Personalmente credo che, tra tutte quelle che sono state dette nei quattro mesi di inattività del Papero, questa è la migliore. Le straccia tutte, e parliamo di quelle della pressione, dell'età, del salvatore della patria, e così via.
Ovvio che Pato debba ancora dimostrare tutto, ma andare giù pesante con queste dichiarazioni è, quantomeno, avventato. Perchè poi si fa il male dello stesso Balotelli. Ottimo giocatore, dalle prospettive rosee.
Però, se Pato è un giocatore che all'età di Balotelli giocava titolare, vincendo, un Mondiale per Club ed una Libertadores, e se è stato nominato miglior giocatore dei mondiali Under 20, un motivo ci sarà. Se era ricercato da tutte le più grandi squadre europee, scatendando anche i
pubblici rimpianti di uno come Mancini che, diciamola tutta, sui giovani ha l'occhio lungo, un motivo ci sarà.
E quindi magari sarebbe stato meglio, in quelle parole forse dette senza pensare, sostituire il nome di
Paloschi a quello di Pato. La cosa avrebbe trovato un senso.
Insomma Balotelli è un ottimo, possibile ed eventuale, giocatore. Però ci sono motivi chiari nella sua esplosione. Indipendentemente dalla storia privata, molto toccante, Balotelli resta un giocatore africano.
Potrà mangiare la cassoeula e parlare come Pirlo, ma la fisicità e l'esuberanza sono quelle tipiche di un qualsiasi giocatore di quell'età e di quella specifica area geografica. Questo influisce anche sulla sua maturazione e spiega, in parte, come sia emerso prima rispetto ad altri compagni di squadra (ma all'Inter ci sono italiani?). Poi, una volta passato questo momento di splendore (quasi automatico per la sua età, ricordate Martins?), arriverà puntuale anche la fase "critica", perchè l'effetto maturazione è un boomerang che spesso si ritorce contro la stellina o presunta tale: se Supermario regge bene fino ai 20-21 anni non dovrebbero esserci più problemi (o quasi). Altrimenti pazienza: un Servette o uno Charleroi non si negano mai a nessuno.