17/09/2007
Dopo Recoba, tocca a Figo. E’ destino che Massimo Moratti e Roberto Mancini debbano sempre andare in rotta di collisione sui giocatori tutta classe che magari non saranno utilissimi alla causa quando la squadra va in sofferenza, ma che sanno tirare fuori dal cilindro colpi che creano godimento puro a chi ha pagato il biglietto. Così, sull’ennesimo ammutinamento del portoghese (il quale, dopo essere uscito dal campo con umore nerissimo, ha addirittura tirato un calcio contro un cubo pubblicitario) i due hanno dimostrato di avere idee diametralmente opposte. Conciliante la posizione del presidente, durissima quella del tecnico: «Se ha dato un calcio mi dispiace per lui - ha attaccato il Mancio - Però se tutte le volte fa così è un problema suo, non mio. Lui sa benissimo come la penso, in quel momento la squadra aveva bisogno di altro. E’ meglio che ci facciate l’abitudine alle sue sostituzioni». Opposto il parere di Moratti: «Fosse per Figo, lui dovrebbe sempre giocare. Forse Mancini lo ha risparmiato per mercoledì. Il calcio al tabellone pubblicitario? A me certe reazioni da ragazzino piacciono, significa che ha voglia di fare bene».
Tra l’altro, secondo i piani morattiani Figo, insieme a Roy Hodgson, dovrebbe ricoprire nell’Inter che verrà il ruolo di ambasciatore nerazzurro nei salotti dell’Uefa, di fatto raccogliendo il testimone lasciato vacante da Giacinto Facchetti. Il portoghese però non sembra molto intenzionato a smettere, e lo dimostrerebbe l’incontro carbonaro avuto giovedì a Milano con Alexi Lalas general manager dei Los Angeles Galaxy (al rendez-vous sarebbe stato presente anche Zinedine Zidane) che gli avrebbe proposto di intraprendere un’avventura nel soccer Usa, naturalmente offrendogli un ingaggio da star hollywoodiana. Per il soccer comunque c’è tempo, e un nuovo caso Figo potrebbe già scoppiare mercoledì, considerato che - al momento - l’ex Pallone d’Oro è seriamente candidato a un posto in panchina nel debutto turco di Champions League.