30/05/2008
Chi, come me, ha la fortuna di essere abbonato al canale ufficiale ha potuto assistere ieri sera al primo passo lungo una strada che - forse - sarà possibile percorrere da oggi in avanti: quella dell'onestà.

E' stata una chicchierata bella e franca, quella tra il direttore Mauro Suma e gli abbonati, anche se, come ovvio, non poteva essere esaltante per questi ultimi.
Finalmente è stato detto a chiare lettere che il grande colpo (per non dire i grandi colpi) sono utopici. C'è un problema di bilancio, ci sono difficoltà importanti che il Milan sta incontrando e continuare a negarlo sarebbe stato autolesionista.

Tra le righe, ho personalmente letto quasi le "scuse" per certe dichiarazioni quantomento avventate del Presidente e dell'Amministratore Delegato.

Aspetto e pretendo conferme anche oggi, durante il Workshop. Prima di allora, non ho intenzione di mobilitare proteste o di aizzare la folla. Voglio valutare, aspettare, perchè la mia indole mi dice di farlo.
Ho imparato che nel calcio "non è mai finita finchè non è finita", e seppure mi sia rassegnato a vedere tra i rinforzi del Milan del prossimo anno due giocatori da me sempre denigrati e mai apprezzati, in primis per aspetti comportamentali ma anche tecnici, un po' di speranza la covo sempre. La speranza che qualcuno si ravveda e capisca che l'ambiente ha bisogno d'entusiasmo, o quantomeno di chiarezza.

Le uniche cose davvero positive che mi vengono da pensare in questo momento, che per me è di profonda delusione verso una società che ho sempre reputato leale (e che spero non mi smentisca), è che comunque vada il nostro Milan ci sarà, e che probabilmente vedremo dei veri Milanisti, come Alberto Paloschi, metterci il cuore e crescere da nuova bandiera rossonera.

Forza Milan, oggi più che mai.


24/04/2008
'Credo di dover dare dolorosamente le dimissioni da presidente del Milan'
Silvio Berlusconi
E' stato bello finchè è durato.. di nuovo. Successe già nel 2004, e succede di nuovo oggi. Indipendentemente da tutto, un in bocca al lupo per i suoi nuovi incarichi, senza dimenticare mai cosa rappresenta per noi rossoneri, e senza scordare che entro il 31 agosto ci sono un paio (magari un po' di più) di cose da fare.

Forza Milan, Presidente.


23/04/2008
"Sì, un giorno vorrei indossare la fascia da capitano. Ora sto imparando da Paolo Maldini. Se un giorno accadrà sarà una cosa molto bella per me".
La questione Capitano sui media sembra molto più complessa di quanto non sia in realtà.
Congetture varie dovrebbero portare Gattuso lontano dal Milan proprio per questo motivo. Kaka' vorrebbe indossarla. Nesta viene indicato da molti come un degno Capitano.

Ma in fondo, posto che Maldini l'anno prossimo lo si vedrà pochissimo, credo che la questione sia già bella e risolta. Massimo Ambrosini ha il maggior numero di presenze con la nostra maglia, ha la tempra giusta che serve ad un capitano per "farsi sentire", ed ha l'esperienza necessaria per il ruolo.

Peraltro, ricoperto con grande successo già tante volte quest'anno, e a Montecarlo, in occasione della Supercoppa Europea da lui sollevata. Inoltre ha solo 31 anni, e parlare del suo successore mi sembra quantomeno prematuro.

Insomma, tanto fumo per nulla. Il Capitano del Milan ha già un nome.


22/04/2008
E nulla più. La nostra testa deve essere solo lì. Alla partita successiva, inizieremo a pensarci da Domenica sera, a mente fredda, lucidamente e senza troppi timori.

Se qualcosa deve accadere, deve essere Domenica. Oltre, si vedrà.


09/04/2008


Compatto, forte, determinato, non molla un pallone. Grande stratega in panchina, uno degli attaccanti più forti del mondo in campo, un Capitano con la C maiuscola. Esperienza europea e pubblico da delirio.

Il mix ideale per rivincere quella coppa tanto bella quanto difficile da conquistare.

L'esempio di cosa essere e di come costruire il nostro futuro.


26/03/2008

Ci sono stagioni che nascono storte, e finiscono peggio.

