13/06/2008


Gli ancora pochi giornalisti rumeni presenti a Zurigo (la maggior parte e' al seguito della squadra che in mattinata si e' allenata a San Gallo) non riescono ancora a farsene una ragione: ma perche' Filippo Inzaghi non e' stato convocato per gli Europei? Perche' un giocatore come lui, che ogni volta che tocca il pallone lo butta dentro, e' rimasto a casa sul divano mentre altri suoi compagni sono in Svizzera. 'Senza di lui per noi e' decisamente meglio - dice un giornalista rumeno sorridendo sotto i baffi -. Un altro come lui non ce l'avete. Toni? Si', e' forte, ma oltre a lui non c'e' nessuno in grado di fare cosi' tanti gol come Pippo. Nel nostro Paese davvero non si capisce la sua assenza'.
Considerazione personale: l'esclusione di Pippo non la capisco, e non la capiscono in molti, ma è il passato. Oggi bisogna solo star vicini alla nostra maglia azzurra. Uniti. Fratelli. Forza Italia.


10/06/2008


Troppo facile criticare il centrocampo azzurro di ieri e proiettare la stessa critica al Milan di un'intera stagione. E non è il fatto che il trio Gattuso-Ambrosini-Pirlo abbia giocato sempre senza tregua quest'anno a giustificare la partitaccia di ieri dell'Italia. Perchè limitare la debacle al centrocampo sarebbe veramente, veramente, veramente riduttivo.

Si vogliono ignorare i problemi difensivi causati dalla mediocrità dei due centrali (ieri sera improponibili)? Si vuole ignorare il fatto che Donadoni abbia deciso di non schierare un uomo dato in formissima quale Grosso? Si vuole ignorare il gol che Toni si è divorato solo davanti a Van Der Sar (per una sera portiere vero)? Si vogliono ignorare la paura e le gambe che tremavano a Di Natale e quello che è successo dopo l'ingresso in campo di Del Piero?

Bhè, se si vogliono ignorare questi aspetti, si faccia pure. Ma si commetterebbe l'errore fatale che coinciderebbe con la nostra prematura uscita dall'Europeo.

Vero è che Pirlo, Gattuso e Ambrosini insieme non possono coesistere in questa nazionale, e per un fatto molto semplice: se Pirlo gioca in mediana davanti alla difesa, con ai lati Ambrosini e Gattuso, il rombo va completato con il trequartista (nel Milan Seedorf e/o Kaka'). Ieri invece tra Pirlo e Toni c'erano quaranta metri di campo vuoto, giacchè Camoranesi e Di Natale giocavano larghissimi. L'errore di Donadoni è stato tutto lì.

Quest'anno Pirlo ha giocato, e bene, anche largo nel centrocampo del Milan. De Rossi davanti alla difesa di quest'Italia così traballante è perfetto. Uno tra Ambrosini e Gattuso (Perrotta ha vissuto una stagione ancora più travagliata dei due) deve giocare per esperienza e carisma, a meno che non si voglia puntare sulla freschezza di Aquilani.
Camoranesi va a fare il trequartista dietro Toni e, necessariamente, uno tra Del Piero e Cassano.

In difesa, per pietà, fate sedere in panchina Barzagli e Materazzi. Panucci al centro con accanto Chiellini, se non Gamberini. E Grosso in corsia.

Sveglia Roberto. E non esser presuntuoso, che la situazione ti può sfuggire di mano in un secondo. Per informazioni chiedesi a Mr. Giovanni Trapattoni.

Ps: scusate l'assenza, un periodo "complesso" sembra essere appena finito.


07/06/2008
"Erano tutti preoccupati, credo che sia la fine che tutti si aspettassero. Era la prima volta che io e Adriano Galliani ci incontravamo e visto che tutti e due abbiamo l'intento e la voglia di fare le cose per bene per il Milan non è stato così difficile raggiungere un accordo.

La mia decisione era quella di smettere, ma visto che la società mi chiedeva di continuare ho parlato sia con l'allenatore che con i compagni e visto che anche loro erano d'accordo ho deciso di continuare. Giocare a calcio è una cosa che mi piace fare e credo di poterla fare ancora bene.

