29/04/2008
..perdonalo, che non sa quel che dice:
«sotto un certo aspetto vale anche più di una finale di Champions League, perchè per entrambe le squadre questa partita è fondamentale per raggiungere un obiettivo importante»
M.Moratti

Un p.s. molto sentito e molto importante: MilanoRossonera augura un enorme in bocca al lupo ad Andrea Cosner, giovane virgulto in forza alla nostra primavera che "al rientro dopo 7 mesi di inattività per la rottura del crociato anteriore subisce un ennesimo infortunio allo stesso ginocchio operato".

Non mollare mai, Andrea!


24/04/2008
ROMA, 23 aprile 2008 - Anche i deferimenti per Moggiopoli bis sono arrivati. Un anno dopo che i magistrati napoletani Beatrice e Narducci hanno presentato al Gup De Gregorio l’informativa dei carabinieri con l’uso di schede svizzere da parte di un gruppo di persone legate a Luciano Moggi, oggi la Procura federale ha deferito alla Disciplinare 14 persone. Oltre Luciano Moggi, che accumula un doppio deferimento sia per l’aver messo in atto un sistema alternativo di comunicazione che per aver svolto — da tesserato della Juventus — consulenze per il Messina, ci sono i dirigenti del Messina Franza, Bonsignore e Fabiani. Con loro anche dieci tra arbitri, ex arbitri e assistenti: tutti per aver utilizzato le stesse tessere. Anche due società sono state deferite: la Juventus, perché al tempo dei fatti Moggi era un suo tesserato, e il Messina. Tra gli arbitri torna il nome di Gianluca Paparesta deferito insieme al padre benché per la stessa vicenda delle schede svizzere il primo a Napoli ha ottenuto l’archiviazione e il secondo è solo un testimone. La posizione dei due Paparesta è differente per la giustizia sportiva che, comunque, ritiene "sleale" aver posseduto o telefonato con le schede fornite da Moggi. Tutti sono deferiti per violazione dell’articolo 1 del Codice di giustizia sportiva che è generico nella sua formulazione visto che parla di violazione della lealtà sportiva, ma le sanzioni possono arrivare sino ai cinque anni di inibizione.
Dopo Atene, Montecarlo e Yokohama non ci poteva essere filotto più bello per chi, come noi, ne ha dovute sopportare e sentire tante.

Ora, che giustizia è stata fatta e che chi doveva pagare ha pagato, si può chiudere un cerchio. Ed è bello pensare a quell'angoscia di due estati fa, e alla serenità della prossima, dove finalmente potremo sognare, sereni, un futuro almeno un po' più "limpido".

Forza Milan.



05/04/2008
Fonte: milannews.it

Ariedo Braida in pensione? La notizia è filtrata su alcuni media quest'oggi, ma in maniera incompleta e confusionaria: vediamo dunque di mettere ordine. Il 61enne dirigente friulano lascia effettivamente l'incarico di direttore generale che ha sempre ricoperto fino ad oggi in società: l'età infatti era diventata quella limite per essere tesserato in quella mansione presso la FIGC. Cosa cambia in concreto per il mercato rossonero? Assolutamente nulla: contemporaneamente infatti, Braida assume la carica di direttore sportivo con le stesse identiche mansioni precedenti. Un cavillo regolamentare e nulla più: l'ex giocatore del Brescia resterà, come ormai da 21 anni, il braccio destro di Adriano Galliani anche nelle stagioni a venire.


20/03/2008
Deprimente. Forse è questo l'aggettivo esatto per classificare la partita del Milan di ieri sera. La delusione è tanta, troppa, e le parole escono dalla mia testa pesanti come macigni. E' per questo che mi affido al pensiero, sempre lucido e razionale, di flussodicoscienza:

