16/07/2008

Da quanti anni non si vedeva un raduno così?

Fiumi di persone, unite da due soli colori ed una grande passione. Attratti dalla star della giornata. Quell'acquisto che non rappresenta solo un salto di qualità non indifferente dal punto di vista tecnico, ma sopratutto dal punto di vista emotivo.
Ronaldinho e i suoi dentoni ci hanno messo dentro un'adrenalina che leggi negli occhi di tutti i milanisti che incroci per strada. E lo stesso Ancelotti e gli stessi ragazzi sentono che ora c'è qualcosa in più per poter raggiungere obiettivi fino a ieri quasi impensabili. E tutto con un solo giocatore.

L'effetto Ronaldinho lo vedi subito, perchè più di 5000 abbonati in un giorno (un terzo degli abbonati totali fino a ieri) non sono un dato da niente. Perchè quando pensi che Ronaldinho-Kaka'-Pato ti viene da ridere e non vedi l'ora di iniziare.

Oggi è stato un raduno bello. Rossonero fino in fondo. Allegro.

Un amico ieri mi ha detto, a poche ore dall'ufficialità: non è certo che vinceremo, però ci divertiamo!


07/06/2008
"Erano tutti preoccupati, credo che sia la fine che tutti si aspettassero. Era la prima volta che io e Adriano Galliani ci incontravamo e visto che tutti e due abbiamo l'intento e la voglia di fare le cose per bene per il Milan non è stato così difficile raggiungere un accordo.

La mia decisione era quella di smettere, ma visto che la società mi chiedeva di continuare ho parlato sia con l'allenatore che con i compagni e visto che anche loro erano d'accordo ho deciso di continuare. Giocare a calcio è una cosa che mi piace fare e credo di poterla fare ancora bene.

Lo scudetto è un titolo cha manca da parecchio tempo, negli ultimi dieci anni lo abbiamo vinto solo due volte sarà una motivazione in più per la stagione prossima, ma è anche la strada per arrivare a giocarsi la competizione più importante."


27/05/2008


Lunedì 19 Maggio
, ore 21:00. Dopo aver confermato Rino Gattuso, Ancelotti, Galliani, Braida e Leonardo si riuniscono, a poco più di 24 ore dall'eliminazione dalla Champions League, per programmare il futuro. Uniti, insieme e compatti.

Martedì 27 Maggio, ore 19:30. Dopo aver vinto il terzo scudetto della sua gestione, Roberto Mancini viene esonerato. Triste epilogo, di un tristissimo scudetto.

E' la conferma che oggi, più di ieri, e come domani è più bello essere MILANISTI.


19/05/2008
Parliamoci chiaro: domenica il cuore si è riempito di tristezza nel vedere un mesto Milan tornare negli spoiatoi. La notizia del gol di Osvaldo ci ha gelati, intristiti, scaraventati nella realtà risvegliandoci dal sogno.
Non da meno una vittoria tuonante dell'Inter, che si è presa il suo scudetto in barba alle macumbe che ognuno di noi, nel suo piccolo, aveva recitato. Il tutto condito dalla salvezza del Catania di un Walter Zenga che nessuno di noi ha dimenticato per i passati "in campo".

Poteva essere tutto o niente. Ed è stato niente.

Però, è giusto anche ricordarla questa domenica, e cercare di trarre del buono anche da una giornata bestiale come quella di ieri. E magari sta proprio qui la nostra forza, che in una domenica che sembra si debba solo buttare nel dimenticatoio (per non dire nel cesso, come molti di noi hanno pensato), in realtà c'è più di qualcosina da ricordare.

L'addio di Serginho e Cafu è stato un momento toccante, in particolare prima dell'incontro, con il giro del campo ed i cori della Sud, le lacrime del Concorde, ed il sorriso del Pendolino. Un addio da brividi, come si riserva solo ai grandi che hanno fatto la storia di questo club.
Il gol di Cafu, poi, è da apoteosi rossonera. Come accaduto a Billy, come accaduto a Baresi, come accaduto a Carletto, la partita d'addio riserva sempre una sorpresa. "Il dio del calcio, è benigno con i grandi".

Il centesimo gol di Pippo Inzaghi con la nostra maglia ha il sapore dell'attaccamento e dell'amore verso i nostri colori. Ha il sapore di un uomo che per la nostra maglia ha dato tutto, tanto, e che fortemente ha voluto raggiungere un traguardo personale così importante con noi. Le sue parole a fine gara sono il decalogo di come ripartire: dalla fiducia, dal gruppo e dalla consapevolezza che siamo qualcosa che non si spegnerà mai.

E poi il nostro futuro. Pato, e quel suo sguardo pieno di rabbia, grinta e voglia di spaccare il mondo. E' da quello sguardo che dobbiamo ripartire. Tienilo in caldo Alexandre.


15/05/2008
E' evidente e lampante come non ci sia assolutamente nulla di penalmente e sportivamente rilevante. Però in fondo è bello ricordare quello smoking bianco e sorridere, pensando che alla fine di fronte a schifezze del genere, un Meani assume tutto un altro gusto.

