26/05/2008
In un'annata così, inutile imputare colpe specifiche a specifici reparti. Ognuno ha fatto il suo, nel bene e nel male. Così come la difesa: tanti spunti positivi dai quali ripartire, altrettanti negativi da migliorare.

Cafu: 6/10. Ovviamente, un voto disgiunto. Uno alla stagione ed uno alla carriera. Ovviamente, a 38 anni puoi essere di aiuto alla squadra, ma nei limiti di ciò che ti concede il fisico e l'età. Nonostante tutto però Marcos ha sempre dimostrato di esserci, ha sempre dato una mano, insomma, ci si poteva fidare.
Un 10 alla carriera meritatissimo, per un giocatore che ha vinto tutto sia con la Nazionale che con i club nei quali ha militato. Un uomo che ci ha dato tanto, sia dentro che fuori dal campo. Il suo sorriso a 32 denti non lo dimenticheremo.

Maldini: 6. Stagione travagliata per il Capitano, che ha coronato il sogno di sollevare al cielo quella Coppa sfuggitagli dalle mani quattro anni prima, ma che ha dato un apporto abbastanza limitato in termini di prestazioni. Evidentemente, se ti chiami Paolo Maldini, puoi decidere da solo del tuo futuro e se hai ancora voglia di dare qualcosa al calcio, non saremo certo noi che ti veneriamo ad impedirtelo.

Kaladze: 6,5. E' chiaro che assieme a Nesta costituisce una delle coppie di centrali più complete al mondo. Nonostante questo deve ancora trovare con Sandro l'intesa perfetta, ma credo che ormai ci siamo. L'anno prossimo sarà un tassello inamovibile del "nuovo" Milan.

Nesta: 7. Se c'era bisogno di qualche conferma, quest'anno è arrivata. E' ancora lui il difensore più forte al mondo. In un'annata travagliatissima per tutta la squadra, lui dimostra sempre classe e stile ineccepibili, guidando un reparto con i suoi problemi egregiamente. Ad incorniciare una stagione ottima, il sigillo nella finale del Mondiale per Club.

Simic: s.v. Non ha giocato praticamente mai. Nonostante questo, mai una parola fuori luogo, mai una polemica. Professionista esemplare, a lui va un lungo applauso per quello che ha fatto in questi anni, dato il suo addio praticamente scontato.

Jankulovski: 6. Ha giocato troppo poco, purtroppo. Una stagione con tanti guai fisici che non solo non gli hanno mai consentito di entrare in forma, ma ci hanno tolto un contributo imprescindibile sulla fascia sinistra. Si presentò con un gol niente male nel primo, vero, impegno stagionale. Peccato.

Favalli: 6. Un giocatore come il buon vecchio Beppe non avrebbe dovuto essere, nemmeno nella più remota delle eventualità, il titolare del Milan sulla fascia sinistra. Eppure così è stato. I limiti fisici della sua età di per sè sono già importanti, a questo aggiungiamo il logorio di una stagione esasperante, e la frittata è fatta. Nonostante questo Favalli ha sempre dato il massimo, e a mio parere si è strameritato la riconferma (ovviamente come terza scelta) per la prossima stagione.

Oddo: 5. Forse la nota più stonata del reparto. Quasi sempre male, sia in fase difensiva che offensiva. Pochi cross, e di bassa qualità, poco apporto in zona gol. In generale: poco. Ovviamente non lo bocciamo, ma certamete rimandato a settembre.

Bonera: 7. Un miglioramento continuo e costante, fanno di Daniele un grande vanto della nostra dirigenza. Preso in sordina due estati fa, oggi rappresenta il futuro del nostro reparto arretrato. Sembrano dimenticati i problemi delle partite in fascia destra, che oggi domina con sicurezza. Un applauso ad un vero gioiellino.

Serginho: 10. Anche lui assente per tutta la stagione, c'è da ringraziarlo per emozioni impagabili che ci ha fatto vivere in questi splendidi nove anni insieme.

Digao: 4.
C'era da attenderselo, ma il fratello "meno dotato" di Riccardino non rappresenta il classico giocatore che nel Milan può "starci". Male quando impiegato, il minimo sarebbe un'esperienza - lunga - in prestito. Prima dell'addio definitivo, magari.

Darmian: s.v. Sembra essere destinato a salire nelle gerarchie la prossima stagione. Incoraggiamolo.


20/05/2008

E' quasi un obbligo di inizio anno, stilare quelle che sono le pagelle di un'annata comunque importante, densa, vittoriosa (e non date retta a chi vi dice che la Supercoppa Europea non vale un fico secco e che il  Mondiale per Club è la coppa dell'amicizia, perchè c'è chi baratterebbe tutto per provare la sensazione di vincerle, o magari solo giocarle), ma altrettanto deludente in termini di obiettivi finali raggiunti.

