15/05/2008
E' evidente e lampante come non ci sia assolutamente nulla di penalmente e sportivamente rilevante. Però in fondo è bello ricordare quello smoking bianco e sorridere, pensando che alla fine di fronte a schifezze del genere, un Meani assume tutto un altro gusto.

Milano - Un mare di telefonate, un mare di intercettazioni. Da una parte del filo ci sono due criminali di alto livello, al centro di una inchiesta della Procura Antimafia di Milano per traffico di cocaina. E dall’altra parte ci sono quelli dell’Inter. Giocatori, staff tecnico, dirigenti della squadra nerazzurra. Che con i due malavitosi intrattengono rapporti d’amicizia e di affari di ogni genere. Nulla di penalmente rilevante: lo dicono a chiare lettere gli stessi carabinieri del Reparto Operativo Speciale nella lettera con cui stralciano le chiacchierate con i calciatori dal fascicolo principale. Ma intanto le telefonate sono state trascritte, una per una. Il quadro che ne esce è, indubbiamente, irrilevante sul piano penale. Ma, altrettanto indubbiamente, costringe a chiedersi il perché di tanta familiarità con due balordi, a interrogarsi sulla facilità con cui personaggi simili avevano accesso alla Pinetina, quartier generale del club di Massimo Moratti, e ai suoi uomini più in vista. Interrogativi che piombano sull’Inter nel momento più delicato della sua stagione, a quattro giorni dall’ultima spiaggia che la attende a Parma.


10/05/2008
Flussodicoscienza (in una forma strepitosa ultimamente!) ci regala l'ennesima perla che merita una citazione grande così:
Le strade di Milano saranno tappezzate di quei colori là. Non un bello spettacolo. Ma di scudetti se ne festeggia uno ogni anno: presto la giornata di domani sarà dimenticata.

Quella che non sarà dimenticata - e di cui proprio domani cade il settimo anniversario - è quella di quel venerdì sera in cui cambiammo il prefisso di Milano. In venti minuti o poco più Gianni Comandini divenne indimenticabile. E poi Giunti, Shevchenko, Shevchenko e Serginho.

Senza nemmeno bisogno dell'almanacco, ricordo Seba Rossi in porta, Helveg e Maldini terzini, Roque Junior e Costacurta centrali, Gattuso-Giunti-Kaladze-Serginho a centrocampo e Sheva-Comandini davanti. Con gli ingressi di Leonardo, Josè Mari e Guglielminpietro. In panchina, il primo capitano campione d'Europa e quello che lo fu nel 94.

E svegli a Napoli, per favore!


05/05/2008


Il derby di ieri è stata un'emozione palpitante e bellissima. Euforia, gioia e spettacolo rossonero.
E nonostante mi piaccia pensare che una nostra vittoria sia più bella di qualsiasi sconfitta avversaria, oggi è pur sempre 5 Maggio.


29/04/2008
..perdonalo, che non sa quel che dice:
«sotto un certo aspetto vale anche più di una finale di Champions League, perchè per entrambe le squadre questa partita è fondamentale per raggiungere un obiettivo importante»
M.Moratti

Un p.s. molto sentito e molto importante: MilanoRossonera augura un enorme in bocca al lupo ad Andrea Cosner, giovane virgulto in forza alla nostra primavera che "al rientro dopo 7 mesi di inattività per la rottura del crociato anteriore subisce un ennesimo infortunio allo stesso ginocchio operato".

Non mollare mai, Andrea!


12/03/2008

Cantava così Antonello Venditti. Non cantano più i tifosi dell'inter.
Tra "Yes we can", "partite perfette", "imprese da pazza inter", e via discorrendo ci passa un mare. Perchè ieri sera il Liverpool (sì, quel Liverpool che 10 mesi fa era così scarso!) ha dimostrato di essere superiore ai neroblu, in tutto e per tutto. Magari Mancini avrebbe dovuto mostrare ai suoi la cassetta di Milan - Manchester Utd di un anno fa. Quella sì che fu una partita perfetta.

E si può parlare quanto si vuole degli infortuni (anche il Liverpool giocava con un debuttante in difesa), dell'espulsione di Burdisso (sacrosanta), e di altre piangerie simili, ma io mi soffermerei su altro: sulla prestazione di Ibrahimovic, ancora una volta decisivo nelle partite che contano. Sulla grande maturità di Figo, che si rifiuta di entrare in campo. E su Moratti che dopo la partita fa subito sapere che al portoghese offrirà senza dubbio il rinnovo del contratto. E allora ci si può scandalizzare della scelta di Roberto Mancini? Direi di no. Nonostante lo reputi uno dei più mediocri tecnici della Serie A, un piangina che all'inter ci stava perfettamente ed un grandissimo sbruffone, per la prima volta si è dimostrato un uomo, tenendo fede alla sua dignità e al suo orgoglio (anche se sono curioso di sapere quando risponderà a Galliani).

Se c'è chi dopo Istanbul e due anni senza vittorie riparte e rivince tutto, c'è chi dopo due scudetti deve avere ancora il timore di subire attacchi senza che la società alzi un dito per difenderlo. E addirittura c'è chi dice che Moratti è un gran presidente. Bah.

Mancini scappa, e fa benissimo. Gli interisti hanno paura, e fanno benissimo. Perchè si prospetta di nuovo un Moratti in sella, un Moratti che decide, un Moratti fallimentare quanto la sua patetica presidenza.

