11/06/2009
Dal fantastico libro "Rossoneri - Il manuale del perfetto casciavit" di Davide Grassi, pubblico queste che sono le prime pagine di una lettura che consiglio a molti.
Sono sincero: negli ultimi anni, diventare milanista è stato facile. Le ripetute vittorie hanno fatto acquisire alla squadra rossonera molti tifosi, soprattutto tra le nuove generazioni.
Ma tra essere un milanista e un perfetto milanista la differenza non è così sottile come qualcuno potrebbe pensare. Per diventare un rossonero a tutto tondo bisogna leggere, esercitarsi, capire l’anima della squadra. Prima di ottenere la laurea in milanologia è necessario sapere fino in fondo, quindi, cosa si nasconde dietro quella maglietta a strisce verticali rossonere.
Tanto per iniziare, è indispensabile il rispetto del dna. Ecco perché un rossonero che si rispetti – anche se sommerso da trofei di ogni genere – dovrebbe sempre rimanere umile. I tifosi milanisti sono, infatti, sempre stati denominati “cacciaviti” – casciavit, in dialetto milanese – e questo significa avere un animo popolare e semplice, che li distingue dai bauscia (sbruffoni) interisti e dagli aristocratici gobbi juventini.
Anche mentre si sollevano Coppe dei Campioni e Intercontinentali, il vero casciavit dovrebbe quindi sempre ricordare le sue origini, che affondano le radici nella Milano dei quartieri popolari, laboriosa e generosa, con il coer in man, come si diceva una volta. Chi non ha questa consapevolezza è solo un milanista di facciata, ma non nel profondo.
09/06/2009
Difficile trovare le parole per descrivere la fine di un'epoca.
E' come razionalizzare la sconfitta Istanbul, impossibile. Oggi per il Milan, e per tutto il calcio italiano, è un giorno che resterà inciso nella storia. Il movimento perde un grandissimo campione, senza ombra di dubbio il giocatore più forte del calcio moderno. E perde un uomo leale, coraggioso e vero. Kaka' per primo sa a cosa sta rinunciando: ad un amore fuori da ogni logica, il nostro. Abbiamo pianto con lui, gioito con lui, eravamo (e mi permetto di dire che saremo per sempre) legati da un amore fraterno, inscindibile ed incredibile. E lui lo sa, così come lo sappiamo noi.
Ce lo hanno portato via per questioni economiche. E' questo che segna una vera rivoluzione: il cuore si piega al vil danaro. Si dimostra più debole, e quindi crolla l'elemento fondamentale che ci ha fatto amare questo sport: quello della fede, della riconoscenza e dei sentimenti. Il Milan è diventato un'azienda a tutti gli effetti.
Di fronte ad una delusione del cuore ognuno reagisce in modo assolutamente differente. C'è chi si inalbera e spacca tutto, chi si isola, chi molla il colpo, chi indossa una maschera di entusiasmo solo per ripartire e guardare avanti. Questo, però, è il sacrosanto momento della tristezza. Dello sfogo. E dei ringraziamenti.
Grazie ad un giocatore splendido, che ci ha regalato gioie che non credevamo nessun altro, dopo Marco Van Basten, potesse regalarci. Grazie ad un uomo eccezionale, che è sempre, e sottolineo sempre, stato onesto con noi. Mai doppiogiochista, mai sleale. Se ne va con la stessa faccia pulita, solo un po' più triste, con la quale è arrivato. A testa alta. Come, per un bel po', non potranno camminare i nostri dirigenti.
So che i tifosi rossoneri piangono. Anch'io piango
Grazie Ricky. Non ti dimenticheremo mai.
08/06/2009
Galliani parlerebbe di "uomo più titolato al mondo". Semplicemente è leggenda che gioca: Roger Federer entra nella storia del tennis mondiale, e merita un applauso da tutti gli sportivi del mondo.
05/06/2009
Di queste cessioni se ne vedranno molte altre nei prossimi anni: una volta tutti i Palloni d'oro venivano in Italia, ora vanno in Spagna. Dieci anni fa il Real Madrid non avrebbe potuto fare questa offerta e noi avremmo potuto resistere.
Adriano Galliani (sportmediaset.it)
La squadra non ha adottato la tattica indicata dal presidente, quindi non ha vinto.
Sivio Berlusconi (Porta a Porta)
I tifosi sono delusi? Io non so che farci
Adriano Galliani (Sky Sport 24)
Non abbiamo bisogno di innesti in difesa: torneranno Nesta e Kaladze.
Silvio Berlusconi (Porta a Porta)
Il Milan non può perdere 70 milioni di euro all'anno.
Adriano Galliani (Gazzetta dello Sport)
La squadra è competitiva, non c'è bisogno di grandi acquisti. Abbiamo "BORRELLI" che è stato infortunato.
Silvio Berlusconi (Porta a Porta)
03/06/2009
Mi sarebbe piaciuto inaugurare il nuovo capitolo della saga di questo blog con un bel post sul futuro. Sulla speranza e la fiducia, componenti imprescindibili per i successi della nuova era Leonardo.
Mi sarebbe piaciuto aprire un nuovo libro e raccontare di cosa andava e cosa no, delle possibilità per migliorarsi, di meccanismi nuovi da verificare, di enormi possibilità.
Invece mi tocca aprire con pessimismo e fastidio. E vado oltre. Vado oltre le notizie di stretta attualità che tutti sappiamo, aggiornando continuamente l'Home Page di Gazzetta.it piuttosto che di qualsiasi altro portale di nostro affidamento.
Vado oltre la reazione, a mio modo di vedere basita, di un giocatore che avrebbe solo desiderato ricaricarsi per una nuova entusiasmante stagione, allenato dal suo scopritore.
Vado oltre e concludo già che qualsiasi sia l'epilogo di questa squallida vicenda il rapporto di fiducia tra i tifosi e la società, già crepato da anni di continue delusioni e promesse non mantenute, si è squarciato letteralmente sotto gli occhi di milioni di tifosi, convinti che quell'incredibile dimostrazione d'amore di appena 5 mesi fa fosse stata sufficente a mantenere calme le acque (sul fronte Kaka') almeno per un paio d'anni.
Invece, per la seconda volta consecutiva, i nostri stessi dirigenti hanno deciso di cedere il giocatore. E mi chiedo con quale forza uno dei due più grandi talenti del calcio mondiale possa ancora sopportare questa situazione paradossale in cui è lui stesso a voler preservare il bene del Milan.
Insomma, basta. Non se ne può più di essere sempre noi che amiamo, speriamo e tifiamo le vittime di un gioco che arricchisce solo pochi.
Manifestate, fatevi sentire. Dite basta a questo monopolio dei sentimenti che ha trasformato il nostro Milan in una piccola industria in difficoltà, che vende le sue componenti più preziose ai suoi rivali perchè mira ormai solo alla "sopravivvenza", e non alla conquista. Ditelo in tutti i modi che potete. Ma siate vicino ai ragazzi e a Leonardo. Non è colpa loro. Come da anni ormai non era più colpa di Carlo Ancelotti.
Ascolta la bugia di Berlusconi.