Oggi partiamo piano, in sordina, dai portieri. Potrebbe sembrare quasi inutile e banale, ma invece è la questione più spinosa da affrontare.

Dida: 4. Senza attenuanti. Dalla sceneggiata di Glasgow, passando per la papera del derby, è stata la più grande delusione della stagione. Mai in partita, mai sicuro, semplicemente: mai.
Nessuno si è scordato quanto grande è stato, ma arriva un momento in cui è naturale chiudere. Con dignità, ma chiudere qualcosa che comunque è stato bello e non verrà dimenticato. I cori di San Siro per lui nel riscaldamento e nel dopo partita sono la dimostrazione che ci lascia comunque con qualcosa di importante.

Kalac: 6,5. Partire secondo e giocarsele tutte da Gennaio non è semplice. Spesso e volentieri tra i migliori in campo, puntuale, sicuro, "man" è stato all'altezza per quanto possibile. Il rinnovo se l'è guadagnato sul campo, e il prossimo anno sarà di nuovo su quella panchina, ad incitare ed inserire Lloris, Frey, o chi sarà. Grazie di tutto, Zeljko.

Fiori: 6. Di stima. E' più che probabile che vecchio cuore Valerio, uno degli "storici" di uno spogliatoio che ha vinto tutto, a fine stagione dirà basta a quel suo ruolo di terzo che con tanto onore ha ricoperto fin'ora. Sempre presente, vivo nel gruppo e costante riferimento per i colleghi che si "giocavano un posto". La sua avventura con il Milan non si esaurisce qui. Entra nello staff del settore giovanile, assieme a Seba Rossi. Un abbraccio se lo merita sul serio.



18/05/2008
Da questa situazione, della quale siamo stati artefici noi. Da queste domeniche che non dobbiamo e vogliamo vivere mai più. Da questi momenti in cui c'è da fare i complimenti.

Complimenti alla Fiorentina, per una Champions League meritata, sudata, conquistata sul campo e con ampio merito. Non ascolteremo quella musichetta il prossimo anno, quasi da non poterlo immaginare.

Complimenti all'Inter, nonostante tante polemiche ha imposto la legge del più forte in una partita complicata e difficile, con l'apporto di un giocatore che vuoi o non vuoi gli è mancato per tanto tempo. Possiamo discutere quanto si vuole di episodi e moviole, ma i neroazzurri sono stati in testa dalla partita dell'Olimpico contro la Roma, e questo scudetto se l'è meritato.

E' il momento di ripartire da una Coppa Uefa che dobbiamo affrontare a testa alta, da una squadra con delle fondamenta, anche buone, ma dalle quali ricostruire qualcosa di importante.

E' stata una stagione dolce-amara, e la affronteremo con calma quest'estate. Avremo modo di pensarci tanto.

Adesso applaudiamo i vincitori, onoriamo gli sconfitti (capita di stare da quest'altra parte) e ripartiamo.

Forza Milan, oggi più che mai.


04/05/2008


Quella voglia matta di segnare, correre sotto la tua curva, sentire il cuore che ti sbatte in petto e che quasi vorrebbe uscire, dare la forza a 60 mila persone di urlare forte il loro amore ed il loro sostegno per chi li fa sognare, piangere, emozionare, vivere. Questo, e molto di più, nella faccia di Pippo quissù.
Ma non solo in quella di Pippo, ma in quella di Ringhio, che entra nel riscaldamento incitando un popolo rossonero ormai stanco di vedersi sfuggire il derby. C'è la stessa voglia nella faccia di Ricky, concentrato, consapevole che lui può riportare il Milan ad un vittoria che pesa di più, tanto di più, del solito. C'è la stessa voglia, lo stesso volto contratto, anche in Ambrosini, quando recupera quella palla e ci spedisce dritti in paradiso.
Ma anche Nesta, e la sua partita perfetta, Bonera e quel correre su e giù senza mollare un centimetro, Pirlo, ma l'avete mai visto pressare così? Farei un torto a qualcuno continuando. Tutti i ragazzi sono stati splendidi.

In una stagione dura e sacrificata ci hanno regalato un pomeriggio di pazza gioia e di emozioni bellissime. Emozioni da Milan.

Moratti sbagliò a parlare di Champions League e di Milan nella stessa partita. E' come sventolare un fazzoletto rosso sotto gli occhi di un toro fermo da troppo tempo.


20/04/2008


Perchè non torno solo io, ma torna anche il vero Milan.