Al termine di una notte da topolini (altro che leoni), c'è una sola domanda da farsi:

"interista dai, dimmi come mai, non lo canti più, Forza Liverpool?"


07/03/2008
Le dichiarazioni rese da Massimo Moratti al Teatro Smeraldo di Milano non sono certamente eleganti e denunciano una memoria cortissima quando negano che l’Inter abbia avuto problemi con la giustizia sportiva ed anche una notevole imprecisione quanto alla collocazione dell’Inter.

Nonostante il comprensibile affetto che Massimo Moratti nutre per la sua squadra, pare in effetti davvero azzardato affermare che essa “è considerata da sempre la squadra di prestigio di Milano”, quando c’è altra squadra che ha vinto assai di più in Italia e in campo internazionale.

Ironia vuole poi che queste affermazioni giungano proprio nel giorno in cui al Milan, che sarebbe l’altra squadra, è stato attribuito dal CONI il Collare d’oro, la massima onorificenza sportiva che viene attribuita alle società che hanno onorato la storia dello sport italiano.

Comunque molti auguri ai cugini neroazzurri ed all’Inter per i suoi 100 anni.
acmilan.com


20/02/2008
Prendete la partita di Ibrahimovic di questa sera.

Ecco, adesso prendere la partita di Kaka' a Manchester dello scorso 24 Aprile.

Avete davanti ciò che fa la vera differenza tra i due.



16/02/2008
Ruben Dario Oliva, nel suo campo, quello della medicina sportiva, è un luminare. In 84 anni di vita ne ha visti di infortuni, di ricadute, di casi disperati.

E ha conosciuto anche Ronaldo, nel lontano 1999. Allora il Fenomeno era all'Inter, e di shock non ne aveva ancora avuti. Ma qualcosa già s'intuiva. Il dottore italo-argentino ha raccontato al Corriere dello Sport di quella visita, nove anni fa: «Io lo avevo detto a Ronaldo: “Stai attento, se lo tocchi, il tendine si spacca. E non solo quello del ginocchio destro, anche il tendine del ginocchio sinistro è a rischio”. Glielo dissi nel febbraio del '99, nel mio studio a Milano, davanti a Sandro Mazzola e al dottor Volpi».

Per un certo periodo Ronie venne curato da Oliva. Poi venne interrotta la terapia, improvvisamente: «Durò appena due settimane, perchè poi me lo tolsero dalle mani. Lo curavo disinfiammando il nervo. E lui era contento. Andai a trovarlo alla Pinetina, stava meglio, stava recuperando». Il medico svela un particolare destinato a far discutere: «Per le cure sul tendine si era creata una piccola fibra che Saillant tolse con un intervento chirurgico.

Eppure li avevo avvertiti: “Se toccate il tendine, si rompe”. Ero stato chiaro, molto chiaro. Ripetevo sia a Ronie che ai medici dell’Inter che un “tendine sano non si rompe”. Niente da fare, non vollero ascoltarmi». Il problema di Ronaldo, in realtà, è sempre stato un altro: «Lo hanno rovinato quel ragazzo, con le cure locali sul tendine, ne ha subite di tutti i colori: le infiltrazioni, gli ultrasuoni, una cosa assurda, totalmente sbagliata, perché il problema di Ronie non era il tendine, ma una nevropatia che parte dalla colonna vertebrale e si diffonde sugli arti inferiori. Individuata la causa, si doveva partire da lì, e invece... ».
A voi le conclusioni.


16/02/2008
Dopo la provocazione di Oriali («Che colpa abbiamo noi se la Roma ne prende tre a Siena?») e la piccata replica di Spalletti («Lassù manca l'ossigeno»), è arrivato il turno di Bruno Conti, direttore tecnico della Magica, che per rispondere al compagno di Nazionale al Mondiale '82 ha messo da parte la diplomazia:
Sono certo che Oriali si sarà già pentito di quello che ha detto. Però, visto che queste cose sono state dette, magari in un contesto particolare, dico che sono delle stupidaggini e non possono che dare fastidio.

Preferisco incappare in una partita no e perdere 3-0 contro una squadra che lotta per non retrocedere, piuttosto che vincere delle gare e non meritare di vincerle. Sono più tranquillo in questo modo, vi assicuro.

Noi stiamo portando avanti una stagione esemplare: non ci siamo neppure lamentati davanti a piccole situazioni che ci riguardavano. E continueremo in questo. Se loro, invece, hanno queste reazioni, vuol dire che hanno dei problemi personali. Dire le cose che hanno detto non ha senso.
RomaNews

Un bello schifo, direi. Come ho sottolineato più volte, ci sono momenti in cui questa corsa al quarto posto non mi fa rimpiangere quella fanghiglia con cui saremmo stati a contatto lassù.

Ad ogni modo, è limpido come l'acqua, lo stile non si compra al mercato, e Oriali e Mancini sono degni esponenti di una parrocchia veramente veramente squallida.


03/02/2008

Quello che fa paura è la sistematicità della cosa: non appena c'è un momento di difficoltà, non appena l'avversario tiene un tantino meglio il campo, rigore.

Ora possiamo dire quello che vogliamo, buona fede, errori e tante belle parole, ma la cosa è davvero impressionante.

Comunque occhio a come parliamo che vanno in silenzio stampa, eh.