Paradossalmente, questo non è il nostro caso. La nostra stagione nasce sotto la benedizione di una Supercoppa Europea tanto bella quanto malinconica, dedicata al ricordo di un ragazzo che non c'è più. Una serata di grande calcio ed enormi emozioni.

Passando per le note difficoltà del campionato, si arriva a Yokohama, a rigiocarsi una finale persa troppo malamente non tantissimi anni fa, stravincendola, e salendo sul tetto del mondo.

Una stagione fino a quel momento dai contorni magici. Poi, quelle difficoltà mascherate dalle coppe di inizio stagione sono venute fuori, con la gravità che sappiamo e con i risultati che tutti possiamo vedere.

Ma, come detto, questa stagione non è nata storta, e seppure finirà peggio di come iniziata, non è detto finisca male. Perchè se la stagione è veramente storta, se tutto deve andarti male, magari può capitare che alla vigilia di una difficile semifinale di Coppa il tuo miglior bomber prenda la tonsillite, oppure che ti arbitri un certo Bertini a Torino o che ne prendi 3 in sei minuti. Non tutto è da buttare.

E la dimostrazione che non è una stagione disgraziata la troviamo nel fatto che la Fiorentina la vediamo ancora, davanti a noi. Perchè quei 4 punti sono sempre 4. Nonostante le nostre sconfitte, le nostre cadute, i pareggi in casa e le brutte figure. Non perdiamola di vista questa Coppa, che per noi vuol dire tanto, forse tutto a questo punto. Non partiamo già sconfitti, perchè non lo siamo.



26/02/2008
Non è un refuso. Calci. Quelli che volano ogni domenica, in particolare quando vedete giocare una delle classiche big contro la classica provinciale.

E' di oggi la notizia del tendine bucato di Ibrahimovic. E' di ieri l'appello di Kaka' e del suo ginocchio dolorante. Ed io mi sento di estendere questo post non solo alla condizione del pallone d'oro, ma anche a quella di Ibrahimovic, di Totti, di Mutu, ma anche dei Vannucchi, e di quei giocatori che vuoi o non vuoi a questo sport danno qualcosa in più.

La "tattica" comune del picchiaduro sui campioni è ormai palese. Solo quest'anno ho visto dei falli su Kaka' impressionanti. Uno schifo immondo, concordato già negli spogliatoi, per annichilire ed intimidire in calciatore che può risolvere tutto con una giocata. Sotto gli occhi di arbitri che, ormai l'abbiamo visto tutti, sono palesemente incapaci di capire in campo cosa accade. Di comprendere le massacranti botte che i più grandi devono sempre subire.

Avanti così è impossibile andare. Gli acciacchi si moltiplicano, le gambe fanno male, e se un Ibra o un Ricky può giocare una partita ogni quindi giorni non la giocherà mai come sa. Anche questo fa parte dei mezzucci delle provinciali, che non a caso meritano questo appellativo. Carrozzieri, Bovo, Migliaccio, tutta gente che scende in campo per picchiare il "pericolo" di turno. E sempre puniti con un giallo. E così loro finiscono tutta la partita, ed eliminano alla fonte il problema dell'avversario. Patetico.

E allora non ci si chieda più sgomenti perchè l'Europa è un palcoscenico tutto diverso dalla Serie A. Perchè lì la cultura è diversa. Lì si scende in campo per giocare, non per picchiare. Puoi riuscirci o meno, ma non hai il terrore di uscire in barella per il sadico piacere di un difensore picchiatore di professione.

Edit: leggo ora di un articolo di denuncia sullo stesso tono su acmilan.com. Concordo, ovviamente, su tutta la linea, ma molto interessante è questo parallelo:
Lo stillicidio che sta subendo Kakà è lo stesso che aveva minato alle fondamenta il fisico e la resistenza di Marco Van Basten. Il fuoriclasse olandese ha giocato la sua ultima partita ad alto livello a 28 anni, era il novembre 1992 contro il Goteborg a San Siro. Poi non c'è più stato. No! Per Kakà non può e non deve succedere la stessa cosa. Non c'è nessuna crisi post Pallone d'Oro e non c'è un fuoriclasse che gioca male. Siamo semplicemente di fronte ad un giocatore braccato, sottoposto ad agguati continui, che se si ferma per 15-20 giorni per gestire i suoi problemi poi, evidentemente, non torna in campo al massimo della condizione.