Lo scudetto è un titolo cha manca da parecchio tempo, negli ultimi dieci anni lo abbiamo vinto solo due volte sarà una motivazione in più per la stagione prossima, ma è anche la strada per arrivare a giocarsi la competizione più importante."


03/06/2008
Poco più di due settimane dalla fine di una stagione agrodolce, ed eccoci qui a commentare un mercato che fino a questo momento ha visto il Milan cambiare discretamente il suo volto. Evidentemente, manca ancora qualcosa di importante e sono certo che da oggi al 31 Agosto potrebbe succedere ancora di tutto.

Ma stiamo ai dati di fatto, alle operazioni concluse, alla rosa che oggi ci ritroviamo.

Portieri:

Abbiati sarà molto probabilmente il titolare della prossima stagione. Si parla del fatto che lo stesso Ancelotti, nonchè lo zoccolo duro dello spogliatoio (capeggiato da Inzaghi) abbia fatto pressioni sulla società perchè il ragazzo rimanesse. Evidentemente per quel che riguarda i tifosi, parte con un debito bello grosso da colmare. Kalac si è guadagnato ampiamente la permanenza per la prossima stagione grazie al lavoro fatto nella seconda metà della stagione, e Dida ha rifiutato un'offerta molto allettante (sopratutto per il Milan) da parte del Galatasaray pur di restare, consapevole di non rientrare più nei piani della società e di partire come terzo portiere.


01/06/2008
MILANO - Ufficiale dalla società: Gianluca Zambrotta è un giocatore del Milan.
Felicità e contentezza accolgono il secondo acquisto della campagna di rafforzamento di questa che sarà una lunga estate.
Non poteva esserci innesto migliore per due fasce che hanno bisogno di brio e freschezza.

Ho ammirato Zambrotta nell'amichevole con il Belgio, e ho notato un buon feeling con i mediani rossoneri. Speriamo bene.

A questo punto, per la difesa manca un solo innesto. Un giovane da lanciare? Un buon difensore centrale di rendimento? Un esterno alla Maggio? Chi vivrà vedrà, per il momento godiamoci il primo arrivo dalla Spagna.



26/05/2008
In un'annata così, inutile imputare colpe specifiche a specifici reparti. Ognuno ha fatto il suo, nel bene e nel male. Così come la difesa: tanti spunti positivi dai quali ripartire, altrettanti negativi da migliorare.

Cafu: 6/10. Ovviamente, un voto disgiunto. Uno alla stagione ed uno alla carriera. Ovviamente, a 38 anni puoi essere di aiuto alla squadra, ma nei limiti di ciò che ti concede il fisico e l'età. Nonostante tutto però Marcos ha sempre dimostrato di esserci, ha sempre dato una mano, insomma, ci si poteva fidare.
Un 10 alla carriera meritatissimo, per un giocatore che ha vinto tutto sia con la Nazionale che con i club nei quali ha militato. Un uomo che ci ha dato tanto, sia dentro che fuori dal campo. Il suo sorriso a 32 denti non lo dimenticheremo.

Maldini: 6. Stagione travagliata per il Capitano, che ha coronato il sogno di sollevare al cielo quella Coppa sfuggitagli dalle mani quattro anni prima, ma che ha dato un apporto abbastanza limitato in termini di prestazioni. Evidentemente, se ti chiami Paolo Maldini, puoi decidere da solo del tuo futuro e se hai ancora voglia di dare qualcosa al calcio, non saremo certo noi che ti veneriamo ad impedirtelo.

Kaladze: 6,5. E' chiaro che assieme a Nesta costituisce una delle coppie di centrali più complete al mondo. Nonostante questo deve ancora trovare con Sandro l'intesa perfetta, ma credo che ormai ci siamo. L'anno prossimo sarà un tassello inamovibile del "nuovo" Milan.

Nesta: 7. Se c'era bisogno di qualche conferma, quest'anno è arrivata. E' ancora lui il difensore più forte al mondo. In un'annata travagliatissima per tutta la squadra, lui dimostra sempre classe e stile ineccepibili, guidando un reparto con i suoi problemi egregiamente. Ad incorniciare una stagione ottima, il sigillo nella finale del Mondiale per Club.

