
Chi, come me, ha la fortuna di essere abbonato al
canale ufficiale ha potuto assistere ieri sera al primo passo lungo una strada che -
forse - sarà possibile percorrere da oggi in avanti: quella dell'
onestà.
E' stata una chicchierata bella e franca, quella tra il direttore
Mauro Suma e gli abbonati, anche se, come ovvio, non poteva essere esaltante per questi ultimi.
Finalmente è stato detto a chiare lettere che il grande colpo (per non dire
i grandi colpi) sono utopici. C'è un problema di bilancio, ci sono difficoltà importanti che il
Milan sta incontrando e continuare a negarlo sarebbe stato autolesionista.
Tra le righe, ho personalmente letto quasi le "
scuse" per certe dichiarazioni quantomento avventate del
Presidente e dell'
Amministratore Delegato.
Aspetto e pretendo conferme anche oggi, durante il
Workshop. Prima di allora, non ho intenzione di mobilitare proteste o di aizzare la folla. Voglio valutare, aspettare, perchè la mia indole mi dice di farlo.
Ho imparato che nel calcio "non è mai finita finchè non è finita", e seppure mi sia rassegnato a vedere tra i rinforzi del Milan del prossimo anno
due giocatori da me sempre denigrati e mai apprezzati, in primis per aspetti comportamentali ma anche tecnici, un po' di speranza la covo sempre. La speranza che qualcuno si ravveda e capisca che l'ambiente ha bisogno d'entusiasmo, o quantomeno di chiarezza.
Le uniche cose davvero positive che mi vengono da pensare in questo momento, che per me è di profonda delusione verso una società che ho sempre reputato leale (e che spero non mi smentisca), è che comunque vada il nostro
Milan ci sarà, e che probabilmente vedremo dei veri Milanisti, come
Alberto Paloschi, metterci il cuore e crescere da nuova bandiera rossonera.
Forza Milan, oggi più che mai.