28/02/2008
L'A.C.Milan comunica di aver prolungato il contratto che lega Ricardo Izecson dos Santos Leite Kakà alla società rossonera fino al 30 giugno 2013.
acmilan.com

Questo rinnovo arriva forse nel momento di minore brillantezza di Ricky degli ultimi anni. Acciacchi vari ed un vistoso calo di forma lo espongono a prestazioni non all'altezza del suo nome e dei suoi titoli. Ma noi siamo con Ricky e Ricky sarà con noi ancora a lungo. Non ci sono Abramovich o Calderon che tengano. In vista dell'Arsenal una notizia importante.

Ps: per cause di forza maggiore non ho potuto vedere la partita, quindi per questa settimana il pagellone lo lascio a voi. Inserite nei commenti i vostri giudizi.



27/02/2008
Sono passati 24 mesi da quando il sottoscritto decise che la penuria di siti anti-inter doveva cessare, arrivando così ad aprire un modestissimo blog da poche visite al giorno.

Nel tempo, MilanoRossonera è cresciuto, diventando più maturo, rendendosi conto che l'ora del dileggio e del livore doveva finire, per cercare più dialogo, critica e analisi.

Due anni fa non avrei mai immaginato che quest'avventura mi avrebbe portato a quello che è oggi il blog. Una bella community, con i suoi fedelissimi, le new entries quotidiane e il suo immancabile contraddittorio polemico.

Ringrazio tutti voi per le soddisfazioni che mi avete regalato, sperando di potercene togliere altre, insieme, con la nostra più grande passione: il Milan.


26/02/2008
Non è un refuso. Calci. Quelli che volano ogni domenica, in particolare quando vedete giocare una delle classiche big contro la classica provinciale.

E' di oggi la notizia del tendine bucato di Ibrahimovic. E' di ieri l'appello di Kaka' e del suo ginocchio dolorante. Ed io mi sento di estendere questo post non solo alla condizione del pallone d'oro, ma anche a quella di Ibrahimovic, di Totti, di Mutu, ma anche dei Vannucchi, e di quei giocatori che vuoi o non vuoi a questo sport danno qualcosa in più.

La "tattica" comune del picchiaduro sui campioni è ormai palese. Solo quest'anno ho visto dei falli su Kaka' impressionanti. Uno schifo immondo, concordato già negli spogliatoi, per annichilire ed intimidire in calciatore che può risolvere tutto con una giocata. Sotto gli occhi di arbitri che, ormai l'abbiamo visto tutti, sono palesemente incapaci di capire in campo cosa accade. Di comprendere le massacranti botte che i più grandi devono sempre subire.

Avanti così è impossibile andare. Gli acciacchi si moltiplicano, le gambe fanno male, e se un Ibra o un Ricky può giocare una partita ogni quindi giorni non la giocherà mai come sa. Anche questo fa parte dei mezzucci delle provinciali, che non a caso meritano questo appellativo. Carrozzieri, Bovo, Migliaccio, tutta gente che scende in campo per picchiare il "pericolo" di turno. E sempre puniti con un giallo. E così loro finiscono tutta la partita, ed eliminano alla fonte il problema dell'avversario. Patetico.

E allora non ci si chieda più sgomenti perchè l'Europa è un palcoscenico tutto diverso dalla Serie A. Perchè lì la cultura è diversa. Lì si scende in campo per giocare, non per picchiare. Puoi riuscirci o meno, ma non hai il terrore di uscire in barella per il sadico piacere di un difensore picchiatore di professione.

Edit: leggo ora di un articolo di denuncia sullo stesso tono su acmilan.com. Concordo, ovviamente, su tutta la linea, ma molto interessante è questo parallelo:
Lo stillicidio che sta subendo Kakà è lo stesso che aveva minato alle fondamenta il fisico e la resistenza di Marco Van Basten. Il fuoriclasse olandese ha giocato la sua ultima partita ad alto livello a 28 anni, era il novembre 1992 contro il Goteborg a San Siro. Poi non c'è più stato. No! Per Kakà non può e non deve succedere la stessa cosa. Non c'è nessuna crisi post Pallone d'Oro e non c'è un fuoriclasse che gioca male. Siamo semplicemente di fronte ad un giocatore braccato, sottoposto ad agguati continui, che se si ferma per 15-20 giorni per gestire i suoi problemi poi, evidentemente, non torna in campo al massimo della condizione.


25/02/2008
Inauguriamo oggi la rubrica del pagellone del giorno dopo sulla prestazione dei nostri ragazzi. Anzitutto è da premettere che la vittoria di ieri, seppur emozionante e pesantissima, non deve far dimenticare i pesanti limiti palesati in campo. Dalla congenita lentezza della manovra (dovuta pricipalmente alla stanchezza di Pirlo e agli acciacchi di Kaka'), all'assoluta incapacità di cambiare passo, passando per i limiti di una coperta troppo troppo corta. La prossima sessione di mercato, visti gli addii certi del Capitano, di Cafu, Serginho, Favalli e quasi certamente Simic dovrà essere importante. Molto importante. Ma per tutto questo c'è tempo.