Simic: s.v. Non ha giocato praticamente mai. Nonostante questo, mai una parola fuori luogo, mai una polemica. Professionista esemplare, a lui va un lungo applauso per quello che ha fatto in questi anni, dato il suo addio praticamente scontato.

Jankulovski: 6. Ha giocato troppo poco, purtroppo. Una stagione con tanti guai fisici che non solo non gli hanno mai consentito di entrare in forma, ma ci hanno tolto un contributo imprescindibile sulla fascia sinistra. Si presentò con un gol niente male nel primo, vero, impegno stagionale. Peccato.

Favalli: 6. Un giocatore come il buon vecchio Beppe non avrebbe dovuto essere, nemmeno nella più remota delle eventualità, il titolare del Milan sulla fascia sinistra. Eppure così è stato. I limiti fisici della sua età di per sè sono già importanti, a questo aggiungiamo il logorio di una stagione esasperante, e la frittata è fatta. Nonostante questo Favalli ha sempre dato il massimo, e a mio parere si è strameritato la riconferma (ovviamente come terza scelta) per la prossima stagione.

Oddo: 5. Forse la nota più stonata del reparto. Quasi sempre male, sia in fase difensiva che offensiva. Pochi cross, e di bassa qualità, poco apporto in zona gol. In generale: poco. Ovviamente non lo bocciamo, ma certamete rimandato a settembre.

Bonera: 7. Un miglioramento continuo e costante, fanno di Daniele un grande vanto della nostra dirigenza. Preso in sordina due estati fa, oggi rappresenta il futuro del nostro reparto arretrato. Sembrano dimenticati i problemi delle partite in fascia destra, che oggi domina con sicurezza. Un applauso ad un vero gioiellino.

Serginho: 10. Anche lui assente per tutta la stagione, c'è da ringraziarlo per emozioni impagabili che ci ha fatto vivere in questi splendidi nove anni insieme.

Digao: 4.
C'era da attenderselo, ma il fratello "meno dotato" di Riccardino non rappresenta il classico giocatore che nel Milan può "starci". Male quando impiegato, il minimo sarebbe un'esperienza - lunga - in prestito. Prima dell'addio definitivo, magari.

Darmian: s.v. Sembra essere destinato a salire nelle gerarchie la prossima stagione. Incoraggiamolo.


21/05/2008
"Evidentemente è bastato un mio infortunio durante la stagione di club per non meritarmi nemmeno una telefonata. Sono deluso, soprattutto a livello umano. Avevo iniziato questo biennio all'insegna di un rapporto positivo, franco e schietto segnando fra l'altro il primo gol ufficiale della nuova gestione"
Mi sento di condividere l'amarezza di Superpippo. Un ragazzo che quando gioca lo fa con il cuore. Lo ha sempre fatto, dall'inizio della sua carriera ad oggi. Oltre al gol con la Lituania, col senno di poi anch'esso importante, ha messo da parte la pancia piena del fresco campione d'Europa (con doppietta nella finale), per andare a salvare una nazionale quantomento "traballante" laggiù nelle fredde Far Oer.
Nell'ultima parte della stagione ha messo a segno 10 gol nelle ultime 7 partite, ed è un cecchino che nella partita secca raramente sbaglia, oltre ad avere un bagaglio d'esperienza che nessuno, tranne Del Piero, ha nell'attacco della Nazionale.

Poteva essere un bel commiato dalla maglia azzurra per Pippo, che ha dato tanto anche a lei.
Chiude da Campione del Mondo, è vero. Ma con il rimpianto di non aver avuto una carriera in Nazionale quantomeno avvicinabile con le sue avventure in squadre di club.
Poco importa comunque. Basta guardare ai Maldini e ai Baresi, e alla leggenda che oggi rappresentano.

Egoisticamente, poi, meglio così. Il nostro Campione sarà ancora più tonico in vista di una nuova ed impegnativa stagione. A meno che a Pechino.....


