18/09/2007
Luciano Spalletti scala ogni giorno nuove posizioni nella classifica degli idoli di questo blog.
Oltre ad essere un grande allenatore, è anche un uomo senza peli sulla lingua, che dice ciò che pensa e che sopratutto tratta il signor Roberto Mancini come merita: a pezze in faccia.
L'ultimo atto, una bellissima intervista (grazie a Semprepiufiero), in cui risponde al solito sbruffonissimo Mancini che accusava, paradosso dei paradossi, Spalletti di piangersi addosso, non volendo ammettere che la Roma fosse da scudetto.
Mancini dice che mi servono i fazzoletti? Semmai mi faccio dare quello che ha usato lui nell'ultima partita che ha perso in Supercoppa, quando ha detto che gli mancavano giocatori sulla destra.
Fra noi tecnici è meglio non sconfinare altrimenti poi c'è spazio per molte cose. Roma e Inter sono due buone squadre, ma che battono terreni diversi sotto il punto di vista tattico. Credo che la Roma sia attrezzata per vincere e che l'Inter invece debba vincere e basta, per molti motivi.
Ovviamente Spalletti si è limitato all'episodio più recente, senza aver bisogno di andare a scavare in vecchi aneddoti, come le corse e gli insulti a Trefoloni, o i pianti sui confronti tra Coppa Campioni e Scudetto.
La classe non è acqua, e lo stile non si compra al supermercato. In fondo Spalletti dice solo la verità. E il messaggio di fondo è lo stesso che ci ha lasciato Oscar Wilde:
«A volte è meglio tacere e sembrare stupidi, che aprir bocca e togliere ogni dubbio.»