31/05/2008

E Galliani parlò. Chiaro, come volevo.
Abbiati, Zambrotta, Flamini, Borriello e un altro attaccante, credo rappresentino una buonissima campagna acquisti. La squadra che nascerà potrà lottare per lo scudetto, che è il nostro primo obiettivo dopo avere fatto negli ultimi anni il meglio nel mondo.

Il Milan tiene tutti i suoi big e cercherà di rafforzarsi in tutti i reparti. Tutti. In porta Abbiati prende il posto di Fiori.

In difesa stiamo cercando un terzino alla Zambrotta, se troveremo l'accordo con il Barcellona, come io credo, sarà lui, altrimenti ne cercheremo un altro.

A centrocampo abbiamo dato Gourcuff in prestito al Bordeaux ed è arrivato Flamini. Sammarco invece rimarrà alla Sampdoria, perchè con la conferma di Gattuso siamo a posto.

In attacco sono partiti Ronaldo e Gilardino e per ora è arrivato Borriello, che resterà al Milan. E un altro arriverà. Alla fine ci saranno tre portieri, nove difensori (Simic in realtà è in bilico, ha un'offerta del Galatasaray), sei centrocampisti e sei attaccanti, compresi Kakà e Seedorf. Stiamo facendo un mercato chirurgico


06/03/2008
Propongo un bell'articolo di Franco Ordine, sulla versione on line de "Il Giornale", che condivido in pieno su quelle che sarebbero le strategie del prossimo futuro rossonero.

Breve guida per orientarsi nel futuro prossimo del Milan. Bastano pochi punti cardinali e si rintraccia la strada maestra.

1. No alla rifondazione. È il caso di deludere subito chi pensa, o spera per tifo personale opposto, che l’eliminazione faccia rima con la rifondazione. È un luogo comune, un modo vecchio e inadeguato di rilanciare una squadra di calcio. Al Milan, per sua documentata fortuna, succede il contrario. E infatti i risultati del ventennio berlusconiano, scolpiti nella pietra, testimoniano la bontà della strategia. È vero, semmai, esattamente il contrario: ogni, generoso tentativo di rifondazione (estate del ’97, ritorno a Milanello di Capello, campagna acquisti gonfia di cognomi, cifre e aspettative) fu scandito da una profonda delusione.


16/02/2008
Dopo la provocazione di Oriali («Che colpa abbiamo noi se la Roma ne prende tre a Siena?») e la piccata replica di Spalletti («Lassù manca l'ossigeno»), è arrivato il turno di Bruno Conti, direttore tecnico della Magica, che per rispondere al compagno di Nazionale al Mondiale '82 ha messo da parte la diplomazia:
Sono certo che Oriali si sarà già pentito di quello che ha detto. Però, visto che queste cose sono state dette, magari in un contesto particolare, dico che sono delle stupidaggini e non possono che dare fastidio.

Preferisco incappare in una partita no e perdere 3-0 contro una squadra che lotta per non retrocedere, piuttosto che vincere delle gare e non meritare di vincerle. Sono più tranquillo in questo modo, vi assicuro.

Noi stiamo portando avanti una stagione esemplare: non ci siamo neppure lamentati davanti a piccole situazioni che ci riguardavano. E continueremo in questo. Se loro, invece, hanno queste reazioni, vuol dire che hanno dei problemi personali. Dire le cose che hanno detto non ha senso.
RomaNews

Un bello schifo, direi. Come ho sottolineato più volte, ci sono momenti in cui questa corsa al quarto posto non mi fa rimpiangere quella fanghiglia con cui saremmo stati a contatto lassù.

Ad ogni modo, è limpido come l'acqua, lo stile non si compra al mercato, e Oriali e Mancini sono degni esponenti di una parrocchia veramente veramente squallida.


08/02/2008


"Chi vince rischia di diventare antipatico? Beh dipende da come si vince. Io non ho mai captato antipatie nei confronti del Milan pur essendo la squadra che ha vinto piu' di tutti e a tutti i livelli."

Commento personale: Stankovic è fondamentalmente un giocatore mediocre, spessissimo infortunato, pochissime volte decisivo. E come nella Lazio, si porta dietro questo status anche all'inter, dove decisivi sono ben altri giocatori.

Insomma, tra qualche anno le sue gesta le ricorderanno solo quelli dell'inter. Forse.


15/01/2008

Personalmente credo che, tra tutte quelle che sono state dette nei quattro mesi di inattività del Papero, questa è la migliore. Le straccia tutte, e parliamo di quelle della pressione, dell'età, del salvatore della patria, e così via.

Ovvio che Pato debba ancora dimostrare tutto, ma andare giù pesante con queste dichiarazioni è, quantomeno, avventato. Perchè poi si fa il male dello stesso Balotelli. Ottimo giocatore, dalle prospettive rosee.

Però, se Pato è un giocatore che all'età di Balotelli giocava titolare, vincendo, un Mondiale per Club ed una Libertadores, e se è stato nominato miglior giocatore dei mondiali Under 20, un motivo ci sarà. Se era ricercato da tutte le più grandi squadre europee, scatendando anche i pubblici rimpianti di uno come Mancini che, diciamola tutta, sui giovani ha l'occhio lungo, un motivo ci sarà.