19/05/2008
Parliamoci chiaro: domenica il cuore si è riempito di tristezza nel vedere un mesto Milan tornare negli spoiatoi. La notizia del gol di Osvaldo ci ha gelati, intristiti, scaraventati nella realtà risvegliandoci dal sogno.
Non da meno una vittoria tuonante dell'Inter, che si è presa il suo scudetto in barba alle macumbe che ognuno di noi, nel suo piccolo, aveva recitato. Il tutto condito dalla salvezza del Catania di un Walter Zenga che nessuno di noi ha dimenticato per i passati "in campo".

Poteva essere tutto o niente. Ed è stato niente.

Però, è giusto anche ricordarla questa domenica, e cercare di trarre del buono anche da una giornata bestiale come quella di ieri. E magari sta proprio qui la nostra forza, che in una domenica che sembra si debba solo buttare nel dimenticatoio (per non dire nel cesso, come molti di noi hanno pensato), in realtà c'è più di qualcosina da ricordare.

L'addio di Serginho e Cafu è stato un momento toccante, in particolare prima dell'incontro, con il giro del campo ed i cori della Sud, le lacrime del Concorde, ed il sorriso del Pendolino. Un addio da brividi, come si riserva solo ai grandi che hanno fatto la storia di questo club.
Il gol di Cafu, poi, è da apoteosi rossonera. Come accaduto a Billy, come accaduto a Baresi, come accaduto a Carletto, la partita d'addio riserva sempre una sorpresa. "Il dio del calcio, è benigno con i grandi".

Il centesimo gol di Pippo Inzaghi con la nostra maglia ha il sapore dell'attaccamento e dell'amore verso i nostri colori. Ha il sapore di un uomo che per la nostra maglia ha dato tutto, tanto, e che fortemente ha voluto raggiungere un traguardo personale così importante con noi. Le sue parole a fine gara sono il decalogo di come ripartire: dalla fiducia, dal gruppo e dalla consapevolezza che siamo qualcosa che non si spegnerà mai.

E poi il nostro futuro. Pato, e quel suo sguardo pieno di rabbia, grinta e voglia di spaccare il mondo. E' da quello sguardo che dobbiamo ripartire. Tienilo in caldo Alexandre.


16/05/2008


Ognuno dei due, a suo modo, ci ha regalato emozioni magiche.
Marcos Cafu, e lo scudetto al primo anno di Milan. Un grandissimo colpo di mercato a zero euro, rendimento costante tanto quanto il suo sorriso sulle labbra. In sordina è entrato nei nostri cuori, ed è stato protagonista di serate memorabili, nel bene e nel male.

Sergio, il Concorde, resterà nella memoria di ogni milanista per sempre per quella magica sera in cui quelle sei pere furono frutto della sua più bella prestazione in rossonero. L'incubo dei cugini, ma anche dei nostri allenatori.

Entrambi esponenti di un Milan Samba che per un paio d'anni ci ha fatti veramente divertire. Ma l'età, gli acciacchi ed il fatto che nulla è eterno, rendono inevitabile un giorno come questo.

Quello che è importante, è che domenica San Siro li saluti con un degno tributo. Sono due persone splendide che hanno scritto la nostra storia recente, e meritano riconoscenza infinita.

Ciao Marcos, ciao Sergio. In bocca al lupo davvero.

Oggi tutti i milanisti sono un po' tristi.


05/05/2008
MILANO - L'A.C. Milan comunica di aver stipulato un contratto che legherà il calciatore francese Mathieu Flamini alla società rossonera dal 1' luglio 2008 al 30 giugno 2012.
acmilan.com

Di seguito, ecco l'analisi, al solito lucida e perfetta, dell'ottimo flussodicoscienza:
Gioca in un ruolo dove serviva un rinforzo. E' giovane. Ha fatto una grande stagione. Può giocare sia nel ruolo di Gattuso che in quello di Ambrosini, con i quali si alternerà, e può pure mettersi davanti alla difesa.

Personalmente non metterei la mano sul fuoco sul suo valore, perchè mi è parso bravo ma non bravissimo. Ma a parametro zero e nella nostra situazione, era un'occasione da non farsi sfuggire. Bravissima la società.