Milano - Un mare di telefonate, un mare di intercettazioni. Da una parte del filo ci sono due criminali di alto livello, al centro di una inchiesta della Procura Antimafia di Milano per traffico di cocaina. E dall’altra parte ci sono quelli dell’Inter. Giocatori, staff tecnico, dirigenti della squadra nerazzurra. Che con i due malavitosi intrattengono rapporti d’amicizia e di affari di ogni genere. Nulla di penalmente rilevante: lo dicono a chiare lettere gli stessi carabinieri del Reparto Operativo Speciale nella lettera con cui stralciano le chiacchierate con i calciatori dal fascicolo principale. Ma intanto le telefonate sono state trascritte, una per una. Il quadro che ne esce è, indubbiamente, irrilevante sul piano penale. Ma, altrettanto indubbiamente, costringe a chiedersi il perché di tanta familiarità con due balordi, a interrogarsi sulla facilità con cui personaggi simili avevano accesso alla Pinetina, quartier generale del club di Massimo Moratti, e ai suoi uomini più in vista. Interrogativi che piombano sull’Inter nel momento più delicato della sua stagione, a quattro giorni dall’ultima spiaggia che la attende a Parma.


13/05/2008


Caro Rui,

l'ultima partita da calciatore professionista porta con sè emozioni forti e contrastanti. La gioia di poter giocare davanti a tifosi che ti amano, di avere tra loro i tuoi familiari e tanti amici si contrappone al naturale velo di tristezza che accompagna il pensiero di una grande carriera che sta per finire.

Sappiamo che non lascerai il mondo del calcio e che il mondo del calcio potrà ancora contare su un grandissimo uomo, un campione che abbiamo avuto l'onore di conoscere e avere a Milanello per cinque meravigliosi anni. Qui sei diventato uno di noi, uno della grande Famiglia Rossonera: perchè tu, caro Rui, sei come il Milan, leale e appassionato, generoso e caparbio, imprevedibile e innamorato di questo meraviglioso sport. Sei tornato in Portogallo per una scelta di vita, ma non ci siamo mai allontanati da te e non lo siamo nemmeno in questa speciale serata. Perchè per noi non sei solamente un nome e un numero sulla maglia: sei anche e soprattutto il Rui che ha lasciato il Milan, Milano e l'Italia regalandoci indelebili ricordi.

Caro Rui, è impossibile dimenticarti. Per questo oggi il nostro pensiero va a te, protagonista unico della tua ultima rappresentazione sul palcoscenico del calcio giocato.

Un forte abbraccio, Adriano Galliani


Mi unisco a questa commovente lettera aggiungendo che mi sento fiero ed orgoglioso, che un giocatore di tale classe, sportiva e umana, abbia indossato la nostra maglia.

Oggi il calcio giocato perde un grande attore della sua grandiosa recita, ma spero con il cuore che un giorno le strade di Rui Costa e del Milan possano di nuovo incrociarsi.

Applausi, per Manuel Rui Costa.


24/04/2008
ROMA, 23 aprile 2008 - Anche i deferimenti per Moggiopoli bis sono arrivati. Un anno dopo che i magistrati napoletani Beatrice e Narducci hanno presentato al Gup De Gregorio l’informativa dei carabinieri con l’uso di schede svizzere da parte di un gruppo di persone legate a Luciano Moggi, oggi la Procura federale ha deferito alla Disciplinare 14 persone. Oltre Luciano Moggi, che accumula un doppio deferimento sia per l’aver messo in atto un sistema alternativo di comunicazione che per aver svolto — da tesserato della Juventus — consulenze per il Messina, ci sono i dirigenti del Messina Franza, Bonsignore e Fabiani. Con loro anche dieci tra arbitri, ex arbitri e assistenti: tutti per aver utilizzato le stesse tessere. Anche due società sono state deferite: la Juventus, perché al tempo dei fatti Moggi era un suo tesserato, e il Messina. Tra gli arbitri torna il nome di Gianluca Paparesta deferito insieme al padre benché per la stessa vicenda delle schede svizzere il primo a Napoli ha ottenuto l’archiviazione e il secondo è solo un testimone. La posizione dei due Paparesta è differente per la giustizia sportiva che, comunque, ritiene "sleale" aver posseduto o telefonato con le schede fornite da Moggi. Tutti sono deferiti per violazione dell’articolo 1 del Codice di giustizia sportiva che è generico nella sua formulazione visto che parla di violazione della lealtà sportiva, ma le sanzioni possono arrivare sino ai cinque anni di inibizione.
Dopo Atene, Montecarlo e Yokohama non ci poteva essere filotto più bello per chi, come noi, ne ha dovute sopportare e sentire tante.

Ora, che giustizia è stata fatta e che chi doveva pagare ha pagato, si può chiudere un cerchio. Ed è bello pensare a quell'angoscia di due estati fa, e alla serenità della prossima, dove finalmente potremo sognare, sereni, un futuro almeno un po' più "limpido".

Forza Milan.