27/09/2009
Ascoltare
Massimo Donati a fine partita che fa lo splendido recriminando i "due punti persi" stasera è l'ultimo smacco in ordine di tempo che ci regala la squadra del nostro cuore. E il fatto che abbia
ragione rende la rabbia ancora più cieca.
Non credevo che questa mirabolante accozzaglia di
pseudo-pensionati ed ex-calciatori riuscisse ancora una volta a sorpendermi, eppure c'è riuscita. Umiliati dal Bari, in casa, dovendo esultare per un punticino quantomai immeritato.
Ribadisco il concetto della scorsa settimana:
più di qualcuno dovrebbe vergognarsi. Vergognarsi per quello che ci sta facendo. Questo Milan non è niente. E' un
ologramma. Un illusione che serve a fare merchandising, a vendere magliette, abbonamenti e a vagare per il campo alla ricerca di qualcosa che tanto non arriverà.
Ancora una volta
Ambrosini, Gattuso, Pirlo e Seedorf. Siamo arrivati al punto che tra poco malediremo la Champions League del 2003 che ancora ci rende schiavi di questi guerrieri logori, finiti, che potranno anche esaltarsi in partita secca ma verrano puntualmente ridicolizzati dagli Alvarez e dai Rivas di turno, e senza che questi ultimi debbano nemmeno sputare in terra.
I tifosi del Milan da anni si svegliano il lunedì mattina con
la vergogna dipinta in volto e non è giusto. Non ce lo meritiamo. Non lo merita la nostra
storia.
Andatevene
tutti. Se ne vada la proprietà, che ormai tratta il Milan come un peso.
Una piccola azienduccia in perdita nel loro impero finanziario, bistrattandola e ridicolizzandola. Se ne vada la
dirigenza, patetica, ferma, con idee vecchie di un secolo, con un'idea di calcio
morta nel 1994.
Se ne vadano i senatori. Bolsi stra-pagati che non hanno neanche la dignità di chiedere scusa a chi paga per assistere alle loro vergognose prestazioni, compensate a fine mese da bonifici milionari.
Se na vada
Pato, se deve giocare con
disgusto. La maglia del Milan la meriti. Te la sudi.
Ne devi essere degno.
Se ne vadano Kaladze e Jankulosvki.
La maglia del Milan è un vanto. Mi manda al manicomio pensare che questa gente la vesta da più di cinque anni.
Se na vadano i tifosotti della curva. Patetici
burattini in mano ad una società di pagliacci. Capaci di scempi come
questo. Il mondo vi deride, e i tifosi del Bari
vi hanno insegnato come si tifa, stasera.
Se ne vadano tutti al diavolo. E mi lascino solo con la
maglia rossonera. L'unica ancora
degna del mio
rispetto.
12/09/2009
Alienante. Per lo spirito e per il morale. Guardare questo Milan è come assistere ad uno spettacolo teatrale noioso e per giunta mal recitato.
Leonardo cerca di fare quel che può con il poco che ha, ma quante colpe sentite di potergli imputare? Obbligato a schierare quello che oggi è un - patetico - peso per questa squadra (Ronaldinho), senza possibili alternative su due fasce violentate dal non calcio dei nostri terzini, con i leader emotivi dello spogliatoio nella confusione più totale, senza piglio nè mordente.
Oddo e Jankulovski in 94 minuti di gioco non hanno messo dentro un cross uno. Jankulovski ha condito il tutto con le sue solite oscene prove difensive, la solita deconcentrazione unita ad una goffaggine quantomai spiccata. Per Oddo, inutile ripetersi, vale quanto appena detto, con l'aggiunta di quei dieci chili di troppo che lo rendono un non-atleta.
A centrocampo aspetto ancora che qualcuno mi dica che Pirlo è il nostro problema. Senza di lui non si può nemmeno parlare di manovra compassata: semplicemente non si capisce nulla. I centrocampisti vagano senza una meta precisa, senza uno schema nè un costrutto.
Menzione speciale per un ottimo Flamini. Corre, scalcia, insulta, protesta. L'anima senza Gattuso è lui, ma non basta.
A tutto questo aggiungiamoci una coppia d'attacanti che sembrava essere scesa in campo per mangiarsi un rilassante gelato sulla Lungomare di Livorno. Pato, per il suo peso e per la sua età, non può permettersi di giocare con tale indolenza e svogliatezza.
De Lucia ha compiuto una parata. Sunto di ciò che siamo: niente. C'è molto da lavorare, e sinceramente non vorrei essere nei panni del povero Leo, designato capro espiatoro di una gestione dirigenziale da inetti, da lincenziamento per incapacità.
