13/05/2008


Caro Rui,

l'ultima partita da calciatore professionista porta con sè emozioni forti e contrastanti. La gioia di poter giocare davanti a tifosi che ti amano, di avere tra loro i tuoi familiari e tanti amici si contrappone al naturale velo di tristezza che accompagna il pensiero di una grande carriera che sta per finire.

Sappiamo che non lascerai il mondo del calcio e che il mondo del calcio potrà ancora contare su un grandissimo uomo, un campione che abbiamo avuto l'onore di conoscere e avere a Milanello per cinque meravigliosi anni. Qui sei diventato uno di noi, uno della grande Famiglia Rossonera: perchè tu, caro Rui, sei come il Milan, leale e appassionato, generoso e caparbio, imprevedibile e innamorato di questo meraviglioso sport. Sei tornato in Portogallo per una scelta di vita, ma non ci siamo mai allontanati da te e non lo siamo nemmeno in questa speciale serata. Perchè per noi non sei solamente un nome e un numero sulla maglia: sei anche e soprattutto il Rui che ha lasciato il Milan, Milano e l'Italia regalandoci indelebili ricordi.

Caro Rui, è impossibile dimenticarti. Per questo oggi il nostro pensiero va a te, protagonista unico della tua ultima rappresentazione sul palcoscenico del calcio giocato.

Un forte abbraccio, Adriano Galliani


Mi unisco a questa commovente lettera aggiungendo che mi sento fiero ed orgoglioso, che un giocatore di tale classe, sportiva e umana, abbia indossato la nostra maglia.

Oggi il calcio giocato perde un grande attore della sua grandiosa recita, ma spero con il cuore che un giorno le strade di Rui Costa e del Milan possano di nuovo incrociarsi.

Applausi, per Manuel Rui Costa.


21/12/2007


Quella che ti attanaglia nei giorni più belli dell'anno, ovviamente quando hai motivi per essere triste.

Solitamente, per un innamorato con il cuore infranto il Natale è il periodo ideale per farsi prendere dalla malinconia. Il clima di festa e l'aria di allegria che si respira ti portano a ricordare momenti belli che non ci sono più.

Sheva è un innamorato immalinconito. Gli manca il suo Milan e non perde occasione per farlo capire, per farlo sapere a quanta più gente si possa. Ma il Natale di Sheva si chiama Derby. Quel clima speciale che lo caricava a mille, quella rete che puntuale si gonfiava, quei gol segnati che lo portavano a volerne segnare ancora. La sua vittima preferita, persa come tutto quello che aveva accumulato in 7 meravigliosi, splendenti anni, fatti di una Champions League (con quel gol decisivo in semifinale, indovinate contro chi?), uno Scudetto (e in quel campionato nessuno ha segnato come lui), una Coppa Italia (in gol a Roma all'andata), una Supercoppa Italiana (con una magica tripletta), una Supercoppa Europea (decisa da un suo gol), un Pallone D'Oro, e due titoli di Capocannoniere della serie A.

A Sheva manca il Milan, e senza utopie possiamo dire che al Milan manca Sheva. La vita è bella perchè non conosciamo cosa accadrà domani. E se un domani un immalinconito innamorato potrà tornare a sorridere con il suo vecchio amore, e tornare a vivere il "suo" Natale in allegria, possiamo mai essere noi contrari a tutto questo?

Edit: guarda la malinconia di Sheva