C'ERA un vuoto ed è stato subito colmato: l'Inter è la nuova squadra più
antipatica d'Italia. E' riuscita a diventarlo ancor prima di cominciare a
vincere, e questo indiscutibile record susciterebbe un'ombra dell'antica
tenerezza, se a guastare ogni benevola predisposizione d'animo nei confronti
del compagno Moratti non intervenissero le siringate continue della
prosopopea interista. L'ultima è dell'allenatore Mancini. Gli dicono che la
sua squadra è favorita per lo scudetto, ma lui, dopo una riaggiustata al
ciuffo, si schermisce:"Se si gioca in modo leale, nel calcio nulla è
scontato". Sottinteso: in passato l'Inter ha perso campionati con 15 punti
di distacco perché era una ragazza per bene. L'Inter del passaporto
ballerino di Recoba. L'Inter che cercò a qualsiasi costo di ingaggiare
Moggi.
A togliere autorevolezza a certe affermazioni basterebbe il vittimismo in
cui vengono avvolte. Ma bisogna essere davvero ingenui o in malafede per
accettare lezioni di "bonton" da un club che, nell'estate più dura del
calcio italiano, ha declinato ogni invito alla sobrietà. Accettando uno
scudetto che nel 1927, in condizioni analoghe, il Bologna rifiutò. E
continuando a spendere con arroganza il triplo, ilquadruplo, il decuplo
rispetto agli altri. Nella situazione attuale, cinque terzini sinistri non
sono neppure più un lusso, ma una barzelletta. A noi tutte le portate, alla
concorrenza le briciole. Sarebbe questa la "diversità" interista? Questo "il
gioco leale" che piace a Mancini?L'esibizionismo dei troppo ricchi è sempre
fastidioso. Ma diventa urticante quando cercano di contrabbandarlo per
bontà.
Da La Stampa
Di Masimo Gramellini