30/01/2008

La partita di Reggio era durissima, per tanti motivi.

Giocare ogni tre giorni con l'avversario che gioca totalmente dietro la linea della palla è dispendioso e difficile, e quindi raccogliere punti era l'unica cosa si chiedesse ai ragazzi stasera.

Tre punti pesanti, che ci regalano anche alcune notizie liete: Gilardino è uno dei giocatori più umorali che abbia mai vestito la nostra maglia. Incredibile come ogni volta ci sia l'aria frizzante per lui, quell'aria che di solito ti mette in crisi ed in discussione, la metta sempre dentro. Appena invece sente il posto "garantito" inizia a non rendere come dovrebbe. Ad ogni modo sono sei punti che ci regala, alla faccia di chi diceva che gol importanti non ne fa mai.

Emerson è tornato, se tutto va bene. Per la prima volta novanta minuti sui suoi standard più alti. Sempre nel vivo, recupera una marea di palloni e va vicinissimo al gol. Può essere una pedina importantissima sulla nostra scacchiera da qui a fine anno, anche perchè tra un mese si entra nel vivo.

Favalli si conferma quella riserva affidabile sulla quale la società ha deciso di fare affidamento. E' in scadenza, e a fine anno lo saluteremo con un grande applauso per chi ha dato tanto alla nostra causa.

Ultima nota: avete avuto anche voi la mia stessa sensazione di pericolo ogni volta che la Reggina avanzava con le sue folate nel finale, e vi siete resi conto con gli Higlights che non hanno fatto praticamente nulla?


28/01/2008
Entrare in silenzio stampa con tutti, tranne che con il proprio canale tematico, così si può parlare in un certo modo senza contradditorio ma con i "messaggi" che arrivano comunque.

E' stile.

Ps: non ho seguito le partite, vacanza...


26/01/2008


A Lunedì!

Credo che l`Inter rappresenti molto lo spirito bello di questa città (M.Moratti)

 



25/01/2008
Ci siamo?


24/01/2008


Ps: ieri sera mi sono goduto la festa per la mia Laurea, quindi non ho visto la partita (magari è stato un bene? ;). Ad ogni modo penso che passare dall'esaltazione delle scorse settimane allo sconforto non serva a nulla, quindi calma e gesso.

Grazie a tutti per gli auguri e per i complimenti!


22/01/2008

Due cose da dire sull'ennesima vittoria - con rigore gentilmente offerto - dell'Inter 2007-2008. Punto primo. Al minuto 88, col Parma in vantaggio 2-1, Couto – in tuffo con la porta sguarnita - colpisce chiaramente la palla con la testa; palla che poi va a sbattere contro il braccio del portoghese. Per la dinamica dell'azione, il sospetto di tocco volontario non può esistere: tra colpo di testa e colpo di braccio passa infatti una frazione di secondo (troppo poco per pensare per Einstein, figuriamoci per Couto). E insomma: siccome la volontarietà - nel fallo di mano - è decisiva ai fini della concessione o meno del rigore, questo era un rigore da non dare al 100 % perché, appunto, al 100 % involontario.

Punto secondo. Il rigore concesso – ingiustamente – all'Inter, non solo permette ad Ibrahimovic di pareggiare, ma costringe il Parma a giocare gli ultimi 5 minuti in 10 uomini per l'espulsione, doppiamente ingiusta, di Couto. Come a dire che a ingiustizia si somma ingiustizia, e al danno la beffa.

Punto terzo. Ibrahimovic, che è un estroso (eufemismo), decide di battere il record di originalità scegliendo un'esultanza a dir poco irrispettosa. Tornando a centrocampo, lo svedese va ad affiancare Dessena e da bulletto vigliacco pizzica l'avversario alla guancia con una mano, poi corre via. Un gesto brutto, di gratuito scherno, che avrebbe meritato – questo sì – di essere sanzionato. Invece, nonostante sia molto più evidente e “leggibile” del gesto di Couto, l'arbitro se la fa sotto e decide di non intervenire (salvo ammonire 10 secondi dopo Gasbarroni, del Parma, che reclama per la mancata sanzione a Ibra). Per capirci: Parma con un uomo in meno espulso ingiustamente, Inter con un uomo in più tenuto in campo ingiustamente.