We don't have a dream. Sembrava un discorso razionale: uscendo dalla Champions il Milan crescerà in campionato. I fatti dicono il contrario. Perchè? L'impressione è che questa squadra, abituata a volare alto e ad avere traguardi di prim'ordine, sia svuotata mentalmente. E così a Roma fai la miglior partita dell'anno e quattro giorni dopo giochi quella peggiore. Il contesto triste, anzichè instillare voglia di reagire, ha depresso molta gente. Le parole di Gattuso e Kakà - che nei giorni scorsi chiedevano a gran voce rinforzi - sono la spia: il gruppo è scarico, vede una situazione a cui non era abituato e chiama aiuti dall'esterno. Non c'è stimolo, non c'è nulla che accenda la luce. Non a caso gli unici continui sono quelli che la luce ce l'hanno gioco forza dentro: Pato e Paloschi, il cui sorpasso su Gilardino è sacrosanto. Chi di solito vive sui nervi - leggi Gattuso - è ai minimi storici. Le speranze di quarto posto sono ridotte al lumicino. Si dovrà ripartire quasi da capo e si dovrà shockare la squadra.

DiarioRossonero


14/03/2008
MILANO, 13 marzo - Vecchi e nuovi traguardi. La Champions appena sfumata via e quella da rincorrere in campionato. Il Milan, dentro e fuori. Clarence Seedorf si confessa in un'intervista esclusiva a Sky. Proprio a cominciare da quella sconfitta con l'Arsenal. «Ero molto orgoglioso della squadra - dice il centrocampista rossonero - vedevo che i miei compagni avevano comunque dato tutto, so che tutti hanno dato tutto, dalla prima all'ultima persona coinvolta nel Milan per ottenere il massimo dei risultati. In un attimo è finita tutta questa gloria che c'è stata in Europa negli ultimi cinque anni e mezzo. Siamo stati a buon livello contro una grande squadra, è questo è stato molto bello e la squadra ha molto apprezzato gli applausi ricevuti alla fine della partita. Questo ci ha dato una certa serenità per affrontare, poi, il periodo difficile e sono stati bravissimi contro l'Empoli nell'ottenere un risultato importante. Non sempre abbiamo vinto per la qualità, com'è stato l'anno scorso».


07/03/2008
Le dichiarazioni rese da Massimo Moratti al Teatro Smeraldo di Milano non sono certamente eleganti e denunciano una memoria cortissima quando negano che l’Inter abbia avuto problemi con la giustizia sportiva ed anche una notevole imprecisione quanto alla collocazione dell’Inter.

Nonostante il comprensibile affetto che Massimo Moratti nutre per la sua squadra, pare in effetti davvero azzardato affermare che essa “è considerata da sempre la squadra di prestigio di Milano”, quando c’è altra squadra che ha vinto assai di più in Italia e in campo internazionale.

Ironia vuole poi che queste affermazioni giungano proprio nel giorno in cui al Milan, che sarebbe l’altra squadra, è stato attribuito dal CONI il Collare d’oro, la massima onorificenza sportiva che viene attribuita alle società che hanno onorato la storia dello sport italiano.

Comunque molti auguri ai cugini neroazzurri ed all’Inter per i suoi 100 anni.
acmilan.com


06/03/2008
Propongo un bell'articolo di Franco Ordine, sulla versione on line de "Il Giornale", che condivido in pieno su quelle che sarebbero le strategie del prossimo futuro rossonero.

Breve guida per orientarsi nel futuro prossimo del Milan. Bastano pochi punti cardinali e si rintraccia la strada maestra.

1. No alla rifondazione. È il caso di deludere subito chi pensa, o spera per tifo personale opposto, che l’eliminazione faccia rima con la rifondazione. È un luogo comune, un modo vecchio e inadeguato di rilanciare una squadra di calcio. Al Milan, per sua documentata fortuna, succede il contrario. E infatti i risultati del ventennio berlusconiano, scolpiti nella pietra, testimoniano la bontà della strategia. È vero, semmai, esattamente il contrario: ogni, generoso tentativo di rifondazione (estate del ’97, ritorno a Milanello di Capello, campagna acquisti gonfia di cognomi, cifre e aspettative) fu scandito da una profonda delusione.