Evidentemente il non giocare ogni tre giorni porta ai risultati che tutti abbiamo sotto i nostri occhi. Impressionante la grinta della squadra, il cuore, la voglia, che spazzano via una Reggina combattiva (auguri per la lotta salvezza) ma piccolina. Per capirsi, sul due a uno quella palla controllata male da Kaladze in area e poi recuperata con un ultimo balzo, un mese fa Amoruso l'avrebbe sbattuta dentro mandandoci all'inferno.

Prassi di quest'anno vuole che se si segna nella prima mezz'ora, si vince, ed anche oggi non si è sfuggiti alla regola. Pronti via e Kaka' sale già in cattedra: spaventoso ed imprendibile, punto nel vivo da tutto questo vociare su tal Ronaldo Cristiano,  segna il quattordicesimo gol stagionale, a -5 dalla vetta della classifica cannonieri. Non male per uno affetto dalla "crisi del Pallone d'Oro". Segna due rigori (sacrosanti, e punto, la discussione finisce qui), continua a premere sull'acceleratore e a tratti ci si chiede che fine aveva fatto questo giocatore qui un mese fa. Poi un piccolo "ritorno di fiamma" dopo il bellissimo gol di Barreto, ma nulla di incontrollabile.

Nella ripresa, come detto, a fare la differenza è la nostra maggiore voglia. Andiamo su ogni palla come se fosse la palla del destino: Rino ringhia come non lo si vedeva da tempo, Brocchi sputa l'anima, Cafu rinasce oggi, insomma i ragazzi mordono. E poi Ricky che pennela il terzo sigillo di una giornata perfetta.

A venti dalla fine, poi, il solito craque: entra Pato, "come d'incanto". Un palo, che propizia l'ennesimo gol di Superpippo, e un gol da uomo d'area maturo, grande, ma di appena 18 anni. 8 gol in 15 partite (non tutte da titolare). Niente male davvero.

Ed, infine, capita spesso di dover ammirare quel giocatore che urla come un pazzo dopo ogni gol. Non ricordo quante volte l'hanno dato per finito, e lui puntuale la mette sempre. Siamo sicuri che dopo questo finale di stagione Donadoni avrà un grattacapo in più.

Domenica prossima Fiorentina - Sampdoria. Se qualcosa deve cambiare, deve cambiare tra sette giorni.

Ultima postilla sulle voci provenienti da Barcellona: io dico che se tutto va come deve andare, l'anno prossimo ci divertiamo.


06/04/2008
foto: Gazzetta.it

Il Milan che vorrei.

Riadattamento del nuovo singolo di Vasco Rossi.
Ancelotti ha mantenuto la promessa: novità tattiche, approccio diverso alla partita, tempra e spirito nuovi. Così il Milan ha avuto la meglio, peraltro senza troppi affanni, di un Cagliari autore di un filotto di prestazioni sorprendenti che sta impressionando per compattezza e pericolosità.

Il Milan si schiera con un chiaro 4-5-1, nonostante l'assenza assoluta di giocatori in grado di coprire le due fasce. Effettivamente, però, un Kaka' così può tutto e Ancelotti ne approfitta al volo. Dopo il gol, e che gol, lo sposta subito a sinistra al posto di Seedorf, che si ritrova centrale, e che sembra in ripresa dopo le ultime uscite da mani nei capelli. Ci aspettiamo il vero Seedorf sabato prossimo, quando conterà sul serio.


20/03/2008
Deprimente. Forse è questo l'aggettivo esatto per classificare la partita del Milan di ieri sera. La delusione è tanta, troppa, e le parole escono dalla mia testa pesanti come macigni. E' per questo che mi affido al pensiero, sempre lucido e razionale, di flussodicoscienza:

We don't have a dream. Sembrava un discorso razionale: uscendo dalla Champions il Milan crescerà in campionato. I fatti dicono il contrario. Perchè? L'impressione è che questa squadra, abituata a volare alto e ad avere traguardi di prim'ordine, sia svuotata mentalmente. E così a Roma fai la miglior partita dell'anno e quattro giorni dopo giochi quella peggiore. Il contesto triste, anzichè instillare voglia di reagire, ha depresso molta gente. Le parole di Gattuso e Kakà - che nei giorni scorsi chiedevano a gran voce rinforzi - sono la spia: il gruppo è scarico, vede una situazione a cui non era abituato e chiama aiuti dall'esterno. Non c'è stimolo, non c'è nulla che accenda la luce. Non a caso gli unici continui sono quelli che la luce ce l'hanno gioco forza dentro: Pato e Paloschi, il cui sorpasso su Gilardino è sacrosanto. Chi di solito vive sui nervi - leggi Gattuso - è ai minimi storici. Le speranze di quarto posto sono ridotte al lumicino. Si dovrà ripartire quasi da capo e si dovrà shockare la squadra.