Punto quarto. Nei minuti di recupero si fa male Dessena, quello del pizzicotto di Ibra, e il Parma resta in 9 uomini. E non appena il gioco riprende – dopo l'uscita dal campo in barella del parmense – l'Inter affonda il colpo e Ibrahimovic, proprio lui!, segna il gol del 3-2 per l'Inter. Concludendo (come direbbe Mike): dopo un finale di partita completamente falsato da guardalinee e arbitro, il Parma perde (3-2) un match che all'88 stava vincendo (2-1).

Punto quinto (e ultimo). Stendiamo un velo pietoso su Mancini che non ha la dignità, davanti all'evidenza delle immagini, di dire che il rigore concesso all'Inter dall'arbitro Gervasoni è regalato. Mancini, per la cronaca, è lo stesso allenatore che anni fa, per una rimessa laterale rovesciata da Trefoloni a San Siro, diede vita ad una sceneggiata che Merola, al confronto, era un dilettante.

Post scriptum. Non vogliamo nemmeno parlare del fallo da rigore commesso, al minuto 20, da Cordoba su Corradi sul risultato di 0-0. In confronto agli scempi compiuti da Gervasoni & company a fine match, è roba da ridere.

Paolo Ziliani

Edit: questa poi, è da NO COMMENT.


21/01/2008
 

Avete presente cos'è, vero? Quel principio per il quale non si è colpevoli finchè tale colpevolezza non è dimostrata.

Esattamente quel principio che nei confronti della Juventus, per gli amici oneshtoni, con l'H, non è mai valso. Ogni episodio dubbio, ogni errore, ogni partita, ogni lunedì, era l'occasione per i processi sommari, per le arringhe e per gli attacchi.

Alla fine della fiera, Calciopoli ha dimostrato che tanti sospetti erano fondati. Alcuni episodi sembravano lampanti, altri meno, fatto sta che la presunzione d'innocenza è venuta meno, e le prove della colpevolezza erano sotto gli occhi di tutti (anche se alcune di queste prove sono andate smaterializzandosi, ma questo è un altro discorso).

Il calcio cambia, si disse appena due estati fa. Il calcio non è cambiato. Per nulla. Solo una cosa è diversa rispetto all'era pre-calciopoliana: gli arbitri sbagliano. Non condizionano, non influenzano, non incidino. Non sono sotto effetto di sudditanza psicologica, non sono soggetti a pressioni, non aiutano la grande squadra in difficoltà: sbagliano.

E' così facile e bello mettere uno smoking bianco, ma quanto è brutto e quanto stona quello smoking nell'aria putrida che si respira in questo campionato?

Il calcio cambia. Ma va, non ce n'eravamo accorti. C'è una squadra che domina, inarrestabile, che non perde i punti nemmeno in una partita come quella col Parma. Che nelle ultime 4 partite, ai primi accenni di affanno per "deo gratia" riceve tre rigorini provvidenziali. Che gioca male e vince sempre. Che non consente nemmeno ad una bella Roma di recuperare un punto. Che ammazza il campionato. Ma come, non era il Milan a rincorrere sempre e invano?

Vincendo ogni partita con un gol di scarto. Anche in affanno, anche barcollando. Ma come, non c'è Capello in panchina?

Vince anche con Pelè! Ma come, non si chiamava Ruben Oliveira?

Volenti o nolenti gli interisti sono vestiti a festa. Pensano che alla fine i tre punti li hanno portati a casa e tanti saluti alle polemiche e agli inciuci. Ma come, non hanno le bandiere bianconere?

C'è una squadra che ha semplicemente preso il posto di un'altra. C'è Ibrahimovic che segna il classico rigorino per lo scudetto (Il settimo a favore, con uno solo assegnato contro). C'è Vieira che cammina sugli avversari e non viene ammonito mai. Ma come, la squadra più fallosa in assoluto anche la meno ammonita non era sempre la Juve?

Attenti. Non è la Juve di Moggi. E' l'inter di Moratti. Due concetti a parole così lontani, ma nei fatti praticamente identici. Gioco di prospettive. Per gli interisti oggi gli arbitri sbagliano, e tutto è onesto, pulito e lindo.

Viva l'Italia. Viva la Serie A TIM.


20/01/2008

Come un macigno questi tre punti. Vitali, fondamentali, eroici. Era una delle partite più difficili visto il nostro momento, perchè l'Udinese è una bella, bellissima squadra. Non a caso in casa era imbatutta dalla seconda giornata, non a caso non ha perso con inter e Roma, non a caso occupa la posizione che occupa in classifica.

