22/05/2008


No football vs. No football
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I più attenti ricorderanno come, in quel di Manchester, nel non lontano 2003 la prima finale tutta italiana della storia della Champions League (il secondo derby nazionale in una finale dopo Real Madrid - Valencia) venne presentata così.

Ora, non voglio nemmeno soffermarmi sullo spettacolo offerto con la palla tra i piedi dalle due squadre, che hanno giocato molto a rugby e poco a football, ma su un aspetto che ho subito sentito mio. O meglio un po' nostro, di tutto il calcio italiano.
Lo spettacolo indecoroso offerto dagli attori nel finale di partita, con una rissa scatenata dal più classico gesto di anti-sportività, è il simbolo della differenza di stile, tra noi italiani, e gli pseudo-inventori del football, quantomeno in certi contesti, e a certi livelli.

Perchè loro hanno accolto la nostra sfida come il No Football Match. La nostra stampa, la nostra opinione pubblica, invece, ha passato l'ultima settimana ad osannare lo spettacolo a cui avremmo assistito in una "finalona" tutta inglese.

Potete rivedere mille volte la cassetta di quel Milan - Juventus. Non vedrete un gesto anti-sportivo che sia uno. Vedrete il cuore di Gattuso che al 120' va a pressare Buffon, vedrete Roque Junior giocare zoppicando per uno stiramento, vedrete Antonio Conte, Alessandro Del Piero, Andry Shevchenko e Pippo Inzaghi combattere lealmente per una partita dalle mille e una notte per il calcio italiano.

Rivedendo il più moderno dvd di questa "grande" finale, vedremo il gesto anti-sportivo di Tevez, lo schiaffo di Drogba (secondo espulso nella storia di una finale di Champions), la ridicola scenetta di Van der Sar ad ogni rigore, la gomitata di Evra a Joe Cole, il sangue di Scholes, e potrei andare avanti a lungo.

E allora, cari amici inglesi, tenetevi il vostro football. Noi, ci teniamo il nostro stile.

Forza Italia.

E guardateci dalla tv, agli Europei.


24/02/2008
Stavo scrivendo un post sulla "legge di Pippo". Sul gol di un campione che ha illuminato una delle gare più buie giocate da questo rattoppato Milan. Sul suo gol numero 90 con la nostra maglia. Sui nostri limiti, come l'incapacità di cambiare passo, di saltare l'uomo. Del nostro affanno, dei limiti dei singoli. Ma ho cancellato tutto.

Lo scempio cui sto assistendo a Controcampo ha del paradossale. Gli indignatissimi Foschi e Fontana che denunciano sudditanze e furti per il rigore non concesso su Amauri al novantesimo.

Ma ammesso e non concesso che quel rigore ci fosse, e possiamo anche discutere sulla cosa perchè a me sembra che qualcuno spari ad Amauri, è ridicolo e patetico che un dirigente ed un calciatore che hanno assistito sul campo a tutta la partita vadano a piangere di fronte alle telecamere. Perchè i due rigori non fischiati al Milan sono clamorosi, e se una squadra è stata danneggiata nell'andamento della partita è stata proprio quella rossonera.

E l'ancor più patetico ritrattare il tutto da parte di Foschi dopo aver visto le immagini conferma tutto. Tutta la dignità che una società perde nel piagnucolare, sopratutto quando non ne ha il diritto.

Perchè accetto le lamentele della Juventus, per quello scandalo cui abbiamo assistito a Reggio Calabria, ma non quelle del Palermo. Assolutamente.

Ci vuole dignità nella sconfitta. E seppur immeritata come quella di stasera, non è certamente lamentandosi degli arbitri che si dimostra.

Tenete piuttosto Pippo Inzaghi in marcatura fino all'ultimo secondo. Perchè altrimenti vi punisce.