Non serve spendere tanto, ma semplicemente spendere bene. Mi piace pensare che un giorno anche noi saremo capaci di proporre un Candreva e di scoprire una così lieta sopresa. Per il momento, guardo Oddo e Jankulovski, e penso che ci sarà da soffrire tanto.
Forza Milan.
01/09/2009
Parliamoci chiaro: in 15 anni di calcio credo di non aver mai visto nulla di neanche lontanamente paragonabile a quello che è successo al trio Gattuso - Seedorf - Leonardo. Ed ho un solo aggettivo per descrivere il tutto: strano. Strano come un derby strano, in cui nei primi venti minuti si è avuta tutt'altra sensazione rispetto alla batosta che poi maturata.
Prendetemi per un pazzo visionario ma io sono fermamente convinto che il vero Milan che sta plasmando il nostro allenatore sia più simile di quello visto a Siena piuttosto che nel derby. Nessuna delle due partite è frutto totale del caso, ma la seconda è certamente, come detto, strana.
L'inter come organico, amalgama, disciplina tattica ed individualità ci è nettamente superiore. Come dimostrato dalla stracittadina. Ma noi non siamo brocchi tanto quanto la stessa partita ha impietosamente mostrato.
Siamo qualcosa in più e con un po' di pazienza lo faremo vedere. Il tutti contro tutti adesso non serve a nessuno. Compattiamoci, raccogliamo le forze, i cocci e le idee e facciamo che questo qualcosa che stiamo creando funzioni.
Sono ancora curioso di sapere come Leonardo ha intenzione di sviluppare le sue idee, di scoprire Pato e la sua classe, partita dopo partita. Di testare Huntelaar, di vedere Abate sulla fascia e di divertirmi come un tempo.
Capita. Perdere un derby, soprattutto così, brucia. Ma se alcuni si sono rialzati dopo aver preso sei pere, farlo dopo averne prese quattro dovrebbe essere ancora più facile.
Forza Milan, sempre.
04/05/2009
Quota 70.
Torniamo per un momento sulla terra e pensiamo a quanto sia importante questo successo in chiave qualificazione-Champions. Fino ad un mese fa sembrava quasi improbabile, ed invece adesso siamo secondo con un comodo +4 sulla Juve sempre più spaccata dall'interno, che abbiamo strategicamente piazzato tra noi e le inseguitrici e che con questo andazzo rischia seriamente di essere cannibalizzata dalle affamatissime Genoa e Fiorentina che stanno chiudendo alla grande la stagione.
Certo, dobbiamo cercare di impedire alla Juve di compattarsi proprio domenica prossima, perchè superare indenni lo scontro diretto vorrebbe significare quasi certamente secondo posto messo in saccoccia, il che consentirebbe di affrontare le trasferte di Udine e Firenze con lo spirito di chi non ha nulla da perdere.
Una parola su Kaka', però, va spesa: quando lui gioca non ce n'è. La squadra gira e si vince sempre. Non averlo avuto per due mesi è stata una mazzata tremenda per la nostra stagione e ci ha praticamente tagliato le gambe sul più bello (considerata anche la pochezza atletica degli attaccanti di riserva).
27/04/2009
Non si vende Kaka'.
E' il Milan che è proprio diverso. Dida è lo stesso portiere che incassava gol da qualsiasi posizione, Maldini e Favalli non sono improvvisamente ringiovaniti, Seedorf è sempre quello che irritava tutti, Inzaghi è lo stesso giocatore della prima metà di stagione e il Pirlo è sempre lo stesso giocatore.
Qualche molla è scattata nella mente dei nostri. Più tranquilli, molto più concentrati e cattivi, molto più cinici. E poi c'è il Marsigliese, che è uno spettacolo.
La partita ha poco da dire, e non perchè il Palermo sia venuto a fare una scampagnata, ma solo perchè il Milan ha ucciso la partita nei primi dieci minuti, e poi si è limitato a controllarla bene come non si vedeva da tempo. Mi fa sorridere chi fa la bocca storta sui due rigori, ineccepibili in termini di regolamento.
Ed altri tre punti e si raggiunge quota 70, l'ideale per stare davvero tranquilli in chiave accesso diretto in Champions. Poi, è banale dire che da qui alla fine vincerle tutte è un obbligo, perchè così almeno ci divertiamo un po'.
Una raccomandazione: facciamo in modo che quest'anno questi ultimi due mesi non ci facciano scordare i precedenti sei. Per pietà.