Pesantissimi tre punti, perchè la partita era veramente dura da sbrogliare. Peccato per il palo di Ronie (sembra fermo, ma ti piazza il colpo quando meno lo aspetti), ma grazie Kalac, che nel primo tempo ci ha tenuti in vita, contro un'Udinese organizzata in modo sublime da Marino: fase difensiva perfetta, nove uomini dietro la linea della palla, compatti come una pigna, i centrali non hanno concesso nulla ai nostri attaccanti. Micidiali in fase offensiva, con Di Natale e Pepe a lavorarci sui fianchi e Quagliarella a prendere la mira centralmente.

Pesantissimi perchè arrivati senza Pirlo, essenziale ed unico. Insostituibile. Che per fortuna riprende il suo posto lì in mezzo già da Mercoledì.

Pesantissimo il gol di Gilardino. Nella settimana di Pato e Ronaldo è comparso lui. Come sempre, quando è messo sotto pressione. Gilardino servirà, e servirà anche tanto. Adesso deve godersi questo gol, e lavorare sulla sua cattiveria. Un gol pesante e bellissimo. Bravo Pato a crederci con il suo guizzo, spettacolare Kaka' che sforna uno degli assist più belli del campionato, ottimo Gila, freddo ed implacabile.

Questi tre punti rappresentano un passo fondamentale verso il quarto posto, e non solo: la notizia di oggi è che i posti Champions per i quali lottare sono diventati tre. La Juve, infatti, torna nel frullatore a giocarsela con noi, l'Udinese e la Fiorentina. Tre punti presi con l'orgoglio di chi ci crede ancora e ci crederà sempre. Tre punti che possono essere paragonati a quel pareggio all'ultimo secondo a Firenze, un anno fa, che fu un po' la svolta di quella travagliata stagione. Anche allora Gila segnò. Anche oggi Gila fa gol. Sono 92 in serie A. Impressionante a 25 anni.

Adesso bisogna continuare, finalmente con problemi d'abbondanza, con scelte da fare ed alternative. Con fiducia e credendoci. Proprio come oggi.

Ps: è da poco finita inter - Parma. Se qualcuno abbozza la minima contestazione sulla posizione di Gilardino lo banno a vita.


19/01/2008

Si ai figli di papà, no ai figli di ciuffetta!!

nb: un regalo per i simpaticissimi ragazzi del blog ;)


18/01/2008

Posto che mi soprende che tanta gente (non milanista) sia rimasta quasi infastidita dalla scelta del Milan di "agevolare" un'eliminazione  che mai come quest'anno era cosa buona e giusta (fondamentalmente a me che l'inter o la Juventus schierino le riserve non mi tocca molto), nemmeno io ho trovato particolarmente azzeccate le parole di Ancelotti.

Mi spiego: mai come quest'anno era opportuno spuntare qualche data dal calendario, così da poter fare quanto meno un paio di settimane di allenamento complete in prossimità della Champions. Detto questo è chiaro che molti questo atteggiamento non possono comprenderlo, perchè non vivono quella che è la nostra situazione: da domenica scorsa al 28 Febbraio, il Milan giocherà senza sosta ogni tre giorni, sempre. In caso di passaggio del turno la cosa si sarebbe riproposta anche nel mese di Marzo. Onestamente troppo.

"Fastidioso andare avanti" non è nient'altro che la verità. Una verità che poteva tranquillamente restare tra le mura dello spogliatoio. Buttare davanti ai microfoni qualche frase di circostanza ("abbiamo dato il massimo", "peccato") e andare avanti. Forse un eccesso di onestà da parte del mister che, condivisibile o meno, è giusto nella sostanza, come spiegato.

Peraltro storicamente il Milan Berlusconiano con la Coppa Italia non ha un gran feeling. Evidentemente da sempre le priorità sono considerate altre. A noi di "far volume" in bacheca non ci importa più di tanto. Le nostre scelte portano ai nostri risultati. E non credo si manchi di rispetto a nessuno dicendo che la Coppa Italia era solo un "fastidio", sopratutto quest'anno. Perchè in fondo è così per tutte le big: partite inutili in cui far giocare le seconde o terze linee meno impiegate. Se vinci bene, se perdi non importa. L'unica cosa diversa dal solito in quest'eliminazione del Milan è che Ancelotti ha detto la verità davanti ai microfoni.

Ps: nella colonna trovate il codice per il bannerino di MilanoRossonera. Mi raccomando inseritelo nel vostro blog!