Kalac: 6. Fondamentalmente incolpevole sul gol, anche se qualcosa poteva provare, non è da sottovalutare l'attimo in cui la sua manona va a prendere un diabolico calcio di punizione spiovente in area, con Zaccardo pronto ad approfittarne sul secondo palo. Sicurissimo nelle uscite, non è più una novità, ma ricordiamo quanto ci mancava.


24/02/2008
Stavo scrivendo un post sulla "legge di Pippo". Sul gol di un campione che ha illuminato una delle gare più buie giocate da questo rattoppato Milan. Sul suo gol numero 90 con la nostra maglia. Sui nostri limiti, come l'incapacità di cambiare passo, di saltare l'uomo. Del nostro affanno, dei limiti dei singoli. Ma ho cancellato tutto.

Lo scempio cui sto assistendo a Controcampo ha del paradossale. Gli indignatissimi Foschi e Fontana che denunciano sudditanze e furti per il rigore non concesso su Amauri al novantesimo.

Ma ammesso e non concesso che quel rigore ci fosse, e possiamo anche discutere sulla cosa perchè a me sembra che qualcuno spari ad Amauri, è ridicolo e patetico che un dirigente ed un calciatore che hanno assistito sul campo a tutta la partita vadano a piangere di fronte alle telecamere. Perchè i due rigori non fischiati al Milan sono clamorosi, e se una squadra è stata danneggiata nell'andamento della partita è stata proprio quella rossonera.

E l'ancor più patetico ritrattare il tutto da parte di Foschi dopo aver visto le immagini conferma tutto. Tutta la dignità che una società perde nel piagnucolare, sopratutto quando non ne ha il diritto.

Perchè accetto le lamentele della Juventus, per quello scandalo cui abbiamo assistito a Reggio Calabria, ma non quelle del Palermo. Assolutamente.

Ci vuole dignità nella sconfitta. E seppur immeritata come quella di stasera, non è certamente lamentandosi degli arbitri che si dimostra.

Tenete piuttosto Pippo Inzaghi in marcatura fino all'ultimo secondo. Perchè altrimenti vi punisce.


23/02/2008
Il simpatico Zazza ha parlato della situazione delle italiane in Champions:
Paradossalmente dico che l'Inter per me passa facile, addirittura fra le tre è quella messa meglio. Lo dico perché sono convinto anch'io che a San Siro possa segnare quanti gol le occorrono, magari non i 15 che diceva Moratti... E comunque incontra la più debole delle nostre avversarie, mal che vada fa 2-0 e poi passa ai supplementari. Poi vedo benino la Roma, con il 51% delle possibilità: lo dico non perché abbia particolarmente brillato in casa, ma perché adesso è più matura e non penso possa mai più ripetere gli errori di Manchester. Infine il Milan, che vedo male nonostante il pareggio di Londra: l'Arsenal ha messo a nudo tutti i limiti di questa squadra, vecchia anagraficamente e con problemi che si porta avanti da un anno e mezzo. Purtroppo rispetto allo scorso anno anche in Europa non le ho visto fare grandi partite
Certamente non possiamo negare che sia un uomo simpatico. D'altrocanto sulla competenza, i riferimenti e i termini di paragone Zazza lascia un po' a desiderare.

Ora, senza voler precisare sulle congenite difficoltà europee dell'inter totalmente dimenticate dal "nostro", e sulla noncuranza del fatto che in Europa il Real Madrid non è il Manchester, rimaniamo colpiti dalle parole che dedica alla nostra squadra.

Anzitutto i presunti limiti che l'Arsenal avrebbe messo a nudo, che sono poi limiti imprecisati dallo stesso Zazza, ma se lo dice lui vogliamo non fidarci?

"Vecchia anagraficamente". Senza entrare nel merito della carta d'identità dei singoli giocatori, forse Zazza non ha visto la partita di Londra. Non ha visto la prestazione di tale Paolo Maldini, un vecchiaccio a sentire il Zazza. Non sa che il Milan ha il trio d'attacco più giovane d'Italia. Non sa che gli anni, spesso, e sopratutto in Europa, giocano a tuo vantaggio.

Insomma, la nostra squadraccia si porta avanti problemi (anch'essi come i limiti: imprecisati) da un anno e mezzo: periodo nel quale abbiamo vinto una Champions League, una Supercoppa Europea ed un Mondiale per Club, con il nostro giocatore di punta che s'è portato a casa un Pallone d'Oro e col "vecchiaccio" attaccante che ha stampato un bel record di gol in europa.

Cavolo, cerchiamo di protarli quanto più possibile questi imprecisati problemoni.

Chiusura sulle nostre prestazioni europee. Zazza dimentica che gli ottavi sono uno scoglio molto duro, sopratutto affrontandoli dopo un tour de force come quello milanista dell'ultimo periodo. Confrontando gli ottavi dello scorso anno e quelli di quest'anno credo che uno zero a zero a Londra sia un miglioramento rispetto allo stesso risultato sul campo del Celtic, no?