03/03/2008
(AGI) - Roma, 3 mar. - Il quotidiano francese Le Figaro dedica oggi ampio spazio al club rossonero, che domani sera a San Siro sfida la formazione dell'Arsenal negli ottavi di finale di Champions League.
Definita 'un titano imperioso', il Milan e' la squadra che 'sa coniugare in se' eleganza, costanza e rigore, per dar vita a competizioni di grande spettacolo'. 'Come non essere pervaso da una serie di brividi di fronte alla sua galleria di trofei' si chiede Le Figaro, che spiega: 'Il rosso e' per ricordare il diavolo, e il nero per ispirare timore'. 'Grazie alla vittoria sul Boca Juniors nel campionato mondiale per club, il Milan e' diventata la squadra piu' quotata al mondo'. Quanto alla partita di domani sera, dopo l' infortunio di Kaka', 'il club presieduto da Silvio Berlusconi puntera' su Pato, altra perla brasiliana, per arrivare alla vittoria'.


28/02/2008
L'A.C.Milan comunica di aver prolungato il contratto che lega Ricardo Izecson dos Santos Leite Kakà alla società rossonera fino al 30 giugno 2013.
acmilan.com

Questo rinnovo arriva forse nel momento di minore brillantezza di Ricky degli ultimi anni. Acciacchi vari ed un vistoso calo di forma lo espongono a prestazioni non all'altezza del suo nome e dei suoi titoli. Ma noi siamo con Ricky e Ricky sarà con noi ancora a lungo. Non ci sono Abramovich o Calderon che tengano. In vista dell'Arsenal una notizia importante.

Ps: per cause di forza maggiore non ho potuto vedere la partita, quindi per questa settimana il pagellone lo lascio a voi. Inserite nei commenti i vostri giudizi.



26/02/2008
Non è un refuso. Calci. Quelli che volano ogni domenica, in particolare quando vedete giocare una delle classiche big contro la classica provinciale.

E' di oggi la notizia del tendine bucato di Ibrahimovic. E' di ieri l'appello di Kaka' e del suo ginocchio dolorante. Ed io mi sento di estendere questo post non solo alla condizione del pallone d'oro, ma anche a quella di Ibrahimovic, di Totti, di Mutu, ma anche dei Vannucchi, e di quei giocatori che vuoi o non vuoi a questo sport danno qualcosa in più.

La "tattica" comune del picchiaduro sui campioni è ormai palese. Solo quest'anno ho visto dei falli su Kaka' impressionanti. Uno schifo immondo, concordato già negli spogliatoi, per annichilire ed intimidire in calciatore che può risolvere tutto con una giocata. Sotto gli occhi di arbitri che, ormai l'abbiamo visto tutti, sono palesemente incapaci di capire in campo cosa accade. Di comprendere le massacranti botte che i più grandi devono sempre subire.

Avanti così è impossibile andare. Gli acciacchi si moltiplicano, le gambe fanno male, e se un Ibra o un Ricky può giocare una partita ogni quindi giorni non la giocherà mai come sa. Anche questo fa parte dei mezzucci delle provinciali, che non a caso meritano questo appellativo. Carrozzieri, Bovo, Migliaccio, tutta gente che scende in campo per picchiare il "pericolo" di turno. E sempre puniti con un giallo. E così loro finiscono tutta la partita, ed eliminano alla fonte il problema dell'avversario. Patetico.

E allora non ci si chieda più sgomenti perchè l'Europa è un palcoscenico tutto diverso dalla Serie A. Perchè lì la cultura è diversa. Lì si scende in campo per giocare, non per picchiare. Puoi riuscirci o meno, ma non hai il terrore di uscire in barella per il sadico piacere di un difensore picchiatore di professione.

Edit: leggo ora di un articolo di denuncia sullo stesso tono su acmilan.com. Concordo, ovviamente, su tutta la linea, ma molto interessante è questo parallelo:
Lo stillicidio che sta subendo Kakà è lo stesso che aveva minato alle fondamenta il fisico e la resistenza di Marco Van Basten. Il fuoriclasse olandese ha giocato la sua ultima partita ad alto livello a 28 anni, era il novembre 1992 contro il Goteborg a San Siro. Poi non c'è più stato. No! Per Kakà non può e non deve succedere la stessa cosa. Non c'è nessuna crisi post Pallone d'Oro e non c'è un fuoriclasse che gioca male. Siamo semplicemente di fronte ad un giocatore braccato, sottoposto ad agguati continui, che se si ferma per 15-20 giorni per gestire i suoi problemi poi, evidentemente, non torna in campo al massimo della condizione.