20/02/2008
Prendete la partita di Ibrahimovic di questa sera.

Ecco, adesso prendere la partita di Kaka' a Manchester dello scorso 24 Aprile.

Avete davanti ciò che fa la vera differenza tra i due.



15/02/2008
Si sta speculando troppo, negli ultimi giorni, su Milan Lab e i piccoli problemi di Ronaldo che hanno preceduto il terribile infortunio dell'altra sera.

Tutto l'ambiente, e non solo quello rossonero, è scosso dal dramma sportivo che il Fenomeno sta vivendo, ma direi che è ora di darci un taglio con le accuse continue che leggo contro il Milan ed il suo staff medico.

Partiamo dal presupposto che Milan Lab non è la macchina dei miracoli. Milan Lab rappresenta solo una sequenza di dati, conservati ed elaborati, che mostrano i miglioramenti atletici di un giocatore, consentendo così di programmare al meglio la sua preparazione personale ed il suo tipo di allenamento ideale. Quindi tutti gli ironici simpaticoni si mettano in testa che Milan Lab non è la palla di vetro che dice "in questa partita Tizio si infortunerà".

Poi, precisato questo, possiamo parlare delle idiozie lette sul web in questi giorni:
  1. Questo infortunio, patito da Ronaldo ad inizio stagione, non ha nulla a che vedere con quello dell'altra sera. La diagnosi definitiva di questo infortunio parla di "lesione del muscolo semitendinoso del bicipite della coscia sinistra", che con il tendine rotuleo non ha nulla a che vedere;
  2. Anche la diagnosi goffa, assurda ed errata del redivivo dottor Combi non ha niente a che vedere con l'infortunio di Mercoledì. Il dottor Combi ha preso un abbaglio totale, diagnosticando la rottura di un tendine che, fosse stato rotto, non avrebbe consentito a Ronnie nemmeno di camminare. Inoltre, non si riferiva al tendine rotuleo, ma al tendine visto al punto precedente;
  3. L'iniziale diagnosi di Milan Lab sul primo infortunio di Ronaldo è stata certamente sbagliata, ma come spiegato nei punti precedenti, il collegamento tra quell'infortunio e quello più grave di Mercoledì non esiste.
Quindi, ai mistificatori della rete e agli pseudo-dottori che vogliono ravanare nelle responsabilità di Milan Lab dico semplicemente di astenersi dallo sparare cavolate.

Nella vicenda di Ronaldo l'unica cosa sbagliata è stata l'avversione del destino verso questo Fenomeno del nostro calcio.

Chiudiamo la bocca, e stiamogli accanto.



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12/02/2008
Un articolo come questo lo avremmo potuto leggere dall'inizio dell'anno.

Certo, potremmo farci prendere dai rimpianti e pensare "chissà con Pato", ma in fondo va bene anche così. 22 punti fuori casa, per intenderci gli stessi della squadra prima in classifica. La differenza la fa un rendimento casalingo disastroso (11 punti), costellato di occasioni mancate, errori di misura e tanti orrori arbitrali. Tanti rimpianti, vero, ma fino ad un certo punto.

In un certo senso, da una certa prospettiva, la nostra corsa al quarto posto è così limpida e così leale, fatta di avversari forti ma giusti, come la bella Udinese e la brava Fiorentina, che non mi fa rimpiangere la corsa a questo tricolore un po' macchiato. Non si respira quell'aria tossica che c'è lassù, non c'è quel clima rovente e sudicio, pieno di polemiche e schifezze, liti in diretta e nervosismo, sangue amaro alla domenica sera e tanta delusione.

Pensandoci bene, ora come ora nei panni della Roma non ci vorrei essere mai.

"Chissà con Pato", magari ci saremmo stati noi, ma magari è stato meglio così. Godersi domeniche di gioia pura, con il gol di Paloschi che ci ha scaldato il cuore, con un Pato tutto da scoprire, col Gila e le sue rivincite, con gente che ci mette il cuore e l'anima, anche a 36 anni, con Pirlo che ci fa divertire, con Kalac che è un grande personaggio pieno di sorprese.

Adesso in casa siamo di nuovo padroni. Siamo di nuovo favoriti. E sarà bene continuare su questa strada, con il passo giusto, per continuare a gustarci il nostro momento: bello, pulito, leale.

Forza Milan.

Ps: vi piace la nuova grafica? Fatemi sapere..