tutta la mia emozione. E' stato veramente incredibile giocare con i miei ex compagni, c'è stato grande professionismo in campo, ma tutto è stato molto strano.
A questa squadra sono legatissimo, in campo mi è anche capitato di scherzare con mister Ancelotti.

Io sono un ragazzo sensibile e tutto l'affetto che ho percepito questa sera mi ha commosso. In tutta la mia vita di calciatore ho difeso le mie maglie con grande professionalità e mi rende orgoglioso essere stato accolto così.

Faccio un grande in bocca al lupo al Milan, in Portogallo c'è un tifoso in più, grazie di cuore a tutti, è stata una serata eccezionale

Grazie a te, Manuel.


18/09/2007
Luciano Spalletti scala ogni giorno nuove posizioni nella classifica degli idoli di questo blog.

Oltre ad essere un grande allenatore, è anche un uomo senza peli sulla lingua, che dice ciò che pensa e che sopratutto tratta il signor Roberto Mancini come merita: a pezze in faccia.

L'ultimo atto, una bellissima intervista (grazie a Semprepiufiero), in cui risponde al solito sbruffonissimo Mancini che accusava, paradosso dei paradossi, Spalletti di piangersi addosso, non volendo ammettere che la Roma fosse da scudetto.
Mancini dice che mi servono i fazzoletti? Semmai mi faccio dare quello che ha usato lui nell'ultima partita che ha perso in Supercoppa, quando ha detto che gli mancavano giocatori sulla destra.

Fra noi tecnici è meglio non sconfinare altrimenti poi c'è spazio per molte cose. Roma e Inter sono due buone squadre, ma che battono terreni diversi sotto il punto di vista tattico. Credo che la Roma sia attrezzata per vincere e che l'Inter invece debba vincere e basta, per molti motivi.
Ovviamente Spalletti si è limitato all'episodio più recente, senza aver bisogno di andare a scavare in vecchi aneddoti, come le corse e gli insulti a Trefoloni, o i pianti sui confronti tra Coppa Campioni e Scudetto.

La classe non è acqua, e lo stile non si compra al supermercato. In fondo Spalletti dice solo la verità. E il messaggio di fondo è lo stesso che ci ha lasciato Oscar Wilde:

«A volte è meglio tacere e sembrare stupidi, che aprir bocca e togliere ogni dubbio.»



17/09/2007
Dopo Recoba, tocca a Figo. E’ destino che Massimo Moratti e Roberto Mancini debbano sem­pre andare in rotta di collisione sui giocatori tutta classe che magari non saranno utilissimi alla causa quando la squadra va in sofferenza, ma che sanno ti­rare fuori dal cilindro colpi che creano godimento pu­ro a chi ha pagato il biglietto. Così, sull’ennesimo am­mutinamento del portoghese (il quale, dopo essere uscito dal campo con umore nerissimo, ha addirittu­ra tirato un calcio contro un cubo pubblicitario) i due hanno dimostrato di avere idee diametralmente op­poste. Conciliante la posizione del presidente, duris­sima quella del tecnico: «Se ha dato un calcio mi di­spiace per lui - ha attaccato il Mancio - Però se tutte le volte fa così è un problema suo, non mio. Lui sa be­nissimo come la penso, in quel momento la squadra aveva bisogno di altro. E’ meglio che ci facciate l’abi­tudine alle sue sostituzioni». Opposto il parere di Mo­ratti: «Fosse per Figo, lui dovrebbe sempre giocare. Forse Mancini lo ha risparmiato per mercoledì. Il cal­cio al tabellone pubblicitario? A me certe reazioni da ragazzino piacciono, significa che ha voglia di fare bene».

Tra l’altro, secondo i piani morattiani Figo, insie­me a Roy
Hodgson, dovrebbe ricoprire nell’Inter che verrà il ruolo di ambasciatore nerazzurro nei salotti dell’Uefa, di fatto raccogliendo il testimone lasciato vacante da Giacinto Facchetti. Il portoghese però non sembra molto intenzionato a smettere, e lo di­mostrerebbe l’incontro carbonaro avuto giovedì a Mi­lano con Alexi Lalas general manager dei Los An­geles Galaxy (al rendez-vous sarebbe stato presente anche Zinedine Zidane) che gli avrebbe proposto di intraprendere un’avventura nel soccer Usa, natural­mente offrendogli un ingaggio da star hollywoodia­na. Per il soccer comunque c’è tempo, e un nuovo ca­so Figo potrebbe già scoppiare mercoledì, considera­to che - al momento - l’ex Pallone d’Oro è seriamen­te candidato a un posto in panchina nel debutto tur­co di Champions League.
Goal.com


17/09/2007
"Meno mi piace chi gioca nelle partite amichevoli e potrebbe non farlo...". Moratti bacchetta Chivu. Nel giorno in cui la sua Inter batte il Catania, il patron processa il romeno. Non citandolo direttamente, ma usando poche parole che la dicono tutta sull'aria che tiri in questi giorni attorno a Chivu. Perché il romeno è stato costretto a saltare la partita con i siciliani e si perderà anche la sfida da ex con la Roma il 29 settembre per una lussazione alla spalla. Un infortunio "da tre settimane" rimediato con la sua Romania cinque giorni fa in amichevole con la Germania. Chivu fragile? Moratti s’arrabbia, ma bastava informarsi. Era sufficiente chiedere ai romanisti, che avevano ribattezzato Chivu Cristal. Il caso Chivu è il secondo della settimana. Prima, anche a livello di importanza, spicca l'infortunio di Vieira. Dopo che prima il dt Branca e poi Mancini avevano chiesto al ct francese Domenech di non farlo giocare contro Italia e Scozia nelle gare di Euro 2008, perché Vieira era stato appena recuperato da uno stiramento, il centrocampista era sceso lo stesso in campo in entrambe le partite. La ricaduta ha scatenato l’ira di Mancini. Moratti ha solidarizzato con il suo tecnico: «Credo che Vieira sia stato attratto, come tutti, dalla sua Nazionale, in una partita ufficiale. Il suo è un torto relativo, maggiore ce l'ha chi dovrebbe tenere conto anche dei club». Chiaro il riferimento a Domenech. Che però difficilmente potrà mai importare qualcosa dell’Inter.
IlRomanista.it