No football vs. No football.
I più attenti ricorderanno come, in quel di
Manchester, nel non lontano
2003 la prima finale tutta italiana della storia della
Champions League (il secondo derby nazionale in una finale dopo
Real Madrid - Valencia) venne presentata così.
Ora, non voglio nemmeno soffermarmi sullo spettacolo offerto con la palla tra i piedi dalle due squadre, che hanno giocato molto a
rugby e poco a football, ma su un aspetto che ho subito sentito mio. O meglio un po' nostro, di tutto il calcio italiano.
Lo spettacolo indecoroso offerto dagli attori nel finale di partita, con una rissa scatenata dal più classico gesto di anti-sportività, è il simbolo della differenza di stile, tra noi italiani, e gli pseudo-inventori del football, quantomeno in certi contesti, e a certi livelli.
Perchè loro hanno accolto la nostra sfida come il No Football Match. La nostra stampa, la nostra opinione pubblica, invece, ha passato l'ultima settimana ad osannare lo spettacolo a cui avremmo assistito in una "
finalona" tutta inglese.
Potete rivedere mille volte la cassetta di quel
Milan - Juventus. Non vedrete un gesto anti-sportivo che sia uno. Vedrete il cuore di
Gattuso che al 120' va a pressare
Buffon, vedrete
Roque Junior giocare zoppicando per uno stiramento, vedrete
Antonio Conte, Alessandro Del Piero,
Andry Shevchenko e Pippo Inzaghi combattere lealmente per una partita dalle mille e una notte per il calcio italiano.
Rivedendo il più moderno dvd di questa "grande" finale, vedremo il gesto anti-sportivo di
Tevez, lo schiaffo di
Drogba (secondo espulso nella
storia di una finale di Champions), la ridicola scenetta di
Van der Sar ad ogni rigore, la gomitata di
Evra a
Joe Cole, il sangue di
Scholes, e potrei andare avanti a lungo.
E allora, cari amici inglesi, tenetevi il vostro
football. Noi, ci teniamo il nostro
stile.
Forza
Italia.
E guardateci dalla tv, agli
Europei.