DiarioRossonero


16/03/2008


Ne potremmo dire centoeuno sulla partita di ieri, senza mai arrivare ad una soluzione concorde.
Una partita bella, perfetta, grandiosa, ma persa malamente, in un tripudio giallorosso.

Hanno fatto la differenza alcune variabili. In particolare quella della fortuna. Un gol come quello del pari di Giuly è difficile subirlo, proprio per il numero di rimpalli e stranezze che consecutivamente si sono ripetute nell'azione. Un gol come quello di Seedorf è difficile sbagliarlo, proprio perchè lì c'è un giocatore che si chiama Clarence Seedrof.

Piuttosto: Seedorf. Che partita! La dimostrazione di quanto ci sia mancato contro l'Arsenal ieri è stata lampante. Un giocatore che accende la luce, in un'annata dove a Kaka' capita di farlo non tante volte quanto ci servirebbe.

Un paio di anni fa, insomma, staremmo qui a commentare un grande successo, contro una squadra in formissima che sta dando spettacolo e alla quale avevamo fatto un bello scherzetto in stile Milan. Purtroppo siamo ad oggi, in un'annata stregata, fatta di insidie, difficoltà e troppe variabili.

Una ventata d'aria fresca ci vuole, quest'estate, per far sì che le variabili diventino meno pazze e più controllabili. E i risultati tornino a dire Milan.


13/02/2008
Perchè vincere vuol dire zona-champions.

Perchè vincere vuol dire dare continuità ai risultati per la prima volta davvero.

Perchè vincere vuol dire riprendersi definitivamente San Siro.

Perchè gioca Gourcuff, ed è la sua grande occasione.

Perchè rivedremo Paloschi, e siamo contenti.

Perchè il pubblico canta, e giochiamo davvero "in casa".

Perchè il Gila deve fare gol, e dobbiamo tifare per lui.

Perchè tra poco c'è l'Arsenal, e dobbiamo far capire alle rivali che in campionato ci siamo ancora noi.

Perchè quelle sopra di noi non sono lontanissime e sabato giocano contro.

Perchè quando gioca il Milan... gioca il Milan!

Forza Ragazzi.


03/02/2008

Una vittoria bella, pulita, sofferta, contro una bellissima Fiorentina, con un gol splendido, fenomenale, e non ci sono paragoni assurdi che reggano.

Carletto mi smentisce sulla formazione solo scegliendo Brocchi e non Emerson, con l'evidente voglia di avere più grinta e corsa e meno piedi buoni, garantiti già da Seedorf e Pirlo (sempre più impressionante).

Partita tiratissima: nel primo quarto d'ora entrambe le squadre potrebbero essere in vantaggio, dopodichè prevalgono le due ottime difese. Nesta è, erroraccio a parte, il più forte difensore del mondo, senza dubbi. Kaladze di testa da una sicurezza impressionante. Dall'altra parte Gamberini tiene benissimo un Kaka' un po' opaco.

Nella ripresa 15 minuti di apnea totale: le folate della Fiorentina ci sommergono, ma nel concreto l'occasione è una sola, di Mutu, con Kalac che copre il palo perfettamente. Poi cresciamo noi, e iniziamo a fare male. Entra Pato, si riscalda con uno scatto e poi il capolavoro: la palla di Pirlo verso Kaka' è una perla lucente, Ricky si rifà di una partita in ombra con un assist di prima al bacio e poi lui, il nostro Paperino (che è un Fuoriclasse, la capite questa parola?) si inventa un gol meraviglioso. Stop di petto, dribbling a rientrare e tiro ad incrociare liftato. Siamo in vantaggio.

Nel finale la giusta sofferenza, ed il miracolo di un Kalac che a pieni voti è promosso titolare inamovibile. Ma una sofferenza cui non c'è nemmeno il tempo di pensare. La testa e il cuore di tutti sono già negli spogliatoi, con Pato, a sostenere e curare quella sua caviglia che non deve tradirci.

Unica nota stonata, la reazione di Clarence al cambio. Ma nota stonata fino ad un certo punto, perchè credo che il rapporto che c'è tra Seedorf e il Mister è così vero e leale che queste sono cose "normali" (tra virgolette). Evidentemente c'era un difetto di comunicazione e Seedorf non dava quello che doveva.

Al limite l'unico a cui Clarence dovrebbe chiedere scusa è Pato, ma queste sono cose che si chiariscono negli spogliatoi.

Godiamoci questi bellissimi tre punti, e adesso diamo continuità a questo periodo positivo. Tra poco c'è Juventus-Udinese e noi abbiamo una partita in meno.

Think Positive.