Sempre belli e densi di argomenti gli editoriali di
Joao su
Fantagazzetta.com. Oggi si parla del fenomeno, e MilanoRossonera, anche oggi, è tutta per lui:
Il sogno che questo ciao lo trasformi in un arrivederci lo nasconde dentro al cuore chiunque ami questa folle cosa chiamata calcio. E si sente in giro questa apprensione, questo timore di sentirsi un po' più soli. Perchè mai si era registrato tanto coinvolgimento, tanta tristezza per un ginocchio che cede. E la tristezza si annusa anche dietro il malcelato amore travestito da odio, di chi Ronaldo lo ha rinnegato perchè da lui si è sentito rinnegato. Ma, come tutte le prese in giro, al momento della verità, il copione della recitina si sgretola, sotto i colpi dei tg e delle pagine web che ti fanno soffrire come allora.
Procurarsi infortuni così cruenti, ad entrambe le gambe, uno può dire che sia il destino. Ma il destino di Ronaldo, evidentemente, è quello di non essere uno normale. Ti chiedi perchè Dio abbia dato il talento dentro quelle gambe tenute insieme da nervi balordi. Ma queste sono riflessioni che vanno lasciate da parte: vogliamo stare così, come al cinema di fronte a un film, lasciarci scorrere davanti le immagini delle perle di questo straordinario giocatore, sperando che alla fine esca, anche in piccolo, un "To be continued". E quante perle, in quindici anni durati al netto degli infortuni la metà. Ronaldo ha incantato tifosi, avversari, agnostici. E' un simbolo, è il calcio sorridente.
E' la vita, che più vuoi sorridere, più dolore ti dà. Allora la domanda non è quando tornerà, se tornerà: è se mai, uno così, possa uscire dai nostri occhi. Possa uscire dalla testa di chi gli gridava coniglio, ed è tra i primi a mandare messaggi tra amici, per chiedere cosa è successo. Per i bluff ci vuole talento, come per tornare Ronaldo ancora una volta. La voglia può restituirgliela solo capire, ognuno di questi 270 giorni, cosa è stato lui per il calcio e per chi ama il calcio. Ed è questo che bisogna trasmettere, senza ipocrisie, senza rancori da amanti feriti, che si sa che riaprirebbero la porta al primo sussulto di vento. Leggi in giro sul web chi si dà forza da solo, chi si dice che le leggende non finiscono mai. Non è vero, le leggende finiscono, e spesso finiscono proprio così, squallidamente, quasi vogliano far finta di non essere mai state tali. Allora, devi essere bravo tu, tenertele dentro, comunque vada, qualsiasi cosa succeda, e non fartele portar via. I gol di Ronaldo, le sue esultanze, le sue magie, saranno sempre. Il futuro non si sa, teniamo la porta aperta, che non si sa mai. Ma nel frattempo, le perle che abbiamo, coccoliamole ancora di più.
Quando lo vedi venir giù nelle lacrime, pensi che forse ha ragione chi dice che le storie d'amore più belle sono sempre quelle tristi, che finiscono male, che abbia ragione chi canta "E'stato meglio lasciarci, che non esserci mai incontrati". Quando spegni il monitor, pensi che desideri terribilmente che siano tutte, soltanto...cazzate.
Nel vero dramma è precipitato, invece, Gene Gnocchi: senza Ronaldo, non saprebbe più come riempire la sua spassosissima rubrica sulla prima pagina di un noto quotidiano, per scrivere la quale, dicono i bene informati, potrebbe addirittura, persino, venir pagato.