Bene. Affettuosamente salutiamo Zazza, simpatico "oratore" di calcio che con questa intervista dimostra che ci vuole bene. I suoi poteri sui pronostici sono secondi solo al Pendolino di Mosca. Indovinate secondo lui l'anno scorso quale squadra sarebbe passata facile contro il Manchester?


22/02/2008
Edit: il topic è in aggioramento sulla base delle segnalazioni nei commenti.

Entrati nel vivo della stagione, si ricomincia a parlare di mercato. Sarà stato l'incontro con Shevchenko a Londra, che si è anche imboscato nel nostro bus, sarà l'imminente inizio della lunga riabilitazione di Ronnie (che belle parole quelle di oggi!), saranno i mugugni di Gilardino, ma l'attaccante del prossimo anno è un tema di strettissima attualità, anche secondo il nostro AD.

I candidati principali sono fondamentalmente quattro:


21/02/2008


Non era facile, anzi. La partita di Martedì dell'inter ci ha lasciati con la convinzione che le squadre inglesi, indipendentemente dalla loro portata, trovano nello stadio di casa quella spinta in più che ti può far cadere anche quando pensi che il pericolo è scampato.

L'Arsenal è una squadra giovane, dinamica, tecnica e forte. Il Milan non si è dimostrato inferiore. Ha giocato la sua partita, senza arroccarsi e senza subire le ondate dei gunners, bensì cercando di pungere quando poteva e come poteva. Illogico attendersi un'impresa stile Monaco dello scorso anno, per vari motivi:
  • era la partita d'andata, e non c'era l'obbligo di vincere. C'è San Siro che ci aspetta e la partita è stata impostata in quel senso.
  • c'erano palesi limiti fisici dei ragazzi. Senza contare l'infortunio di Nesta, che coincide con il momento di maggiore spinta dei londinesi (non a caso), Pato aveva pochissimi allenamenti sulle gambe, e nonostante questo ha disputato un ottimo match, dimostrando una sagacia che ha poco a che vedere con la giovanissima età; Seedorf e Kaka' sono incappati in una serataccia, dovuta anche all'incredibile pressione degli avversari che non lasciavano respirare i giocatori più tecnici; la stanchezza di Pirlo, che ha risentito della scarsa vena dei compagni di reparto e non è stato incisivo come sempre.
  • la squadra, in generale, aveva sulle gambe settimane di partite troppo ravvicinate. Giocare sempre ogni tre giorni pesa, sopratutto nelle grandi occasioni.
Ma da questa trasferta è bene portare a casa gli aspetti positivi, come la grandissima prova di Ambrosini, la difesa sempre attenta e solidissima, la sicurezza di Kalac e l'immensità di Paolo Maldini, alla partita 1001 e non sentirla.

Torniamo a casa con la convinzione che non abbiamo avuto paura di un avversario più in palla di noi, e che tra due settimane San Siro ci spingerà verso un'impresa tutt'altro che impossibile.

Forza Ragazzi.

Edit: le reazioni della stampa inglese


20/02/2008
Prendete la partita di Ibrahimovic di questa sera.

Ecco, adesso prendere la partita di Kaka' a Manchester dello scorso 24 Aprile.

Avete davanti ciò che fa la vera differenza tra i due.



18/02/2008
Sempre belli e densi di argomenti gli editoriali di Joao su Fantagazzetta.com. Oggi si parla del fenomeno, e MilanoRossonera, anche oggi, è tutta per lui:
Il sogno che questo ciao lo trasformi in un arrivederci lo nasconde dentro al cuore chiunque ami questa folle cosa chiamata calcio. E si sente in giro questa apprensione, questo timore di sentirsi un po' più soli. Perchè mai si era registrato tanto coinvolgimento, tanta tristezza per un ginocchio che cede. E la tristezza si annusa anche dietro il malcelato amore travestito da odio, di chi Ronaldo lo ha rinnegato perchè da lui si è sentito rinnegato. Ma, come tutte le prese in giro, al momento della verità, il copione della recitina si sgretola, sotto i colpi dei tg e delle pagine web che ti fanno soffrire come allora.

Procurarsi infortuni così cruenti, ad entrambe le gambe, uno può dire che sia il destino. Ma il destino di Ronaldo, evidentemente, è quello di non essere uno normale. Ti chiedi perchè Dio abbia dato il talento dentro quelle gambe tenute insieme da nervi balordi. Ma queste sono riflessioni che vanno lasciate da parte: vogliamo stare così, come al cinema di fronte a un film, lasciarci scorrere davanti le immagini delle perle di questo straordinario giocatore, sperando che alla fine esca, anche in piccolo, un "To be continued". E quante perle, in quindici anni durati al netto degli infortuni la metà. Ronaldo ha incantato tifosi, avversari, agnostici. E' un simbolo, è il calcio sorridente.