E quindi magari sarebbe stato meglio, in quelle parole forse dette senza pensare, sostituire il nome di Paloschi a quello di Pato. La cosa avrebbe trovato un senso.

Insomma Balotelli è un ottimo, possibile ed eventuale, giocatore. Però ci sono motivi chiari nella sua esplosione. Indipendentemente dalla storia privata, molto toccante, Balotelli resta un giocatore africano.

Potrà mangiare la cassoeula e parlare come Pirlo, ma la fisicità e l'esuberanza sono quelle tipiche di un qualsiasi giocatore di quell'età e di quella specifica area geografica. Questo influisce anche sulla sua maturazione e spiega, in parte, come sia emerso prima rispetto ad altri compagni di squadra (ma all'Inter ci sono italiani?). Poi, una volta passato questo momento di splendore (quasi automatico per la sua età, ricordate Martins?), arriverà puntuale anche la fase "critica", perchè l'effetto maturazione è un boomerang che spesso si ritorce contro la stellina o presunta tale: se Supermario regge bene fino ai 20-21 anni non dovrebbero esserci più problemi (o quasi). Altrimenti pazienza: un Servette o uno Charleroi non si negano mai a nessuno.

Ps: fatevi due risate, va'.


19/12/2007


"Può sembrare arrogante, però chissà, magari Kakà non troverebbe posto nell'attuale rosa del Real Madrid"
E' proprio vero che Esopo ha scritto una delle favole più attuali dei nostri tempi.
"Fare come la volpe con l'uva" significa, metaforicamente, reagire a una sconfitta sostenendo di non aver mai desiderato la vittoria, o disprezzando il premio che si è mancato di ottenere. Il comportamento della volpe corrisponde a quello che in psicologia viene chiamato razionalizzazione.
E sia allora. Finalmente il tormentone è finito. Il giocatore più forte del pianeta non trova spazio nel Real. Vorrà dire che ci terremo questo peso.

Che poi, Kaka', non doveva fuggire appena intravisto il colore dei soldi?


18/12/2007


E' bello vedere quante persone, in questi giorni, spendono parole di elogio verso i neo Campioni del Mondo. E' simpatico anche ricordare, però, tutte quelle cose che le stesse persone pensavano, dicevano e facevano nell'estate 2006, quando improvvisamente vennimo tacciati come la "rovina del calcio onesto".

E come non partire dal più sublime di tutti? Dal mitico signor "Fatemi capire". Si, proprio lui. Quell'ometto con il naso buffo, gli occhiali spessi, e il braccialetto dell'inter, inquadrato il 18 Aprile tutto pronto a far festa in tribuna a San Siro con i suoi compagni di tifo vips. Il signor Cannavò, che nell'estate 2006 parlava della "cricca Moggi-Galliani", che riservava un giorno sì e l'altro pure il classico pistolotto moralizzatore a Galliani, ieri dalle colonne della Rosea, dice:
Il senso della storia. Ancelotti giocatore, Ancelotti tecnico. Continuità di pensieri alti. Squadra italiana nata per l'Europa, per il Mondo, sempre alla ricerca di nuovi confini geografici e tecnici, concepita ed educata per i grandi appuntamenti.
Che meraviglia! Che parole sublimi! Eppure noi, non eravamo la feccia?

Ma perchè limitarci a Cannavò? Andiamo più su. Arriviamo ai Ministri. Alla Melandri. Ebbene sì. La Melandri ha speso per noi parole bellissime:
Si tratta di una nuova conferma del valore mondiale del Milan e di un meritatissimo riconoscimento per l'impegno profuso ed il lavoro svolto con grande passione in questi anni. Gli appassionati di calcio e di sport devono essere grati al Milan per aver saputo portare, ancora una volta, il calcio italiano sul gradino più alto
Il calcio italiano? Ma come, noi abbiamo portato il calcio italiano sul gradino più alto? Spero che la Melandri anche stavolta abbia telefonato tempestivamente per farci i complimenti. Nello stesso modo in cui tempestivamente chiamò Petrucci, per scongiurare la possibilità che ci venissero fatti sconti in sede d'arbitrato. Non importa chi, purchè qualcuno paghi, giusto?

Secondo voi manca Abete?
Un motivo di grande orgoglio per il calcio italiano, complimenti al Milan protagonista di un successo che premia gli sforzi e l'impegno di tutti. Dopo la vittoria della Nazionale a Germania 2006,anche a livello di club l'Italia è al primo posto nel mondo
O poteva esimersi Mataresse? Il volto nuovo del calcio? Colui che ha preso il posto del "corruttissimo" A.D. del Milan alla presidenza della Lega?
Sono orgoglioso del Milan e di tutto il calcio italiano. Tutto questo conferma che i prestigiosi traguardi ottenuti non sono frutto di improvvisazione ma il risultato di una grande organizzazione calcistica
E di grazia, Mataresse, cosa si intende per "grande organizzazione calcistica"? L'aver trattato il Milan e Galliani come gli appestati del calcio?

Carissima Lega Calcio, carissima Melandri,  carissimo Candido, e carissimi tutti voi attori del calcio Italiano, il Milan questa Coppa, l'ha vinta per sè. Tutti bravi, oggi, a salire sul carro. Tutti sublimi nell'essere orgogliosi del Milan.

Ma noi lo eravamo anche il giorno delle sentenze. Voi?